Ilaria D’amico: «Ho scelto ambiti professionali un po’ maschili e questo mi ha agevolato»

E’ fra i volti televisivi femminili più apprezzati nel nostro Paese, e non solo per il suo modo pungente di fare televisione ma anche per la sua avvenenza. Non è un caso, d’altronde, che il tabloid j inglese The Sun l’abbia inse- I rita tra le dieci giomaliste più sexy d’Europa. Ilaria D’Amico, conduttrice di successo della trasmissione dedicata ! allo sport nazionale Sky Calcio \ Show e presto al timone anche j di un nuovo programma dedicato alla politica, in fase di ! definizione sempre con Sky, ! è anche una mamma felice, j ma imperfetta, come confida ! a noi di Vero TV. L’abbiamo incontrata a margine della presentazione delle molte novità stagionali del canale Disney ‘Junior che l’ha voluta ospite d’eccezione dell’evento. Ilaria, da anni lavori in un ambito giornalistico maschilista come quello del calcio. Quanto è stato difficile farti apprezzare dai colleghi? «All’inizio, onestamente, qualche difficoltà l’ho avuta. Non sono stata accettata subito perché la donna da qualche collega è vista ancora un po’ fuori luogo in un ambito come quello calcistico, mentre il pubblico mi ha apprezzata subito. Ma io credo nella preparazione e nella capacità di esprimere qualcosa di diverso dagli altri, e allora alla fine si viene accettati».In generale, quanto è difficile per una donna fare strada in ambito giornalistico? «In Italia per una donna non è facile fare strada in nessun ambito lavorativo, per tutta una serie di ragioni che non la agevolano né a livello professionale né nel conciliare lavoro e famiglia. Sotto questo profilo altri Paesi sono all’avanguardia rispetto a noi. Devo dire, però, che la mia carriera è stata lineare e ogni passo l’ho fatto con grande passione. Forse, paradossalmente, in ciò mi ha aiutata proprio il fatto di aver scelto ambiti professionali un po’ maschili». «La maternità ti mette a nudo» Quanto ha contato la bellezza nella tua professione? Recentemente The Sun ti ha eletta fra le dieci giornaliste più sexy d’Europa… «Beh, non nascondiamoci: un aspetto gradevole per chi lavora in televisione aiuta certamente. Ma credo anche che se si punta tutto sulla bellezza, senza sviluppare una propria personalità forte e riconoscibile, offrendo qualcosa di originale nel proprio campo d’azione, non si fa molta strada. E le porte prima o poi si chiudono». In questo periodo conduci Sky Calcio Show, ma stai lavorando anche a un nuovo programma politico. Ci puoi dare qualche anticipazione? «Sì, stiamo dialogando con SkyTg24 per un nuovo spazio dedicato alla politica che potrebbe variare se si andrà o meno a nuove elezioni. Insomma, oltre all’ambito sportivo tengo vivo anche quello politico che già seguivo con Exit su La7».Prima parlavi della difficoltà nel conciliare lavoro e famiglia, un problema che si acuisce quando si hanno bambini. Com’è cambiata la tua vita da quando sei diventata mamma? «E cambiata moltissimo e ormai non mi ricordo neppure più com’era la mia vita prima di Pietro. Lui occupa ogni singolo spazio del mio “pozzo” emotivo. La maternità ti mette a nudo, in quanto un figlio ti pone contemporaneamente in contatto con tutte le tue fragilità e paure da una parte, mentre, dall’altra, ti chiama a dare il meglio di te per instaurare con lui un rapporto bello, sano e intenso». La mamma italiana è spesso tacciata di essere un po’ troppo apprensiva con i suoi “cuccioli”. Tu come sei? «Non sono ansiosa, ma certamente ora sono più sensibile a certe cose. Anche solo se prendo un aereo mi vengono paure e pensieri che prima neppure mi sfioravano la mente. E mi dico: “Se mi succedesse qualcosa, che cosa sarebbe di mio figlio?”. E altre cose del genere. Tutte domande che prima non mi ponevo affatto». «A Pietro solo 45 minuti di Tv» Chi è più deciso fra te e il tuo compagno Rocco Attisani nel stabilire le regole e dire “no”, quando serve, al vostro piccolo Pietro? «Io sono una madre morbida, oltre che imperfetta, per cui tendo a dire sempre “sì” a Pietro. Lo so che non è un bene, perché anche i “no” sono importanti nel far venir su bene i figli. Però, per fortuna, ho avuto un grande supporto dal mio compagno e sto imparando a essere meno permissiva. Rocco è un padre meraviglioso, affettuoso ma anche risoluto nel dare al bimbo delle regole precise. D’altronde da quando aveva 18 anni sognava di diventare papà. Ma quando è necessario non si fa intenerire dai classici occhioni dolci…». Disney Junior ti ha voluta come ospite per la presentazione delle sue nuove serie per bambini. Quali sono le regole che vi siete dati per un corretto rapporto del vostro Pietro con la Tv? «Cerchiamo di evitare che la televisione svolga il ruolo di baby sitter e di insegnante, per cui cerchiamo di stare sempre insieme al bambino quando guarda i cartoni. E poi abbiamo stabilito un tempo massimo di 45 minuti al giorno di tivù, perché è bene che la sua fantasia e la sua creatività si sviluppino soprattutto attraverso il gioco».