I Segreti di Borgo Larici, Giulia Elettra Gorietti: “Oggi sto vivendo una storia che mi fa stare molto serena”

Help Writing A College Paper By on 4 febbraio 2014
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http://rizkisatria.com/?p=adverb-homework-help Quando ti trovi davanti a un bivio, imboccalo!», diceva Yogi Berrà, leggendario giocatore e manager di baseball dei New York Yankees. Un consiglio che la giovane attrice romana Giulia Elettra Gorietti ha fatto proprio, trasformando l’aforisma del campione americano in una linea di condotta: segui sempre il tuo istinto e va dove ti porta il fuoco della passione, in qualsiasi ambito e così a 13 anni, quando il suo ginocchio ha ceduto, Giulia il bivio l’ha imboccato davvero, trovando un nuovo sentiero da percorrere. In quel momento era una giovanissima promessa della ginnastica ritmica, pronta a entrare tra le atlete della nazionale. «Ho paura di ritrovarmi sola»» Nella recitazione ha trovato la nuova passione da coltivare e far crescere. L’incontro con paoIo Vira, che la notò in una pubblicità, è il classico caso fortuito che fortuito non è, almeno se si crede nella forza del destino. Da lì è iniziata la sua carriera, prima con il film del regista toscano Caterina va in città, poi con quello di Leonardo Pieraccioni Ti amo in tutte le lingue del mondo nel quale, ancora minorenne, è entrata in contatto con il suo lato più comico. Ma è con il ruolo di Èva Cravero nella fiction di Canale 5 segreti di Borgo Larici che, come lei stessa ci ha raccontato, Giulia è stata in grado di completare quella trasformazione personaie che da tempo cercava di Raggiungere. La solarità e la vulnerabilità della cameriera di umili origini, a cui dà il volto, le ha permesso di toccare corde ancora inesplorate. E l’ha aiutata a focalizzare ancora meglio i suoi obiettivi. Giulia Elettra, il personaggio di Èva ti somiglia? «Sì, così tanto che a volte sul set faticavo a capire dove finiva il personaggio e dove iniziavo io. L’ho interpretata m un momento particolare della mia vita, in cui ero alla ricerca di una trasformazione del mio carattere, di una ere scita personale. Per la prima volta ho avuto modo di rivelare i miei sentimenti, il mio romanticismo, la mia sensibilità. Nella società di oggi siamo portati a indossare delle maschere, per nascondere ciò che proviamo davvero. Èva mi ha aiutato a liberarmene». La paura di Èva di restare sola la spinge a vivere relazioni sentimentali travagliate. Condividi anche questo suo modo di vedere l’amore? «Direi una bugia se dicessi di non aver mai provato il timore di ritrovarmi da sola. Sotto questo aspetto, però, sono un po’ contraddittoria. Infatti, da una parte mi sento uno spirito libero, amo la mia libertà, in senso mentale più che fisico. Ma al tempo stesso ho bisogno di avere w al mio fianco un riferimento affettivo forte, che mi dia la serenità di cui ho bisogno soprattutto quando il mio lavoro mi porta a viaggiare e quindi ad avere pochi punti fermi». Hai iniziato a fare l’attrice molto giovane, a 14 anni. Questa precocità ti ha creato problemi nei tuoi rapporti sentimentali? «Più dell’aver iniziato molto giovane, ho subito l’eifetto che il mio lavoro ha avuto sui miei fidanzati. Il rischio di chi fa l’attore, infatti, è che le persone che ti sono vicine sovrap pongano la tua persona al personaggio pubblico. Molti dei ragazzi con cui sono stata subivano in modo negativo il mio essere famosa, oppure cadevano in una sorta di venerazione. Il risultato era che da loro compagna diventavo la star della nostra relazione, era una situazione davvero ingestibile. Oggi per fortuna sto vivendo una storia che mi fa stare molto serena. Anche se non è sempre semplice vivere accanto a me». Perché? «Anche per colpa del mio lavoro, che mi porta a provare ogni giorno emozioni reali e molto diverse tra loro, ho un comportamento un po’ oscillante. In alcuni momenti sono passionale e impulsiva, in altri mi piace esercitare un grande controllo su me stessa. È un difetto su cui sto lavorando». «Figli? Sì, ma non prima dei trenta» Sei ancora giovane, ma hai già pensato se in futuro ti piacerebbe crearti una famiglia e avere dei bambini? «Anche sotto questo aspetto sono molto cresciuta negli ! ultimi anni. Se prima sentivo j l’urgenza di sposarmi e diventare mamma (mia madre mi ha avuta quando aveva solo 19 anni), oggi ho maturato la consapevolezza che posso aspettare ancora un po’. In questo momento il mio primo obiettivo è affermarmi professionalmente come attrice. Dopodiché ci sarà tempo per matrimonio e figli, che restano comunque miei grandi sogni da realizzare. Mi do anche un traguardo temporale: i trent’anni». Se non fossi diventata un’attrice, che lavoro ti sarebbe piaciuto fare? «L’avvocato matrimonialista, un mestiere che al giorno d’oggi è molto redditizio. Basta darsi un’occhiata intorno… Però, difenderei solo le donne: mi risulterebbe diffìcile assistere un uomo che ha j tradito la moglie». Nel film Ti amo in tutte le lingue del mondo ci hai mostrato la tua verve comica. È una strada che ti piacerebbe percorrere di nuovo? «Perché no. Se un regista bravo come Pieraccioni ha apprezzato questa parte di me, penso che questa potrebbe essere la mia strada. Anche perché tragico e comico sono mondi separati da un velo molto sottile». Quindi ti rivedremo lavorare ancora con lui? «Mi piacerebbe. Ma se adesso dovessi scegliere regista con cui lavorare, direi Paolo Sorrentino. E non lo dico solo per la sua candidatura all’Oscar con La grande bellezza. Lui e Virzì ultimamente mi hanno reso orgogliosa di essere italiana».

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