Juliana Moreira: “Il mio compagno vuole un’altro figlio, però io dico no”

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La loro storia è nata con un colpo di fulmine. Poi, negli anni, Juliana Moreira ha scoperto di avere molto in comune con il compagno, Edoardo Stoppa. Soprattutto il desiderio di aiutare gli altri e di impegnarsi in prima persona nel sociale. E intatti Nuovo li incontra insieme proprio alla serata benefica organizzata dalla Onlus Italia Pro Nepal per la raccolta dei fondi da destinare ai bambini poveri. «All’inizio, quando Edo mi raccontava del suo impegno per la Onlus ero un pochino scettica.Ma mi è bastato poco per rendermi conto di quanta passione mettesse in questo progetto benefico e dei risultati che raggiungeva aiutando le popolazioni, e in particolare i bambini, del Nepal», racconta la modella e showgirl brasiliana, che dal 2007 e legata all’inviato di Striscia la notizia famoso perché si occupa con passione di tanti casi di maltrattamento degli animali. Dal suo amore con Stoppa, Juliana nel 2011 ha avuto Lua Sophie. «Edo e nostra figlia sono il mio punto di riferimento », spiega Juliana, che non ha mai nascosto il suo timore e le preoccupazioni continue per il lavoro rischioso del compagno. Edoardo, soprannominato “ il fratello degli animali”, ha subito diverse aggressioni nel corso di questi anni. Il mestiere che ha scelto non è certo dei più semplici visto che spesso rischia la vita. L’ultimo episodio risale all’estate scorsa quando l’inviato e la sua troupe sono stati aggrediti mentre si trovavano a Breganze per realizzare un servizio sull’ennesimo caso di maltrattamento degli animali. Un fatto che aveva spaventato moltissimo la showgirl. «Vivo con ansia certe giornate anche se ormai ci ho fatto l’abitudine », ammette la sexy conduttrice di Paperissima Sprint. Che rivela un altro timore, molto più intimo e familiare. «Edo mi fa pressione», confida, «perché vorrebbe allargare la famiglia mettendo al mondo altri figli. Io però tentenno». Juliana, come mai l’idea di avere altri bambini ti lascia dubbiosa? «Questo è il punto dolente (sorride, ndr). Edo, che proviene da una famiglia molto numerosa, vorrebbe quattro figli, ma io gli dico di no. Dopo nove mesi di gravidanza, quella che deve partorire sono io!». Hai paura del parto? Con tua figlia non avevi avuto problemi… «Diciamoci la verità: il parto non è un’esperienza così piacevole!». Allora Lua Sophie è destinata a rimanere figlia unica? «Sono anch’io dell’idea di avere un altro figlio, ma lo voglio mettere in cantiere tra due anni per non rubare tempo e attenzioni a Lua, che è ancora molto piccola. Ho voglia di dedicarmi ancora tantissimo a lei, che ha bisogno di tutto il mio affetto e di continue attenzioni. Tra un paio di anni la bimba capirà che cosa significa avere un fratellino con cui dividere le sue cose». Tu e Edo siete molto apprensivi con lei? «Quando si diventa madri è inevitabile riversare attenzioni continue sul proprio figlio. Si diventa più timorose e si ha la sensazione di non essere in grado di proteggerlo. Prima pensavo di essere la donna più forte del mondo e che da sola sarei riuscita a scalare l’Everest. Poi, dopo la maternità, sono diventata molto più fragile. Indubbiamente diventare mamma mi ha arricchito e mi ha fatto diventare più donna. Questo cambiamento è stato naturale e graduale». Molte donne dello spettacolo raccontano di provare sensi di colpa nei riguardi dei figli perché dedicano loro poco tempo a causa degli impegni di lavoro. Anche tu hai questo genere di patemi? «Tanti… Essere mamma, per me, è sentirsi sempre in colpa. Anche quando vado a fare la spesa e lascio mia figlia per poco tempo mi faccio il problema di non averla portata con me. Certe volte esagero e mi creo problemi anche inutili, ma non posso farci niente. Credo che ogni mamma si comporti, più o meno, come me». La maternità ha posto molti ostacoli al tuo lavoro? «La mia è stata sempre una carriera rallentata… (sorride, ndr). Nel mio mestiere bisogna avere tanta fortuna e io l’ho avuta. Non sono stata raccomandata da nessuno e tutto quello che sono riuscita a fare è stato solo grazie all’aiuto di Dio. Sono molto riconoscente al pubblico italiano perché, vedendo una ragazza imbranata, che non ha mai avuto dimestichezza con la lingua italiana e che inciampava su tutto, mi ha comunque voluto bene. Sono felice e orgogliosa di questo. La gente mi apprezza nonostante io sia una pasticciona ». Forse proprio per questo! Quando siete insieme, tu ed Edo sembrate due teneri piccioncini. A distanza di quasi sette anni d’amore, qual è il collante della vostra unione? «Il fatto è che, nonostante il passare del tempo, per noi due non sia mai la solita minestra. Edoardo è un uomo che non mi annoia mai, che mi fa vivere esperienze sempre nuove ed entusiasmanti. Insomma, è unico e straordinario». Entrambi siete in prima linea per le iniziative benefiche. Aiutare gli altri vi ha unito ancora di più? «Sì, moltissimo. È stato Edo a portarmi per la prima volta in Nepal. Lui viaggiava e visitava questo Paese già da più di dieci anni per seguire le attività messe in piedi dalla onlus. In realtà, prima che Edo mi convincesse a far parte dell’associazione, pensavo sempre male di queste cose». In che senso? «Nel senso che vedevo con diffidenza chi sosteneva di fare beneficenza. E, all’inizio, quando uscivamo insieme e lui mi raccontava di questa esperienza, io mi chiedevo se tutto quello che diceva di fare, lo facesse sul serio…». E poi che cosa ti ha fatto cambiare opinione? «Poi, un bel giorno sono andata^ anch’io in Nepal insieme a lui. Laggiù ho avuto modo di visitare di persona le strutture e, soprattutto, di conoscere i bambini del posto. Mi sono resa conto di quanto tutti volessero bene al mio compagno. Mi ha molto emozionato vedere con quanto affetto i bimbi salutassero Edo e come gli stessero sempre vicino. Per questi bambini lui è anche una sorta di confidente, al quale, ogni volta, raccontano un sacco di cose. Sono esperienze che ti allargano il cuore»