Kate Middleton: La sua gravidanza potrebbe avere in parte influito sul voto

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La macchina guidata dalla regina Elisabetta alla fine ha sbandato ma non è finita fuori strada. Il Regno Unito resta unito e la Scozia dice no al referendum sull’indipendenza da Londra. Un risultato dato per scontato qualche mese fa ma che nelle ultime settimane era tornato in bilico. Tanto che pochi giorni prima della consultazione proprio la regina era intervenuta nel dibattito con un monito diretto ai sudditi: «Spero che tutti riflettano con molta attenzione sul referendum di questa settimana». I No all’indipendenza della Scozia sono stati 2.001.926 contro 1.617.989 di Si su un totale di 4.283.392 elettori. In percentuale, il fronte del No ha raggiunto la quota del 55 per cento. Questo vuol dire che tutto resta come prima? Quasi sicuramente no. Per scongiurare la secessione Londra ha annunciato un’importante devoluzione di poteri alla Scozia. Sia il premier David Cameron che il leader dell’opposizione laburista Ed Miliband hanno infatti garantito campo libero alla Scozia su tasse e welfare. Promesse a brevissima scadenza (già dal prossimo gennaio) che scatenano di fatto una sorta di effetto domino che riguarda anche l’Inghilterra, il Galles e l’Irlanda v del Nord. «E il tempo per il nostro Regno Unito di andare avanti», ha detto Cameron dopo il risultato. «Rispetteremo le promesse fatte alla Scozia in pieno» e gli scozzesi «avranno più poteri sulla gestione dei loro affari». Meglio una de- volution in più che una Scozia in meno, avrà pensato Cameron, che sarebbe dimagrito di un paio di chili per la paura di uno smacco politico destinato a kate-middletonpassare alla storia. Di sicuro, «questa era una scelta che accade una volta nella vita o in una generazione», ha spiegato Cameron.

Quindi il discorso è chiuso per sempre. Il referendum ha spaccato non soltanto l’opinione pubblica britannica ma anche alcuni dei suoi simboli più conosciuti e amati. L’autrice della saga di Harry Potter, J. K. Rowling, ha annunciato il suo appoggio per il No. All’opposto, lo storico 007 Sean Connery è da senore schierato a favore dell’indipen- dentismo scozzese. L’attivismo dei due è stato di peso decisamente differente. La Rowling infatti ha contribuito alla causa donando un milione di sterline alla campagna Better Toge- ther (Meglio insieme). Meno generoso è stato Connery. L’attore infatti non è mai andato oltre le generiche dichiarazioni di orgoglio scozzese. Da anni Connery vive alle Bahamas ed è un «esule fiscale» per il governo di Sua Maestà. Così il fratello Neil aveva annunciato che sì, Sean è favorevole all’indipendenza, e no, Sean non sarebbe andato a votare per ragioni di tasse. Certo non il testimonial migliore per la causa secessionista. Chissà che a salvare il Regno Unito non sia stata anche la notizia della nuova gravidanza di Kate Middleton. Secondo alcuni infatti l’annuncio prematuro di un nuovo “royal baby” in arrivo potrebbe essere stato un segnale della Corona ai sudditi scozzesi, cercando magari di giocare più sui sentimenti che sulle promesse. La famiglia reale ha vacillato ma ha retto all’onda d’urto del referendum. In attesa dell’ascesa al trono di Carlo, ormai le cronache mondane trattano William e Kate come re e regina di fatto. E probabilmente alla fine si ripartirà da loro e dalla loro immagine pulita e ultrapatinata per eliminare progressivamente le scorie di una consultazione popolare che ha rischiato di lacerare per sempre la Gran Bretagna.