I trucchi delle banche sui mutui «Adesso rimborsino i clienti»

Una multa record pari a 1,71 miliardi di euro, per le grandi banche che hanno «taroccato» i tassi a breve dell’Euro per poi mettersi d’accordo e navigare con meno sorprese (e più profitti) nell’insidioso mare dei derivati. Ieri la Commissione Europea ha annunciato di aver comminato una delle più salate sanzioni cumulativa della storia dell’euro alle banche globali colpevoli di aver fatto cartello sul mercato dei derivati collegati all’Euribor (Deutsche bank, SocGen, e Rbs) e al Libor in Yen (Rbs, Deutsche Bank, Jp Morgan, Citigroup, Rp Martin). Anche Barclays e Ubs sono colpevoli, ma non hanno pagato nulla perché hanno denunciato i traffici illegali consentendo all’Antitrust di venire a capo della vicenda. Una brutta storia cominciata diversi mesi fa e già salita sul banco degli imputati a livello internazionale. E non è ancora finita. Joaquìn Almunia, commissario per la concorrenza, ha annunciato di non escludere altre indagini di questo tipo. Altri tre istituti sono sotto esame per la stessa vicenda e già si parla di verifiche sul franco svizzero e sul mercato dei cambi. Un cartello per guadagnare di più con i derivati può sembrare un pianeta lontano alla gran parte dei cittadini europei. E con questa sentenza la Commissione Europea ha messo l’accento (e la multa) proprio sulla questione specifica dell’attentato al libero mercato dei prodotti finanziari. Almunia ha infatti definito «scioccante» a riguardo «non soltanto la manipolazione dei tassi di riferimento, ma anche la collusione tra le banche che dovrebbero essere in concorrenza tra loro». Il comportamento delle banche (che in qualche caso, per esempio quello di Deutsche Bank, dicono di essere state raggirate da dipendenti infedeli ai principi aziendali) ha certamente avuto qualche influenza diretta sulle tasche dei cittadini. Per la mancanza di concorrenza che fa male al mercato, ma anche perché il primo passo della manipolazione, avvenuta secondo la Commissione tra la fine del 2005 e la metà del 2008, riguarda appunto la formazione dell’Euribor, il parametro a cui stanno agganciati i mutui variabili delle famigl ie e del le a z i ende . E lo stesso Euribor, nelle sue molte scadenze, è anche il «motore» delle cedole di tanti bond indicizzati ai tassi di mercato. Se è vero che dalle telefonate dei broker protagonisti della vicenda emergevano richieste pressanti per avere numeri migliori e tassi più amichevoli di quello che un regolare funzionamento del mercato avrebbe concesso, viene spontaneo domandarsi che risarcimento dovrebbero chiedere i cittadini alla fine di questa vicenda. Migliaia di famiglie europee avevano il mutuo agganciato a quei tassi potenzialmente avariati. Magari — paradossalmente— qualcuno ci ha anche guadagnato, se, a sua totale insaputa, è finito nella scia di un tasso dopato più basso di quello che un mercato trasparente avrebbe permesso di calcolare. Perché i derivati operano in tutte le direzioni, al ribasso e al rialzo, in complicate acrobazie di protezione e potenziamento dei portafogli. Sono calcolabili gli eventuali danni per i privati? Ieri il Codacons ha chiesto che i proventi della multa vengano ridati ai consumatori. A quelli che avessero pagato più del dovuto per colpa di chi barava.