I vescovi e la Terra dei fuochi «Fate presto, qui simuore»

È una lettera che suona come una supplica, prima ancora di un appello: «Fate presto». La firmano i vescovi delle diocesi della Terra dei fuochi e il cardinale Crescenzio Sepe. Scrivono i vescovi: «Il dramma umanitario che denunciammo circa un anno fa si è trasformato in un vero e proprio dramma umanitario, anche per il tasso di patologie tumorali che, secondo alcuni, è più alto che in altre parti d’Italia» . Proprio venerdì il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva esortato a non abbassare la guardia in una lettera scritta al parroco di Caivano Maurizio Patriciello. E i vescovi hanno condiviso in pieno quell’appello, chiedendo «a quanti hanno ruolo, responsabilità e autorità di intervenire e decidere per frenare il dilagare di timori, di paura, di mali». C’è un decreto varato dal governo tutto per la Terra dei fuochi. C’è tempo fino al 7 gennaio per presentare gli emendamenti a questo decreto che il Parlamento deve convertire in legge. E il presidente della regione Campania, Stefano Caldoro, ha proposto alla commissione Ambiente di Montecitorio un emendamento che preveda l’esenzione del ticket sanitario per tutte le mamme della Terra dei Fuochi che vogliano fare i controlli ai loro bambini. Un emendamento che verrebbe coperto finanziariamente tutto dalla regione Campania, ha garantito il presidente Caldoro che prima di Natale ha incontrato i comitati dei cittadini della Terra dei fuochi e che in questi giorni ha approfittato della presenza a Napoli del presidente Napolitano per parlare di questo dramma che si consuma nelle terre fra Caserta e Napoli, per colpa della camorra. Lo sa bene don Maurizio Patriciello, prete in prima linea nella battaglia della Terra dei fuochi che ieri era contento che fra le firme dei vescovi campani spiccasse quella del prelato della sua diocesi, Aversa, Angelo Stimillo. Racconta don Maurizio: «Dopo la lettera di Napolitano ho ricevuto anche una telefonata dal Quirinale: il presidente della Repubblica ha detto che vuole incontrarmi. Sono a disposizione. Sono convinto che finalmente le cose si possono mettere bene per queste terre. Io sono figlio della speranza, voglio guardare avanti». Don Maurizio plaude al decreto varato dal governo: «È una cosa, finalmente, anche se arriva dopo venti anni e ci si chiede come mai si è dovuto aspettare tanto. Inoltre il decreto dovrebbe essere più incisivo. Bene gli arresti per chi mette ai roghi i rifiuti tossici, ma ci rendiamo conto che chi fa quello non è altro che l’ultima ruota del carro, i pesci piccoli? Qui bisogna dare la caccia ai pesci grandi. E basterebbe già non scarcerarli dopo un processo che li ha riconosciuti colpevoli di associazione a delinquere di stampo camorristico. Come adesso avviene regolarmente ».

1 Comment

  1. Gustavo Gesualdo

    5 gennaio 2014 at 10:45

    Personalmente eviterei di finanziare qualsiasi ulteriore aiuto od intervento pubblico alla emergenza della monnezza napoletana, a meno che, il governo non dichiari di nuovo aperta tale emergenza e non disponga una commissione di inchiesta nelle responsabilità umane, morali, materiali, politiche, istituzionali, amministrative, civile e penali in tale emergenza mafiosa ed istituzionale.
    Devono cadere teste, deve essere ripristinata la legge e la giustizia in una terra dove il degrado è divenuto sinonimo di stato mafioso ed ogni responsabilità è restata incredibilmente impunita.