Ilary Blasi: Mi piacerebbe condurre Sanremo, da sola, però»

Che inizio d’anno sarebbe senza «Le iene»? Dal 22 gennaio riparte il programma che, fino a novembre scorso ha raccolto in media tre milioni di spettatori. E a condurlo, naturalmente, ci sarà sempre lei… Ilary Blasi, tornano le «Iene». Che cosa ci ha preparato? «Veramente non so ancora nulla, non ho fatto neppure le prove». Nulla? E mercoledì 22 sarà di nuovo in diretta, la cosa non le mette ansia? «Ma no, è bello così. “Le iene” è un programma fresco, per questo è sempre così attuale. Spesso alla mattina non sappiamo ancora cosa andrà in onda la sera. È un po’ come fare un giornale: può cambiare tutto anche all’ultimo minuto». Non me ne parli! Però questo sarà pure il 17° anno di Iene. Lei quanto è superstiziosa? «Zero, zero. E poi io ci sono “solo” da otto anni…». Però ha già una lunghissima carriera. Forse è per questo che riesce a essere così tranquilla. Ha cominciato a lavorare a tre anni, no? «Sì. Possiamo dire che nel 2014 maturerò i 30 anni di contributi…». Non vorrà mica andare già in pensione, eh? «Ancora no. Però confesso che non mi ci vedo a fare questo lavoro per tutta la vita. Un giorno mi piacerebbe staccare e fare qualcosa di completamente diverso. Magari all’estero. Ma adesso è presto, adesso faccio la mamma. E le Iene». In che percentuale? «Faccio la mamma per il 70 per cento del tempo». Vuol dire che a noi spettatori resta solo il 30? «Sì. Ma ci metto davvero tanta passione». Condurrà ancora con Teo Mammucari e con la Gialappa’s Band. Con chi lega di più? Percentuali. «70 per cento Teo, 30 Gialappa’s. Ma non vale, con Teo siamo insieme davanti alle telecamere, è ovvio che c’è più feeling. E poi i Gialappi ci prendono in giro». Non ha mai voglia di lasciare la conduzione per qualche puntata e confezionare servizi suoi? «Ho già collaborato a diversi servizi. Quello che mi manca è il mitico costume da “Iena”. Non l’ho mai messo, uffa». Nel caso sarebbe una Iena giocosa o una di quelle più toste? «50 e 50, così le do ancora una percentuale. In tv finora ho mostrato soprattutto l’aspetto spiritoso ma a me piacciono anche le inchieste dure e pure». Non farebbe altri programmi? Una fiction, qualcosa del tipo «Ilary di Rivombrosa»? «Per carità. A me piace “Squadra antimafia”. Tosta anche lì». E il Festival di Sanremo? Si sta avvicinando… «Ho fatto quello con Panariello e vorrei tanto ripetere l’esperienza. Però, se dovessi tornare sul palco dell’Ariston vorrei che fosse come presentatrice». Ma c’è già Fabio Fazio. Non le piace? «Non scherziamo, è straordinario, e poi ho ricordi bellissimi di quando abbiamo lavorato insieme a “Che tempo che fa”». Però… «Però la valletta l’ho già fatta». Co-conduttrice? «No, no, io voglio proprio presentarlo!». Capito. E invece una situation comedy del tipo «Casa Totti»? «No, non mi va che Francesco si metta a farmi concorrenza in tv. Io ho il mio lavoro e lui ha il suo». Che va molto bene, tra l’altro. La Roma è seconda. Quanto è tifosa, lei? Percentuale. «Poco, 20 per cento. Io sono tifosa di mio marito: quando vince sono felice per lui. Ma non parlo di calcio». Almeno è sportiva? «Dieci per cento… Anche qui ci dividiamo i ruoli. Lo sport lo lascio a Francesco». Ma quando vi fermano per strada, fermano di più lei o Totti? «Lui, non c’è gara. Cento per cento lui». Adesso non esageri. Sarà capitato anche a lei. «Mi fermano solo per denunciare casi da portare alle Iene: truffe, ingiustizie… A volte mi chiedo: “Ma chi sono io, la polizia?”. Però in realtà mi fa piacere. Vuol dire che il programma è sentito come utile. Anzi, indispensabile ».