Il peccato e la vergogna 2, Francesco Testi: “Soffrivo di depressione, per fortuna ne sono uscito”

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Ci sono personaggi che sembrano scritti appositamente per determinati attori. Non solo per una questione di fisicità e personalità, ma anche per il bagaglio di vita che si portano dietro. È il caso di Giancarlo Fontamara, rampollo della famiglia di ricchi commercianti di stoffe protagonista de II peccato e la vergnai fiction che, a tre anni e mezzo di distanza dalla prima stagione, toma dal 10 gennaio su Canale 5. A vestire i panni del giovane e impenitente dongiovanni, che seduce la bella Carmen Tabacchi (interpretata da Manuela Arcuri) e poi diventa un uomo di principi ed eroe di guerra, è Francesco Testi, attore veronese che esordì in televisione nel 2007 come concorrente della settima edizione del Grande Fratello. Esattamente come il personaggio che interpreta, Francesco è cambiato molto nel corso degli anni. Da seduttore incallito e, come lui stesso ammette, un po’ “superficiale nel rapporto con le donne”, a uomo impegnato sentimentalmente e reso più forte da esperienze di vita negative. Come l’infortunio al ginocchio a soli 24 anni, che ha interrotto anzitempo la sua promettente carriera come giocatore di pallavolo. E la depressione che lo ha colto lo scorso anno e dalla quale è uscito grazie all’amore della sua compagna, la modella Reda Lapaite, e al conforto di una fede ritrovata. Francesco, quanto ti assomiglia il tuo personaggio? «Mi piace molto la sua evoluzione nel corso della prima e della seconda stagione. Assomiglia un po’ a quella che ho avuto nella mia vita. Anche io da giovane, proprio come Giancarlo, ero un po’ truffaldino nei rapporti con l’altro sesso. Mi è capitato diverse | volte di avere più storie sentimentali contemporaneamente, e in un paio di occasioni sono stato anche beccato con le mani nel sacco. C’è chi s’industria a trovare ragazze con lo stesso nome per non sbagliarsi o le chiama tutte con lo stesso nomignolo. Io, invece, non sono mai stato bravo a gestire questo genere di situazioni. Se ripenso adesso a quel periodo, a distanza di tanti anni, mi scappa un sorriso. Non mi comporterei mai più in quel modo, ma non nego di ricordare quella fase della mia vita con un certo gaudio». Come Giancarlo, anche tu hai passato momenti diffìcili che ti hanno fatto crescere? «A 24 anni ero una promessa della pallavolo e avevo  l’ambizione di arrivare ad alti livelli Poi, mi sono rotto il menisco e il legamento crociato del ginocchio sinistro e da un giorno all’altro la mia carriera è finita. Quando sei abituato a fare sport tutti i giorni I e ti ritrovi costretto a letto per due mesi, nella mente ti passano i pensieri più diversi e cupi. Col tempo, ho imparato a essere fatalista, a pensare che le cose accadono perché devono accadere. Solo così è possibile allontanare i rimpianti». L’anno scorso hai passato un altro momento molto difficile per colpa della depressione. Come l’hai superato? «Ho iniziato a soffrire di depressione da ragazzo, all’età di 16 anni. I miei si erano separati e avevamo grossi pròblemi economici. Quando sei adolescente è molto diffìcile gestire questo tipo di situazioni. Poi, l’anno scorso la malattia è tornata a causa di varie difficoltà. Per me, è stato un periodo davvero terribile, faccio ancoraadesso fatica a parlarne. Ne sono uscito grazie al lavoro, iniziando a girare la serie Tv Furore. Ma, soprattutto, grazie alla mia ragazza Reda. Ogni giorno mi è stata vicina, regalandomi un sorriso in più ed evitando una parola in meno nei momenti giusti. Poi, ho riscoperto il conforto della fede. Sono sempre stato credente, però poco praticante. In quel momento ho sentito di nuovo il bisogno di pregare e ho trovato in Dio un sostegno fondamentale. Non è stata certo un’illuminazione, ma una piacevole conferma». Che consiglio ti senti di dare ai giovani che passano momenti altrettanto diffìcili? «Oggi, gli adolescenti hanno il grosso difetto di sentirsi invincibili. In effetti, avere tutta la vita davanti può darti un senso di invulnerabilità, ma è una fortuna che in realtà a nessuno di noi è concessa. La depressione è una malattia “subdola’ perché non ha sintomi precisi ed è diffìcile da individuare. II consiglio che posso dare ai più giovani èl quello di sforzarsi a comunicare maggiormente ! con i propri genitori e con gli adulti in generale. Non devono vergognarsi di chiedere aiuto quando ne sentono il bisogno. Confidarsi con i propri coetanei va bene, ma purtroppo non è sufficiente per superare questo tipo di problemi». Tornando al tema dei rimpianti, ti sei mai pentito di aver partecipato al Grande Fratello? «No, perché ho imparato ad accettare con serenità ogni aspetto del mio passato. L’esperienza al Grande Fratello mi ha permesso di guadagnare i soldi necessari per iniziare a Roma un percorso formativo, che è stato fonda-1 mentale per la mia carriera da attore. Anche se devo ammet- S tere che, al tempo stesso, mi ha reso la vita decisamente più difficile». In che senso? «Purtroppo, nel settore in cui lavoro è molto facile essere etichettato. Ho impiegato un po’ di tempo a scrollarmi di dosso la nomea di “ex gieffino”, che spingeva la maggior parte delle persone a non prendermi molto sul serio, a considerarmi quasi una macchietta. Se avessi immaginato di subire una simile ostilità, forse avrei evitato di entrare nella Casa». A gennaio, il reality condotto dalla Alessia Marcuzzi torna in Tv dopo una lunga pausa. Che cosa ne pensi? «A essere sincero, non mi interessa. In generale, sono convinto che dopo tanti anni qualsiasi progetto rischi di arrivare al capolinea. Ma gli autori sanno il fatto loro e troveranno sicuramente la formula giusta per attirare di nuovo l’attenzione del pubblico». Hai dei progetti per il prossimo futuro? «Mi piacerebbe mettermi alla prova recitando in un film per il cinema. Non ho preferenze tra commedie o storie drammatiche. Il sogno è essere diretto da un grande regista. Due su tutti: Giuseppe Toma-tore e Ferzan Ozpetek»