Juventus, Conte: “Garcia come me io ho vinto”

Conte

Tutto deciso, a più otto? Ma nemmeno per idea. Antonio Conte versa acqua sul fuoco dell’entusiasmo. «E’ una tappa di avvicinamento, certamente, ma ricordiamoci che non abbiamo ancora terminato il girone di andata, anche se siamo già campioni d’inverno. Otto punti sono importantissimi, ma se ci illudiamo e imborghesiamo, non affrontando gli allenamenti con la giusta intensità, tutto può essere in discussione. Certo, abbiamo battuto una diretta concorrente e non era facile, perchè dopo la sosta, un poco di ansia c’era». Quindi per il tecnico, le insidie sono ancora tante, a cominciare da Cagliari, bestIa nera della Juventus, e dalla successiva,quella Samp che fece passare una brutta Befana alla Signora, battendola in casa in dieci contro undici.

ECLETTICA

Ma Conte non ha intenzione di esagerare, nella serata del trionfo: «E’ vero, siamo una squadra che mi dà molta soddisfazione. Mi stupisce ancora oggi l’’ecletticità di tutti, la disinvoltura con cui fanno la fase difensiva e offensiva. Tutti ormai ci conoscono e noi abbiamo cambiato qualcosina. I miei sono stati bravi a seguirmi. Studiamo tutte le partite a tavolino e non è detto che l’approccio sia sempre lo stesso: anche con il Napoli avevamo pensato prima a spegnare e poi a proporre». Inevitabile (per usare un termine caro a Conte), la domanda sul futuro. La risposta ancora una volta è evasiva: «Il mio destino personale non deve interessare nessuno. Interessa solo quello tra me e la società e quindi penso solo a continuare a vincere, perché la voglia di vincere è una filosofia di vita e trovo terreno fertile a predicarla, a Vinovo. Ho gente come Buffon, Tevez e Pirlo, che ha già vinto, ma altra che non lo ha ancora fatto fino in fondo. Ci vuole sempre grandissima umiltà e comunque a me mette a mio agio solo parlare di calcio e non di vicende personali’» . Si coccola Llorente, che a inizio stagione rischiava di farlo passare per cattivo, perché non lo lanciava mai: «E’ un terminale offensivo di prim’ordine. Quando la palla arriva a lui, rimane. Si integra alla perfezione con gli altri attaccanti» . E infine, arriva il ramo d’ulivo nei confronti dell’avversario. «La Roma è un’ottima squadra e ha valori tecnici notevoli» .

GARCIA? IO HO VINTO

Ma quando lo paragonano a Garcia come approccio e percorso professionale, si ribella con grande raffinatezza: «Io in questi anni, nel frattempo, ho vinto qualcosina. Sembra tutto scontato ma non lo è affatto. La Roma inoltre ha fatto notevolissimi investimenti e quindi è una squadra di grandissima qualità, però un allenatore italiano è stato bravo a preparare tatticamente la partita, cercando di togliere qualità ai migliori della Roma e proponendo un gioco d’attacco efficiente. Il campo, insomma, rende sempre giustizia» . Quindi l’eterno dilemma se la scuola di tecnici italiana sia superiore o non a quella straniera, è liquidato con un sorrisino più che eloquente. Torna serio, Antonio Conte, quando gli chiedono come mai in Champions la Juventus non sia mangiatutto come in campionato: «Abbiamo peccato un po’ di presunzione sia a Copenaghen, sia in casa con il Galatasaray. Meritavamo di più, ma comunque fa parte di un percorso di crescita. D’altra parte, se contate le presenze in Champions di molti miei calciatori, trovate la risposta» . Buone notizie per Tevez: solo crampi per lui e non problema muscolare, quando è uscito in anticipo dal campo.