Imu: Accordo più vicino, oggi si decide

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Caccia finita alle coperture per l’Imu. Due miliardi e seicento milioni di euro ci sono. I restanti due miliardi per l’abolizione totale invecenonsi sono trovati. A meno che non si aumentino le tasse indirette, vale a dire giochi e alcolici. Che tutti però rifiutano. Dunque, che fare? I ministri e i tecnici hanno lavorato anche ieri freneticamente per confermare la copertura all’abolizione parziale dell’Imu (e a una sua riforma) che sarà discussa e (forse) approvata oggi dal Consiglio dei ministri. Il sindaco di Roma Marino, ha riferito che il governo ha garantito la copertura di 2,6 miliardi per cancellare la prima rata. Poi, basta. Il Pdl, dopo gli ultimatum e la minaccia di crisi di governo, ha corretto significativamente i toni. E così, ad esempio, Alfano, checon Brunetta ha visto il ministro Saccomanni, ha parlato di «incontro costruttivo» anche se Brunetta poche ore prima aveva lamentato lamancanza di proposte scritte. La partita in realtà è ancora tutta da giocare e le diplomazie stanno definendo i termini di un accordo accettabile da tutti che, viste le posizioni di partenza del Pdl, non appare certamente facile. Per questo motivo ieri il Pd ha ribadito nuovamente il suo no agli “ultimatum” del Pdl, elencando le priorità di governo tra le quali non rientra l’Imu. In un vertice tra il segretario Epifani, i ministri Franceschini, Delrio, Zanonato, Orlando, Carrozza, Kienge, Bray, il vice ministro Fassina, il sottosegretario Baretta, il capogruppo Pd al Senato Zanda, i democratici hanno ribadito che le cose sulle quali puntare sono «la scuola, il rifinanziamento della cassa integrazione guadagni, il tema degli esodati ». Inoltre «in una fase di drammatico calo dei consumi interni sarebbe utile evitare il previsto aumento dell’aliquota Iva». Il Pd sull’Imu conferma che la strada da seguire è il suo «superamento» approntando «una riforma in senso federalista delle imposte locali e sui rifiuti, in una logica di equità e di equilibrio, che eviti ulteriori aggravi sulle imprese». L’accordo se dovesse essere raggiunto in tempo per il consiglio dei ministri odierno, certamente costa. Ma, sia il ministro Zanonato che il vice ministro Fassina hanno escluso che l’eliminazione dell’Imu possa essere garantita da un aumento di imposte. «Non c’è nessuna ipotesi» in tal senso ha confermato il ministro dello Sviluppo. «No ad aumento dell’Iva o delle accise» ha ribadito a sua volta Fassina. Il vice ministro dell’Economia ha spiegato che bisogna anche evitare di lasciare salire l’Iva per cancellare l’Imu perché «le famiglie spenderebbero più di quanto risparmiano». In un incontro a Palazzo Chigi con il governo, l’Anci hafatto sentire la propria voce. «Il governo non può abolire l’Imu totalmente o in parte e far pagare il conto ai Comuni» ha detto il presidente Piero Fassino che ha anche chiesto l’erogazione ai Comuni della prima rata 2013 e la tempestività nella copertura della seconda. Inoltre l’eventuale introduzione di una service tax dovrà «tenere conto di criteri di sostenibilità da parte delle famiglie italiane ». Per Fassino se mai dovesse essere introdotta, il governo dovrà «verificare gli effetti della tassa sui redditi delle persone ». Al Consiglio dei ministri di oggi, intanto, potrebbe arrivare anche il piano casa per rilanciare il settore.