Justine Mattera, vittima di Stalking: Prima una ragazza inglese e poi un fanatico dei social network

artworks-000068159688-58xv2f-original

Ha passato due anni di inferno, vittima di stalking. Justine Matterà è stata tormentata prima da una donna e poi, dopo pochi mesi, da un uomo. Due perfetti sconosciuti, che hanno agito separata- mente e in tempi diversi, l’hanno perseguitata con messaggi di posta elettronica, telefonate e addirittura pedinamenti. Per fortuna l’incubo è finito: la showgirl può tirare un sospiro di sollievo perché i suoi molestatori sono stati individuati e denunciati e le continue molestie che avevano provocato in lei un timore fondato per l’incolumità propria e della sua famiglia sono solo un brutto ricordo. «Ho vissuto un periodo d’inferno, ma ora è tutto passato», racconta l’attrice, che Nuovo ha incontrato all’evento benefico organizzato a Milano dall’associazione Niente paura, a sostegno delle donne vittime di violenza. La serata, intitolata “Padrona del tuo destino!”, ha potuto contare sul sostegno di tante donne famose, tra le quali appunto anche la Matterà. Il primo contatto è avvenuto sul lavoro Il suo caschetto biondo e l’inconfondibile accento americano l’hanno trasformata in uno dei personaggi stranieri dello showbiz nostrano più amati del piccolo schermo. Anche se, per la sosia di Marilyn Monroe, reduce dal successo dello spettacolo teatrale A qualcuno piace caldo, la soddisfazione più grande è rappresentata dall’incontro con Fabrizio Cassata, il marito, e dalla nascita dei loro due figli, Vincent e Vivienne Rose. «Quando mi sono resa conto che quelle due persone avevano cominciato a minacciare anche i miei bambini, il bene più caro che ho, io non ci ho visto più dalla rabbia. E ho deciso di rivolgermi alle forze dell’ordine senza più aspettare», racconta Justine. Hai vissuto un periodo tremendo, anche se ora finalmente è alle spalle. Ma quando e come è cominciata tutta questa storia? «L’inizio risale a due anni fa. L’incubo è cominciato e maturato in un contesto professionale, dunque in una maniera all’apparenza naturale. Il mio primo stalker è stata una lesbica inglese». Dove l’hai conosciuta? «Era venuta in Italia e io l’avevo incontrata a Mtv, nel corso di un programma. Non so come, ma lei è riuscita a procurarsi il mio numero di telefono e poi l’indirizzo e-mail. Sembrava una persona normale. Ma è durato poco». Che cosa è successo? «Quando ho percepito una certa insistenza nel chiamarmi al cellulare, con scuse inutili, ho cercato di darle poca confidenza. Ma il peggio si è scatenato quando ho cominciato a non rispondere più alle sue mail. Me ne inviava cinquecento al giorno e il contenuto era volgare e imbarazzante. Da quel momento, per me, è iniziato l’inferno». «Voleva rovinare il mio matrimonio» Che cosa faceva? «Mi seguiva, mi aspettava fuori dallo studio tv e, ogni volta che mi telefonava, mi ripeteva sempre: “Ti porto via perché tu devi stare con me”. Non contenta di tormentare me, ha preso di mira anche mio marito. Un giorno ha scritto che Fabrizio era un mafioso ai capi dell’azienda tedesca per cui lui lavora. Sono stata costretta a cambiare indirizzo e-mail e numero di telefono». Ti sei rivolta alle forze dell’ordine? «Sono andata subito dai carabinieri per spiegare loro questa situazione. Dopo le indagini, finalmente la vicenda ha avuto un lieto fine. La donna è stata diffidata: non può più mettere piede in Italia». Quell’inferno ha però lasciato il posto a un altro incubo… «Sì, se ci penso mi sembra tutto incredibile, ma è accaduto. In due anni ho avuto due stalker». La seconda volta si è trattato di un uomo. Un fan particolarmente accanito? «Questa persona mi diceva di essere riuscita a entrare nel mio profilo Skype (il programma per chattare e telefonare via internet, ndr) e a rubare materiale che definiva “compromettente”». Era vero? «Assolutamente no! Mi sono fatta mille domande, non sapevo di che parlasse. Mi chiedevo: “Ma che cosa avrò fatto?”. Mi è venuta l’ansia. Ho ripensato a tutte le volte che ho dormito in albergo lontana dalla mia famiglia, per e- sempio, ma poi mi rendevo conto di non aver mai fatto nulla di strano…». Ti chiedeva qualcosa? «Sì, voleva che mi toccassi per lui in una videochiamata, altrimenti avrebbe messo in rete le foto e i video in suo possesso. Ma lui non aveva niente in mano! Le sue erano solo bugie e parole senza senso. Mi ripeteva di continuo: “Rovinerò il tuo matrimonio”. Mi minacciava dicendo che se mi fossi rivolta alla polizia per denunciarlo sarebbe venuto sotto casa mia a farmi male. Diceva di conoscere il mio indirizzo e, cosa più inquietante, la scuola dei miei figli. Quando ha tirato in ballo Vincent e Vivienne Rose ho perso le staffe e sono corsa a denunciarlo alla polizia postale». Com’è andata? «Gli agenti, dopo aver eseguito le indagini del caso, mi hanno spiegato che questo uomo gestiva, sui social, profili di altri personaggi pubblici, naturalmente a loro insaputa. Lo faceva per adescare le persone. Era un pervertito». «Rivolgetevi subito alla polizia» Tu che hai vissuto in prima persona e per ben due volte il dramma dello stalking, che consigli dai alle donne vittime dei molestatori? «Raccogliete tutte le prove possibili e chiedete aiuto alle forze dell’ordine. Io ho avuto fiducia negli agenti, ho fatto bene e ora posso dire di essere uscita dall’inferno. Mi godo la mia famiglia e i miei figli, che sono la cosa più bella che ho». Sei diventata più ansiosa e protettiva nei riguardi dei tuoi bambini? «Sicuramente in quel periodo sono stata piuttosto attenta. Ma in generale seguo molto Vincent e Vivienne Rose perché sono ansiosa. Pur essendo nata e cresciuta in America, sono simile alle mamme italiane, così protettive con i loro figli. Voglio fare tutto io ed essere presente nella loro vita. Li accompagno a scuola e in ogni posto che frequentano insieme con gli altri bimbi. Ora non saprei essere diversa».