Kate Middleton e William: C’è ne andiamo in capagna

Le grandi metropoli, si sa, non sono a misura di bambino. Vuoi mettere l’aria pulita, la quiete e il verde di un piccolo centro di campagna? L’avranno sicuramente pensato anche William e Kate che da quando sono diventati genitori di George, un anno fa, devono aver continuato a rimuginare su quale fosse il posto migliore dove farlo crescere. Così, dopo aver fatto ristrutturare minuziosamente la residenza di Kensington Palace a spese dei contribuenti inglesi (5 milioni e mezzo di euro, tende e tappeti esclusi: quelli ci hanno tenuto a pagarli di tasca loro), hanno deciso di lasciare Londra per trasferirsi a circa 180 chilometri di distanza, nella contea di Norfolk.

kate-middleton_980x571Il motivo ufficiale di questo cambio di programma in realtà è un altro: come ogni comune mortale il duca di Cambridge vuole abitare più vicino al lavoro, nel suo caso la base di elisoccorso della East Anglia, dove presterà servizio quattro giorni a settimana. Gli altri tre giorni, almeno per i prossimi due anni (George farà la materna a Londra), lo si potrà trovare ad Anmer Hall, magione ottocentesca che la regina Elisabetta II regalò al nipote per il suo 30° compleanno. Dieci camere da letto, una piscina, un campo da tennis e, ovviamente, un mega giardino: anche qui non mancano i comfort. Quelli che mancano li stanno aggiungendo con una piccola ristrutturazione da 1 milione e 800 mila euro, questa volta tutti a carico di William e Kate. D’altronde che i due preferissero la campagna al Palazzo si era capito già all’inizio del matrimonio, quando avevano scelto di abitare nell’isola di Anglesey, dove Kate poteva andare a fare la spesa confondendosi tra le massaie gallesi. Un “lusso” impraticabile a Londra, disseminata di paparazzi in ogni dove, ma che forse potrà riconcedersi nel Norfolk. Oltre alle passeggiate in campagna, ai picnic sui prati e alle cene in giardino con gli amici. «Una vita normale, per quanto possibile, prima che la loro diventi una vita reale a tempo pieno», ha commentato il principe Carlo.