Il Papa e la lotta agli illeciti finanziari Un laico chiamato a vigilare sullo Ior

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Con un nuovo Motu proprio papa Francesco interviene ancora a mettere ordine in materia economico-finanziaria. Questa volta ha riscritto lo statuto dell’Autorità per l’informazione finanziaria (Aif), rafforzandone ulteriormente l’indipendenza e sottraendola, alle potenziali interferenze e lotte di potere tra gli esponenti più influenti della gerarchia vaticana, che tanto hanno avvelenato gli ultimi anni del pontificato di Benedetto XVI. La nuova Lettera apostolica (firmata il 15 novembre e che entrerà in vigore dopodomani, giovedì 21 novembre) modifica infatti sostanzialmente quella con cui papa Ratzinger il 30 dicembre 2010 aveva istituito l’Aif. E, diciamo così, ne «laicizza » completamente la struttura. In un immediato futuro il presidente dell’Autorità non sarà più, con ogni probabilità, un cardinale, come l’attuale, Attilio Nicora. L’articolo 4 del vecchio Motu proprio di Ratzinger, prevedeva per la carica solo la nomina papale e quindi di conseguenza ciò implicava il rango cardinalizio. Adesso invece il presidente sarà nominato dal Papa, insieme ad altri quattro membri del Consiglio direttivo ad quinquennium — afferma il Motu proprio—e scelto «tra persone di provata onorabilità, senza conflitti di interessi e con riconosciuta competenza nei campi giuridico, economico, finanziario e negli ambiti oggetto dell’attività dell’Autorità». L’identikit del nuovo presidente dell’Aif, insomma, è quello di un laico altamente competente sul modello del presidente dello Ior. Questo salto di qualità avviene, come spiega lo stesso Francesco, nel momento in cui «per rafforzare le iniziative già prese allo scopo di prevenire e combattere sempre meglio eventuali attività illecite nel settore economico- finanziario, come pure per contrastare il finanziamento del terrorismo, ho attribuito nuove funzioni all’Autorità». L’Aif, infatti, in base alla nuova legge antiriciclaggio entrata in vigore l’8 ottobre, deve controllare tutte le attività finanziarie della Santa Sede, oltre allo Ior e l’Apsa, l’Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica. Lo Statuto inoltre crea il direttorato, cioè l’ufficio del direttore dell’Aif, che sarà composto dal direttore e dal suo vice, nominati dal segretario di Stato con gli stessi criteri del consiglio direttivo e sempre per cinque anni. Infine, l’Autorità sarà divisa in branche o uffici ben distinti tra loro: uno per la vigilanza e la regolamentazione e l’altro per l’informazione finanziaria. La riscrittura dello Statuto dell’Aif, afferma papa Francesco, è avvenuta «accogliendo anche i suggerimenti della commissione referente dell’Istituto per le opere di religione». Mentre all’altra commissione referente al Papa,quella sugli enti economici, verrà consegnato il risultato della consulenza, firmata sempre il 15 novembre dal Governatorato, con un’équipe internazionale della società Ernst&Young incaricata di «effettuare un lavoro di verifica e consulenza sulle attività economiche e sui processi di gestione amministrativa dell’ente». Anzi, la consulenza è stata affidata a EY «in accordo con la Pontificia commissione referente di studio e di indirizzo per gli affari economici e amministrativi della Santa Sede», si legge nella nota del Governatorato. In questa seconda commissione siede Francesca Chaouqui, giovane pr che lavora proprio per Ernst& Young. Nel comunicato ufficiale, comunque, si specifica che il mandato è stato affidato «a seguito di una procedura di selezione». Le due decisioni rese note ieri sembrano costituire un punto di svolta rispetto a Vatileaks che, com’è noto, è iniziato con la pubblicazione di lettere di denuncia su presunte irregolarità negli appalti del Governatorato da parte di monsignor Carlo Maria Viganò. Mentre il documento più importante trafugato dal Corvo , e ritrovato in copia a casa di Paolo Gabriele, era un appunto riguardante i rapporti tra lo Ior e l’Aif. Altri cambiamenti potrebbero avvenire oggi, questa volta nella Cei, con il possibile avvicendamento del segretario generale, Mariano Crociata.