Il prestito per dipendenti pubblici e dipendenti privati

Il prestito per i dipendenti rappresenta forse la branca più estesa del vasto mondo del sistema creditizio. Tutti quei soggetti in possesso di un regolare contratto di lavoro dipendente, mettendo a garanzia il loro stipendio, possono contrarre questo tipo di prestito che viene classificato come un finanziamento personale non finalizzato.

Come di consuetudine si è soliti distinguere i prestiti per i dipendenti in una duplice categoria: prestiti per dipendenti statali e pubblici e prestiti per dipendenti privati. Tale importante distinzione opera in maniera direttamente connessa alla facilità di ricevere il prestito, nonché al tasso di interesse applicato.

Si afferma ciò dal momento che la tipologia del datore di lavoro, unitamente alla tipologia di contratto di lavoro dipendente in essere, rappresentano i due elementi fondamentali del prestito in oggetto.

Infatti più è rilevante il datore di lavoro presso il quale il dipendente presta servizio e, quindi, meno soggetto al fallimento (ad esempio lo Stato) e più sarà facile per il dipendente avere forza contrattuale nel momento della richiesta del finanziamento. La medesima netta distinzione avviene anche per la durata del contratto lavorativo. Ovviamente nessun tipo di problema sorge in caso di dipendenti assunti a tempo indeterminato, mentre significativi vincoli vengono invece posti nei riguardi di quei soggetti in possesso di un contratto di lavoro a tempo determinato. In rari casi, infatti, la durata del rimborso rateale supererà la scadenza del contratto stesso.

Si tiene a precisare, in questa sede, che tra i lavoratori impiegati nella pubblica amministrazione in senso molto lato sorge una differenza tra prestiti a dipendenti statali e prestito a dipendenti pubblici che tuttavia nella realtà è solo una distinzione di tipo burocratico in quanto, finanziariamente parlando, è adottata la medesima parità di trattamento dagli istituti finanziari.

Parificati ad essi in quanto a sicurezza del rimborso, vi è anche la categoria dei dipendenti o lavoratori parastatali. Ovvero quei soggetti che svolgono le loro mansioni lavorative presso società che hanno una notevole rilevanza pubblica.

In conclusione, i punti di forza dei prestiti per i dipendenti sia pubblici che privati, è la capacità di saldare il debito, posta la certezza del posto di lavoro. Questa caratteristica fa sì che i prestiti ai dipendenti rappresenti l’unica forma di credito accordata anche a coloro i quali hanno una storia di insolvenza o ritardo nel pagamento, cioè i protestati ed i cattivi pagatori. Infatti tale prestito viene accordato tramite la formula della cessione del quinto dello stipendio.

Questa formula, infatti, consente al creditore di essere pagato direttamente dal datore di lavoro del soggetto che ha contratto il finanziamento, sul quale grava l’onere di effettuare i rimborsi con puntualità trattenendo la somma direttamente dalla busta paga.

In sintesi quindi, i richiedenti che hanno la fortuna di lavorare presso una struttura Statale e quindi per lo Stato Italiano, in un momento di crisi economica non hanno comunque problemi nell’ottenere un finanziamento in quanto vi è la garanzia, appunto dello Stato Italiano, cosa che non potrà quindi accadere per il dipendente di un’azienda privata che, sempre per colpa della crisi, potrebbe quindi chiudere.