Kate e William: Tutto sul Battesimo del nipote di Queen Elizabeth

Un fatto è certo: nel giorno del suo battesimo George Alexander Louis, terzo in linea di successione al trono d’Inghilterra, con il suo comportamento imperturbabile ha creato molti meno problemi di quando, 31 anni fa, toccò a papà William. Era il 4 agosto 1982, nella Music Room di Buckingham Palace, e il primogenito di Carlo e Diana pianse durante l’intera cerimonia. Tanto che, per zittirlo durante lo scatto della foto ufficiale, mamma Diana fece l’unica cosa che sapeva lo avrebbe acquietato: gli mise amorosamente un dito in bocca, sotto lo sguardo inorridito dei Windsor. Ma quella foto che vede William in braccio alla madre, seduta tra Elisabetta I I e la Regina Madre, con Carlo e il principe Filippo in piedi sul retro, nasconde ben altri rancori. Anni dopo, la stessa Lady D rivelò di essersi sentita del tutto esclusa dai preparativi e di non aver avuto alcuna voce in capitolo. Tutto il contrario di Kate, la nuova mammina reale che in fatto di organizzazione è sempre la prima a farsi avanti e l’ha avuta vinta anche sulla scelta del fotografo: il ritrattista dei divi hollywoodiani Jason Bell Ma il vero protagonista è proprio Baby George, che nel giorno del suo battesimo, il 23 ottobre scorso, ha dimostrato la tempra di un vero sovrano. Lasciati a casa i famosi polmoni e le urla ormai leggendarie, grazie alle tante battute di papà William, il piccolo di appena tre mesi è arrivato nella Royal Chapel di St James Palace tra le braccia di mamma Kate, sfoggiando un comportamento angelico per l’intera durata della cerimonia. L’evento, in realtà, ha deluso chi si aspettava una cerimonia in pompa magna. William e Kate hanno optato per un battesimo in sordina, con punte decisamente low cost, scegliendo attentamente le tradizioni da rispettare e quelle da escludere. Trpppo formale era sembrata loro, per esempio, la già citata Music Room di Buckingham Palace, dove furono battezzati anche la regina e Carlo. Meglio, invece, la piccola, modesta, ma più accogliente cappella di St James Palace, dove nel 1997 riposò la salma della principessa Diana nei giorni precedenti il funerale. Passi per la copia dello storico abitino battesimale in pizzo Honiton, realizzato nel 1841 per la figlia maggiore della regina Vittoria, ma ora usurato per essere stato indossato da ben 60 piccoli (allora) parenti blasonati, e conservato religiosamente al Museum of London (per realizzarne uno identico è stata scelta Angela Kelly, sarta della bisnonna patema). Ma Kate non ha voluto sentir ragione sulla lista degli invitati che sono stati poco più di una ventina. Snobbati Windsor senior come Anna e Andrea, la famiglia reale era rappresentata solo dalla regina e dal marito Filippo, da Carlo e Camilla e dal principe Harry. E se questo non è bastato a irritare la monarca, Kate – in un elegante abito e cappellino color crema, in tono con la veste battesimale di George – e il marito William hanno preferito affidare il ruolo importante di padrini e madrine a sette persone a lei quasi tutte sconosciute, tanto che Elisabetta, leggendo la lista, avrebbe giustamente chiesto spiegazioni: Si va da amici di scuola dei duchi come Oliver Baker. Emilia Jardine-Paterson e William van Cutsem a Hugh Grosvenor, figlio 22enne del duca di Westminster. Jamie Lowther- Pinkerton, segretario privato di William e Kate, è da anni una presenza costante al fianco dei duchi di Cambrid ge, mentre a Julia Samuel, amica intima di Lady Diana, è toccato il compito di rappresentare la nonna defunta. Per fortuna i duchi di Cambridge si sono ricordati di includere almeno una Windsor, scegliendo Zara Phillips Tindall, figlia di Anna d’Inghilterra. Durante la cerimonia, durata poco più di tre quarti d’ora e officiata dall’arcivescovo di Canterbury, Harry e Pippa, anche lei in un abito color crema come la sorella, si sono consolati dalla delusione di essere stati ignorati per il ruolo di padrino e madrina – e per il fatto di non aver ricevuto inviti per i rispettivi partner, Cressida Bonas e Nico Jackson – leggendo due salmi scelti dai genitori del festeggiato. Terminate poi le formalità, il piccolo corteo – che includeva ovviamente anche Michael, Carole e James Middleton, rispettivamente genitori e fratello di Kate; Jessie Webb, la bambinaia parttime di George, e i partner dei sette padrini – ha percorso a piedi la breve distanza che separa la cappella da Clarence House, per una festicciola a casa di Carlo e Camilla. E tra champagne e tazze di tè Earl Grey fumante, un’altra famosa tradizione dei Windsor è stata rispettata: agli ospiti sono state servite fettine dell’ultimo piano della torta nuziale di William e Kate, conservate in freezer per l’occasione. Ora le attenzioni si concentreranno sul futuro del principino, che la prossima primavera affronterà il suo primo viaggio ufficiale, accompagnando mamma e papà in Australia e Nuova Zelanda. Terminato nelle scorse settimane il trasloco negli appartamenti di Kensington Palace, Kate è già super impegnata nei preparativi e cerca una nuova babysitter che sostituisca la Vienne Jessie. Mamma Carole si era offerta di accompagnarli, ma a corte non si sono mostrati entusiasti dell’idea, offendendo la duchessa che, per tutta risposta, il giorno dopo il battesimo ha lasciato George a casa e si è recata a un gala benefico, facendosi fotografare circondata da imprenditrici di successo. I Windsor non lo dimentichino: la duchessa riserva ben altre sorprese per il futuro.