Il Tar salva la cura Stamina Il ministero cambia gli esperti

dissertation writing services reviews By on 5 dicembre 2013

http://agromotormt.com.br/?p=resistance-wire-coursework-help-sheet Mancanza di imparzialità e insufficiente approfondimento ». Sono di nuovo i giudici a segnare il destino del metodo Stamina. Il Tar del Lazio, sezione terza-quater, ha accolto il ricorso presentato da Davide Vannoni, inventore della cura a base di cellule staminali, contro il decreto di nomina della commissione di esperti che hanno coordinato le fasi preliminari della sperimentazione. Proprio sul loro parere negativo il ministro della Salute Beatrice Lorenzin due mesi fa ha dato lo stop. Il tribunale ha sospeso (dunque non c’è annullamento) il decreto di nomina per rilievi formali e cautelativi. Nessuna «validazione», come chiariscono la senatrice Elena Cattaneo, «staminalista» di fama internazionale, e Mario Melazzini, presidente dell’associazione malati di Sla. La situazione apparirà chiara l’11 giugno quando si terrà l’udienza per il merito. Sul piano pratico per ora la prima conseguenza è la modifica del comitato. Il ministro nelle prossime ore nominerà una nuova compagine, come richiesto dal Tar. Sarà formata da esperti stranieri o italiani senza pregiudizi e da esponenti che in qualche modo possano rappresentare il punto di vista di Vannoni. I giudici scrivono che sul caso «esiste un sufficiente fumus, non è stata garantita obiettività e imparzialità con grave nocumento per l’intero organo collegiale », guidato da Fabrizio Oleari, direttore dell’Istituto superiore di sanità. Inoltre sono stati scelti professionisti «non indipendenti sul piano ideologico». Dubbi sulla tempistica e la procedura. È stato trascurato l’esame delle cartelle cliniche dei pazienti già sottoposti a infusioni di staminali presso l’ospedale di Brescia. Vannoni, è un altro rilievo, avrebbe dovuto essere convocato per comunicargli che le sue preclusioni (non ha mai messo a disposizione le informazioni tecniche sul suo metodo) determinavano l’impossibilità di sperimentare. E ancora. I tre mesi utilizzati per l’istruttoria sono stati secondo il Tar troppo brevi «peraltro in un periodo feriale». Il ministro annuncia che i lavori riprenderanno subito:«Ho attivato subito le procedure per le nuove nomine, non si possono lasciare malati e famiglie nel dubbio. Faremo quanto richiesto ». Il Tar ha rilevato anche «la giusta preoccupazione del ministero che non siano autorizzate procedure» illusorie di guarigione. Vannoni, in Africa per chiudere accordi, attacca: «In un Paese civile la Lorenzin si sarebbe dimessa. Ho messo tutto in questo impegno. Più di 2 milioni. La mia azienda ha chiuso. Vedremo cosa ci proporranno, se il sistema continua a essere arrogante ». E ancora, ai microfoni della Zanzara: «Prima o poi qualche procura interverrà e metterà il ministro sotto indagine dopo le denunce dei pazienti, il reato potrebbe essere omicidio colposo ». Due giorni fa Vannoni aveva annunciato che il 14 gennaio comincerà a Miami la sperimentazione nel centro di trapianti cellulari e di ricerche sul diabete diretto dall’italiano Camillo Ricordi. In contemporanea è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Torino per presunte pressioni esercitate su componenti della giunta e del consiglio regionale piemontese per avere un finanziamento di 500 euro. È in corso una seconda inchiesta. Esultano per l’iniziativa del Tar quelle famiglie che sostengono Vannoni e scendono periodicamente in piazza mostrando i loro bambini malati: «È un bel giorno. Finalmente una vittoria, pian piano sta uscendo la verità» commenta Marco Biviano, portavoce di 23 mila persone. «Chiederemo un risarcimento danni» aggiunge Andrea Sciarretta, papà di Noemi, la bambina di 18 mesi colpita da Sma, l’atrofia spinale amiotrofica. Amarezza tra alcuni degli esperti del Comitato sospeso, Bruno Dallapiccola e Silvio Garattini: «Difficile trovare scienziati pro Stamina»

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