Ilary Blasi e Francesco Totti: Dopo sette anni di “Iene” sono pronta per rischiare con un reality

«Sai di cosa voglio parlare? Dei selfie ». Ilary Blasi splende fra le dune di Sabaudia di una bellezza che diventa più sensuale col passare del tempo, e ci lancia il tema dell’intervista. «Non ne posso più di questa mania dei personaggi famosi di apparire, di pubblicare le foto con i figli, il mare, il dentista, la palestra, il buongiorno e la buonanotte. Non voglio fare nomi, ma non capisco il fenomeno. Sarà che sono pigra, che sono poco tecnologica, ma mi sembra che oggi si voglia ostentare una felicità che, invece, dovrebbe essere una cosa intima. Le dive di una volta si facevano ’ste foto? Pensa che Sophia Loren, Gina Lollobrigida e Brigitte Bardot sarebbero diventate icone inarrivabili se avessero svelato la loro quotidianità in questo modo?». Domanda. Partiamo da qui: quali sono i vip che si fanno i selfie? Risposta. «Ci sono quelli che magari non lavorano da un po’ e pensano: “Tu non mi fai più la foto? Allora te la mando io!”. Scusate, ma a me fa tristezza, lo so che mi scatenerò contro il mondo del web, ma non lo condivido. Poi c’è chi lo fa per vanità, ma mi chiedo: chi se ne frega se una ha cambiato smalto, se ha dormito bene o ha le occhiaie? Piuttosto fate l’amore, altrimenti sembra che per voi ogni selfie sia un orgasmo!».

D. Per alcuni il selfie è uno strumento di autopromozione. R. «Sì, ma non capiscono il danno che provocano. Ora che è tutto condiviso i giornali non sanno più cosa cercare. I selfie tolgono lavoro ai fotografi e anche alla pubblicità: anziché fare una campagna oggi un marchio può regalare i vestiti a qualche personaggio che li promuove indossandoli negli autoscatti. Sarà più diretto ed economico, ma così si impoverisce un mercato già penalizzato dalla crisi e si riducono i posti di lavoro, cancellando figure qualificate: è il cane che si morde la coda». D. Sembra che lei abbia un approccio distaccato al successo. R. «Amo questo lavoro, è una droga naturale, mi dà adrenalina. Ma non mi è mai interessato essere riconosciuta». D. E come fa con Totti al fianco? R. «Mica me lo porto sempre dietro quando faccio i miei giri, è una zavorra! (ride, ndr)». D. Nella sua carriera ha fatto tutto, da Sanremo a Scherzi a parte, le manca solo una conduzione tutta sua in prima serata. E a gennaio parte L’Isola… R. «Mi sono sempre piaciuti i reality e, dopo 7 anni di Iene, c’è la voglia di affiancare a questo programma meraviglioso anche un’altra esperienza. Dico “affiancare” perché mi dispiacerebbe troppo lasciare le Iene, anche se sono consapevole che prima o poi succederà». D. Fra il Grande Fratello e L’Isola che cosa sceglierebbe? R. «Dovrei avere una proposta reale per decidere, ma non ho paura di rischiare, nella vita c’è sempre un piano “b” se sbagli».

Cattura

D. Quest’anno alle Iene avete seguito il caso Stamina, il metodo promosso da Davide Vannoni per curare alcune malattie neurodegenerative. Siete stati criticati per aver “sostenuto” questo protocollo, che poi è stato bocciato dalla comunità scientifica. R. «Le Iene sono una lente d’ingrandimento sulla società, noi sentiamo tutte le parti coinvolte e lasciamo il giudizio al pubblico, non siamo schierati. Osservo i servizi come voi e, in questo caso, mi sono messa nei panni delle mamme, so che ciascuna di noi farebbe qualunque cosa per un figlio. Nessuno credeva nel miracolo di una guarigione, ma nella speranza di un miglioramento per i bambini». D. Parliamo di cose più leggere: ha osato molto con il look. R. «Mi è piaciuto giocare con la moda sapendo di espormi a giudizi o prese in giro. I più critici, manco a dirlo, sono stati mio figlio Cristian e mio marito: il piccoletto mi chiamava “befana”. Se li immagina quei due davanti al televisore?». D. Sui giornali hanno messo in discussione per anni il vostro matrimonio. Poi, alla fine, si sono separati Buffon e Pirlo. R. «In altri casi non mi sarei interessata, ma per queste separazioni ci sono rimasta male: mi è dispiaciuto, sono stata colpita. Sarà che loro li sento più vicini e che ci sono di mezzo dei bambini, ma ho sentito il dolore che si stava generando». D. Non è una lezione verso chi giudica per “sentito dire”? R. «È così, mentre tutti erano impegnati a pensare ai nostri “tradimenti”, alle “crisi”, ai “figli in arrivo”, guarda cosa è successo a coppie di cui non si parlava mai. Sono abituata alle cattiverie, anche se ogni volta resto sorpresa».

D. A volte è suo marito ad alimentare il gossip: qualche mese fa è andato in tv da Maurizio Costanzo a dire che è “imminente” l’arrivo di un terzo figlio… R. «L’intervista è andata in onda alla una di notte, mentre dormivo. La mattina dopo mi sono svegliata e, appena ho acceso il telefono, tutti mi facevano le congratulazioni. Ho pensato: “Oddio, che cos’è uscito stavolta?”. E poi ho capito che avevo il “nemico” in casa, era stato l’ennesimo scherzo di Francesco. Lo fa apposta a mettermi in difficoltà, a sentire lui dovremmo già essere al quinto figlio». D. Non dico il quinto, ma il terzo sarebbe una buona idea. R. «Sono combattuta fra due pensieri. Il primo è che ho avuto due figli a distanza di poco tempo e, adesso che sono cresciuti, chi me lo fa fare di ricominciare? Dall’altro penso che, in questo momento, potrei godermi l’arrivo di un figlio in maniera diversa, e sarei tentata. La mia parte razionale mi dice “basta”, quella irrazionale dice “buttati”». D. Grazie, abbiamo finito. R. «Non mi fa la domanda su cosa va di moda quest’estate?». D. Ci dica. R. «La cellulite! Quella te la porti sempre dietro e sei sempre attuale. I paparazzi mi fanno le foto così da vicino che si vede anche quella che avrò fra tre anni. Ma mico scendo in spiaggia coperta, sto bene così». D. È un bel messaggio. R. «Non direi. Siamo sinceri: se una donna ha la cellulite e si sente dire che ce l’ha anche Ilary Blasi, pensa che le “bruci” meno? Vorrebbe non averla! Se ce l’hai te la tieni, ma mica è bella». D. Ironica, appagata, in gran forna: sembra proprio felice. R. «La felicità è una luce che hai dentro, o brilli o non brilli, il destino c’entra poco. È per questo che vorrei che mio figlio avesse il gene della felicità più che quello del calcio. A proposito: dice che adesso dovrei farmi un selfie intitolato “sono felice” (ride, ndr)?».