Kate e William: L’erede è un dono di Lady Diana

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La nascita del royal baby è stata caratte rizzata da un’attesa snervante dovuta all’errore degli scommettitori, che avevano indicato nel 13 luglio la data del lieto evento. Da quel momento, il St. Mary’s Hospital dove Kate ha partorito è stato presidiato da giornalisti e telecamere di tutto il mondo, ansiosi di carpire la minima indiscrezione. Speranza vana. Fino a quando Camilla Parker Bowles, in visita ufficiale in un ospedale pediatrico del Regno Unito con il marito Carlo, ha rivelato che il figlio di William e Kate sarebbe venuto al mondo nel terzo weekend di luglio. E si è sbagliata di poco visto che il travaglio è cominciato alle 7,30 di lunedì 22. Un annuncio a sorpresa il suo, considerato inopportuno, in quanto i membri della famiglia reale a proposito del delicato argomento devono mantenersi sul vago. Ma poco importa in un momento festóso in cui malumori, ambizioni ed etichetta sono stati messi da parte. La nascita del royal baby è stata caratterizzata da un clima di normalità, come se fosse un bambino qualsiasi che allieta una normale coppia di sposi. Persino nonna Elisabetta lo ha atteso senza eccessiva emozione e persino con un pizzico di impazienza. «Non intendo rimandare le mie vacanze», aveva detto la regina con il consueto spirito british. «Se mio nipote tardasse ancora ad arrivare lo conoscerò a ottobre». E già deciso, infatti, che Kate e William vivranno i primi mesi di vita del loro primogenito in Scozia, nell’intimità familiare, per godersi la felicità lontani dai curiosi e dagli impegni ufficiali. In questo clima informale non c’è da stupirsi che abbiano cancellato l’usanza secolare per cui al parto avrebbe dovuto assistere un dignitario di corte per testimoniare che non fosse avvenuto uno scambio di neonati: una regola obsoleta che evoca intrighi e misteri di altri tempi. La nascita del figlio di William e Kate, insomma, sancisce una svolta epocale nella storia della monarchia ingleche intende rinnovarsi attraverso la coppia destinata a salire al trono. A questo punto, infatti, l’idea che Carlo e Camilla, esponenti del “vecchio” che si vuole archiviare, possano succedere a Elisabetta diventa sempre più improbabile. Al punto che un giornale inglese ha profetizzato che, se l’ipotesi dovesse avverarsi, la monarchia finirebbe. La conseguenza più evidente del lieto evento è l’aria di festa che si respira in Inghilterra, come se il royal baby avesse avuto il potere di ringiovanire una società per certi versi ancora tradizionalista. E non è un caso che, il 17 luglio, la regina Elisabetta abbia firmato la legge che legittima le nozze gay. Una decisione storica, che cancella in un sol colpo secoli di puritanesimo. Un altro effetto positivo della gravidanza reale è stato l’incremento delle nascite, che finora, dato il momento di crisi, erano notevolmente diminuite. Molte giovani donne, infatti, hanno voluto restare incinte nello stesso periodo di Kate per partorire anche loro entro l’estate. Un tassello in più nel mosaico del giro di affari che l’arrivo del royal baby comporta, con un notevole incremento del mercato degli articoli per neonati. Forse gli inglesi esagerano nel loro spirito emulativo, ma è certo che esso esprime l’affetto per la giovane coppia amata da diverse generazioni: quella dei coetanei che si identificano in loro, quella dei genitori che vedono in William e Kate i figli ideali e quella dei nonni, piacevolmente sorpresi di respirare, sia pure in versione moderna, un clima di famiglia che credevano superato. Il lieto evento registra infine una curiosa nota di colore: nello zoo di Londra, in onore del royal baby, è stata battezzata col nome di Principessa una scimmia rara, che ha sulla fronte una colorazione particolare a forma di corona. La scelta non è troppo irriverente, considerando l’amore degli inglesi per gli animali, e là regina Elisabetta, quando ha saputo la notizia, è scoppiata a ridere.