La famiglia Kercher si ribella all’«offensiva mediatica» della Knox

case study analysis paper By on 26 settembre 2013
Cattura

http://mayneislandmusic.ca/discursive-essay-eating-disorders/ discursive essay eating disorders «Continua a dare interviste a giornali e televisioni in cui sostiene di essere perseguitata dalla giustizia, ma si guarda bene dal tornare in Italia e presentarsi in aula da imputata col suo ex Raffaele Sollecito», dicono i fratelli di Meredith, la studentessa inglese uccisa a Perugia il 2 novembre 2007 la cui vicenda processuale, il 30 settembre, a Firenze, sta per ripartire dal nuovo appello ordinato dalla Cassazione.

view

http://gestadbaixllobregat.es/info/myecc/ «Siamo sempre più sorpresi da questo atteggiamento di Amanda Knox e dalle sue dichiarazioni. Forse è ora che la smetta di fare la parte della vittima. Amanda inizi a rispettare i giudici, la Corte di Firenza e la Corte di Cassazione, che ha emanato una sentenza meticolosa e di ottimo valore. Le sue dichiarazioni stanno diventando quasi insopportabili. E attenta solo alla sua posizione, ma ci vuole rispetto anche per la vittima». E molto dura la reazione della famiglia Kercher, resa nota dal loro avvocato italiano, Francesco Maresca, alle ultime interviste di Amanda Knox, rilasciate con notevole risalto anche su giornali e media italiani. Da quel tragico 2 novembre 2007, i genitori John e Arlene e i fratelli Stephanie e Lyle hanno dovuto non solo affrontare il dolore della perdita e la continua incertezza nelle indagini, ma sopportare anche il crescente interesse da parte dei media, soprattutto americani, che (spesso dimenticando la povera Mez) hanno fatto di Amanda Knox una star. E ogni volta che lei, come in questi ultimi giorni, rilascia un’intervista, è come se il coltello che uccise la studentessa ventunenne inglese a Perugia, si riconficcasse ogni volta nel cuore dei suoi familiari. Che ora più che mai ritengono le esternazioni di Amanda vere e proprie provocazioni da parte di colei che è accusata del suo omicidio. L’americana Amanda, 26 anni, continua a ripetere che il 30 settembre non si recherà al nuovo processo d’appello che sarà celebrato a Firenze. Si è giustificata dicendo che ora la sua vita è nella natia Seattle, e che non dispone dei fondi necessari a ritornare in Italia. Dichiara poi di soffrire di continui attacchi di panico dovuti allo stress degli anni trascorsi m carcere, e di non voler essere definita ancora un’assassina. Lei è innocente e ha un desiderio: vuole recarsi sulla tomba di Meredith, accompagnata dai Kercher. Parlando all’emittente americana Nbc, la Knox ha infatti dichiarato: «Meredith farà sempre parte della mia vita. Ora voglio far visita con i Kercher nel luogo dove è sepolta la loro figlia, ma finora non ho avuto il coraggio di superare l’abisso di dolore che ci separa. Potrebbero sospettare che si tratti di una strategia legale o mediatica. Pensano ancora che io sia colpevole, e questo mi fa male». Parole che, però, hanno causato una reazione piuttosto aspra da parte di Stephanie, la sorella di Meredith, che, raccontano in Gran Bretagna, si sarebbe rifiutata di leggere Waiting To Be Heard (alla lettera, “aspettando di essere ascoltata”) il libro scritto dalla Knox sulla vicenda, uscito lo scorso aprile. La ragazza ha avuto parole molto dure per Amanda: «Per ora non riesco a parlare di perdono. I dubbi sono troppi», aveva detto. «Le nostre emozioni sono molto diverse dalle sue». In realtà, i Kercher non si sono mai espressi esplicitamente su chi pensano sia il vero colpevole dell’uccisione di Mez. Ma il comportamento di Amanda l’irrita . Quell’Amanda che ama porsi sotto i riflettori, che continua a voler essere protagonista di una storia funesta. La loro posizione è chiara: vogliono che Amanda tomi in Italia per la riapertura del processo e, soprattutto, che la smetta di farsi pubblicità. «Meredith è stata uccisa, non c’è più. Ma la gente spesso lo dimentica», ha più volte detto John Kercher, padre di Meredith (autore anche lui di un libro sull’omicidio della figlia, molto meno pubblicizzato di quello della Knox). «Tutti gli occhi sono puntati da sempre su Amanda. È come se Meredith non avesse più voce». E mentre Stephanie e il fratello Lyle si apprestano a tornare per l’ennesima volta in Italia al processo, parla per loro l’awocato Francesco Maresca. I due, spiega, saranno presenti «per rispetto della Corte d’Assise d’Appello di Firenze». Ma, aggiunge anche che «la presenza di Amanda e Raffaele è necessaria perché si deciderà della loro vita e della morte di una ragazza. Amanda deve rispettare i giudici e la vera vittima, Meredith. E ora di arrivare in fondo a questa vicenda giudiziaria». Dopo quattro anni di carcere Amanda, già condannata in primo grado, era stata assolta in appello nell’ottobre 2011. E all’epoca Lyle aveva tristemente commentato: «Siamo tornati al punto di partenza…». Ma a marzo, la Cassazione ha annullato la decisione, ritenendo sottovalutati gli indizi a carico di Knox e Sollecito: secondo la nuova sentenza, Meredith potrebbe essere morta in seguito a un «gioco erotico spinto di gruppo, che andò deflagrando, sfuggendo al controllo». L’ivoriano Rudy Guede, già condannato a 16 anni di carcere, secondo la Cassazione, non avrebbe agito da solo e la ragazza potrebbe aver acconsentito o essere stata costretta con la forza, come afferma da sempre la tesi dell’accusa. Tutto questo dovrà essere nuovamente provato . Amanda sarà processata una terza volta per il crimine e, se condannata di nuovo, non sa ancora se gli Usa permetteranno l’estradizione. Lei e la famiglia, dice, sono stati rovinati dall’esperienza e i quattro milioni di dollari ottenuti per la pubblicazione del suo libro se ne sarebbero già andati tutti in tasse, debiti e spese legali. Ora vuole pensare solo a rifarsi una vita. Un desiderio che i Kercher temono, invece, di non poter mai realizzare per se stessi. Papàjohn continua a non darsi pace e, forse proprio a causa del suo dolore, ha subito un ictus quattro anni fa. «Questa situazione potrebbe non avere mai fine », ha detto di recente. «Più passa il tempo, più la verità si allontana. Ma chi è ancora sospettato del suo assassinio ha sempre la speranza di rifarsi una vita. Meredith speranze non ne ha più».

example of term paper