Kate Middleton spiata come Lady Diana

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Ve l’avevamo detto di mettervi comodi, che sarebbe stata questione di giorni. E infatti le rivelazioni sono arrivate, e a quanto si mormora sono solo l’antipasto di uno scandalo inevitabile che coinvolge, ahiloro, William, Kate e Harry, finiti nella rete della “vedova rossa” Rebekah Brooks, potente quanto spregiudicato direttore del News of thè World, giornale specializzato in gossip clamorosi resi possibili grazie a metodi giornalistici oltre il codice penale, vedi poliziotti corrotti, intercettazioni illegali, persino inquinamento di indagini. Alla sbarra per una lista di reati lunga al pari del suo curriculum, Rebekah e il suo successore nonché amante Andy Coulson hanno subito il colpo ferale, ennesima prova delle loro malefatte, la più attesa: la pubblica lettura dei messaggi che il principe William aveva lasciato nelle segreterie telefoniche di fidanzata e fratello. I cellulari dei tre erano tenuti sotto controllo da Clive Goodman, guru dei corrispondenti reali, che a suon di migliaia di sterline era stato strappato al Daily Mail e che, a quanto pare, poco impiegò per adottare i metodi affatto ortodossi imposti dalla Brooks alla redazione del News of thè World (sebbene la donna si stia pervicacemente dichiarando innocente, vittima a sua volta di giornalisti senza scrupoli e del tutto ignara dei criteri da loro seguiti). Baby, tesoro, dolcezza: così il futuro re si rivolge allallora signorina Middleton, le intercettazioni rese note si riferiscono al 2006, in messaggi di ordinaria amministrazione amorosa. «Ho appena provato a chiamarti, ma non penso tu voglia rispondermi perché sono le 5 e 35 del mattino, probabilmente non proprio un buon momento per chiamarti. Spero tu stia bene», dice William sveglio all’alba perché di stallo airAccademia militare di Sandhurst. Dove, racconta in un’altra telefonata intercettata, per poco non rischia di farsi sparare durante un esercitazione. «Stavo correndo nei boschi di Aldershot dando la caccia alle ombre e sentendomi terribilmente perduto. Sono piombato nel mezzo dell’imboscata di un altro reggimento, ed è stato imbarazzante perché per poco non mi hanno colpito». Giornate di addestramento di cui William si lamenta, sebbene in realtà sappiamo amasse molto la vita militare, illuminate dal pensiero degli sporadici incontri con la sua bella. «Per fortuna posso scappar via e venire da te. Sarò lì entro le otto meno un quarto. Non vedo lora di vederti. Un sacco d’amore e ti chiamo dopo». Nulla di sconveniente, siamo lontani anni luce da quando Carlo, allora coniugatissimo, sussurrava a Camilla «Vorrei essere il tuo tampax», sebbene in una telefonata William prometta a Kate un sms sporcaccione. Ma a Londra molti scommettono che lo scopriremo presto l’sms bollente: quest’ondata di telefonate sarebbe infatti il primo atto, suffil ciente, sperano gli inquirenti, a far confessare la Brooks e Coulson, certo consapevoli che tirare ulteriormente in ballo i Windsor avrebbe effetti devastanti per loro. Windsor che al momento tacciono ma che, a quanto pare, sono furibondi. Che i telefoni di corte siano sotto controllo da sempre, si sa: negli anni 90 la cornetta di Diana fece la fortuna dei quotidiani, e lei stessa, che da vittima seppe farsi abile manipolatrice dei media, negli ultimi anni se ne serviva per far arrivare indirettamente informazioni e pettegolezzi ai cronisti di fiducia. Che, dopo la morte della principessa per troppo clamore, si ripetesse la pratica anche con i suoi figli, molti lo pensavano però pochi lo auspicavano. Un azzardo che Rebekah la rossa rischia di pagare caro.