Kasia Smutniak: Pietro da lassù veglia sul bambino che nascerà

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Legata al produttore Domenico Procacci, la modella polacca dovrebbe partorire alla fine di giugno, cioè a quattro anni dalla scomparsa di Taricone. La futura mamma è convinta che uuesto sia un segno del cielo.La sua apparizione sul palco del Festival di Sanremo ha destato più stupore del previsto. Ma Kasia Smutniak sapeva benissimo che il suo pancino da futura mamma, che svela almeno cinque mesi di gravidanza, non poteva passare inosservato. In aderente abito nero, Fattrice ha lasciato intendere che, dopo il grande dolore per la scomparsa di Pietro Taricone, sta finalmente per cominciare una nuova vita. Fabio Fazio non ci ha messo molto a cogliere la luce che brillava nei suoi occhi e, porgendole un mazzo di fiori, le ha detto con dolcezza: «Auguri per tutto quello che ti aspetta». Un messaggio ovviamente rivolto anche al futuro papà, il produttore cinematografico Domenico Procacci, al quale Kasia è legata dall’estate del 2011: è anche grazie a lui se Fattrice polacca è riuscita a ritrovare il sorriso. Quando la loro relazione era uscita allo scoperto, la Smutniak e il suo nuovo compagno avevano deciso di affrontare il pubblico, sfilando insieme, mano nella mano, sulla passerella del Festival di Cannes 2012. Un modo per dimostrare a tutti che una giovane donna non può vivere in eterno nel ricordo di un grande amore perso tragicamente, ma ha il diritto di rifarsi una vita. Kasia lo deve a se stessa e, soprattutto, a Sophie, la bambina nata dalla relazione con quel ragazzo diventato famoso grazie alla prima edizione del Grande fratello. La notizia della gravidanza arrivata proprio mentre Canale 5 inaugura la tredicesima edizione del reality show di cui Pietro resta il simbolo per eccellenza – sembra quasi un segnale. Facendo i calcoli, il parto potrebbe essere previsto proprio all’inizio dell’estate, a quattro anni esatti dalla scomparsa di Taricone, avvenuta in seguito a un incidente con il paracadute il 29 giugno 2010: un’altra coincidenza. Per questo Fattrice e modella è convinta che, da lassù, Pietro proteggerà il bambino che sta per nascere e prega per questo. Mentre con le amiche più intime ha smentito l’indiscrezione di questi giorni, cioè che, in caso di fiocco azzurro, il bebé avrebbe potuto chiamarsi Pietro. Confidandosi con loro, la Smutniak ha detto di trovare la cosa di cattivo gusto. Soprattutto per rispetto all’attuale compagno, l’unico che – dal giorno di quel terribile incidente in cui Taricone morì – le è stato accanto. Da quel momento in poi, la vita di Kasia ha preso una strada diversa. In salita, almeno all’inizio. Per un anno intero ha smesso di recitare per crescere la sua bambina e si è presa il tempo necessario per curare le ferite dell’anima. Poi, a rendere meno pesante la sua vita senza Pietro, è stata, appunto, l’amicizia con Domenico Procacci, un sentimento che, a poco a poco, si è trasformato in amore. Con lui non è stato un colpo di fulmine come con l’ex concorrente del Grande fratello, incontrato durante la lavorazione del film Radio West nel 2002. Con il produttore della Fandango, più grande di lei di 19 anni, tutto è cominciato durante quella fase terribile della sua vita. Non è un mistero che Procacci fosse uno degli amici più intimi di Taricone, il primo a credere nelle sue capacità d’attore e a concedergli un’occasione. E se da lassù potesse dare la sua approvazione, probabilmente “O’ Guerriero” benedirebbe questa unione, la migliore per la sua Kasia. Da quando lui non c’è più, il casale di Campagnano, vicino a Roma, dove la coppia viveva, è diventato troppo grande e pieno di ricordi. Restare lì non era più possibile per l’attrice. Meglio cambiare aria. Andare il più lontano possibile. Anche in Nepal, dove Kasia si rifugia ogni tanto per dare una mano ai bambini del posto. Nel distretto di Mustang sta lavorando per costruire una scuola. Un impegno portato avanti in nome di Pietro e attraverso l’associazione benefica che lei gli ha intitolato. Ma la Smutniak non vuole più guardare soltanto indietro. Ora ha spiccato il volo per allontanare la nostalgia. In fondo il paracadutismo era il suo hobby preferito quando stava con Taricone. Invece di passare il tempo seduti al ristorante, loro saltavano insieme da un aereo. Pietro era solare, ironico, persino un po’ sbruffone. Ma era soprattutto un ragazzo coerente, che non si è mai venduto alla televisione trash e alle finte paparazzate Forse è anche per questo che la notizia della seconda gravidanza di lei ha fatto molto discutere. Sul web qualcuno ha subito rinfacciato all’attrice di aver girato pagina troppo in fretta. Come se, guardare avanti quattro anni dopo un grave lutto, fosse una mancanza di rispetto. «Senza contare che una donna incinta ha più bisogno di sostegno che di critiche, il periodo dell’elaborazione di un lutto dura in genere circa sei mesi», spiega a Nuovo Stefania Andreoli, psicoioga e psicoterapeuta. «Dopo, se non c’è ripresa, si comincia a parlare di sindrome depressiva. Va anche detto che la perdita di una persona cara resta dentro per tutta la vita e non si supera completamente, perché la morte è l’unico evento che non prevede di poter tornare indietro. La difficoltà la vivrà più il suo compagno, che dovrà confrontarsi con il ricordo di Pietro. Non dimentichiamo che nessuno è più presente di chi non c’è più».