I Cesaroni: Molti protagonisti lasceranno la serie Tv

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Si è lanciato in una emozionante sfida con se stesso, l’attore Niccolò Centioni. In attesa di ritornare sul set della nuova stagione de I Cesaroni su Canale 5, ha infatti partecipato alla seconda edizione di Pechino Express in coppia con la collega Micol Olivieri. Purtroppo la loro avventura è durata poco, perché sono stati eliminati nella seconda puntata del talent di Raidue. Niccolò, che bilancio fai della tua esperienza a Pechino Express? «Mi ha portato un po’ fuori dalla “sfera di cristallo” de / Cesaroni, offrendomi l’opportunità di presentarmi al pubblico in una veste diversa. Ora le persone finalmente mi chiamano Niccolò e non più Rudi e per me è già una gran bella soddisfazione. Ho vissuto un’esperienza sensazionale, si è creato un bel gruppo e con molti dei concorrenti continuo a sentirmi tuttora al telefono. Nessuno di noi sa chi abbia vinto e siamo tutti “incollati” davanti alla Tv in attesa della puntata finale». Qual è la cosa che ti ha divertito di più? «Sicuramente l’ospitalità delle persone che ho incontrato nelle mie due settimane di permanenza in Vietnam. E stato affascinante entrare in contatto con culture differenti, scoprendo nuovi modi di approccio alla vita di tutti i giorni, davvero lontani anni luce da quelli a cui siamo abituati noi occidentali». E qual è stata, invece, la maggior difficoltà? «Mi ha infastidito stare per oltre due ore in mezzo alla strada a fare l’autostop per cercare un passaggio in auto e nessuno si fermava. Io e Micol eravamo “cotti come due lucertole”, in balia di un caldo insopportabile, e non riuscivamo a capire perché nessuno ci caricava, mentre gli altri trovavano un passaggio in pochi minuti. Forse siamo stati semplicemente sfortunati!». Ci racconti un episodio divertente? «Una volta siamo stati ospitati in una casa dove c’era un maiale gigante. Mi è capitato di uscire dal bagno e di trovarmelo davanti che mi scrutava con uno sguardo indagatore». E come ti sei trovato a condividere quest’avventura insieme a Micol? «Ormai siamo come fratelli, visto che da anni dividiamo il set de I Cesaroni. Secondo me, però, era troppo nervosa e avrebbe dovuto essere più tranquilla, perché com’era stanca lei lo ero anch’io». In un’intervista Micol ha detto che se tornasse indietro non rifarebbe Pechino Express con te… «Sono d’accordo e lo ribadisco anch’io. Se dovessi rifare il programma, la prossima volta parteciperei con mio fratello Lorenzo, ha 23 anni ed è un viaggiatore nato. Certo non ha mai viaggiato in condizioni estreme come quelle del reality, ma se la sa cavare in qualsiasi situazione». «La più simpatica era la marchesa» Per chi fai il tifo tra le coppie rimaste in gara? «Nutro grande simpatia per la marchesa, anche se mi ha eliminato, e poi per le coppie degli Amici e dei Laureati». Quale concorrente non ti era proprio simpatico? «Massimiliano Rosolino, perché fa troppo lo spiritoso. E, poi, ha la faccia da furbo. Ma in quanto a furbizia la marchesa vince su tutti. Se non ci fosse lei, forse, Pechino Express perderebbe la metà dei telespettatori. Secondo me è la vera rivelazione di questa edizione». Che cosa pensi della coppia formata da Corinne Clery e dal fidanzato Angelo? «Corinne appare in Tv come una rompiscatole, ma in realtà non è così. L’ho conosciuta come una donna dolce, simpatica, sempre sorridente». E di Costantino della Gherardesca che ci dici? «È un mito, perché appena lo guardi, già ti fa ridere». Quali sono i tuoi prossimi impegni professionali? «Mi stanno proponendo dei film, ma devo vedere se riuscirò ad incastrarli con le riprese della nuova serie de / Cesaroni. Parallelamente mi sono “buttato” nell’avventura del doppiaggio insieme a Luca Ward e sto anche per debuttare come cantante». Molti personaggi “storici” de I Cesaroni abbandoneranno la serie: si vocifera di Elena Sofia Ricci, la Mastronardi e Branciamore. Che cosa ne pensi? «Mi sembra che l’idea di rinnovare il cast sia una vera e propria schifezza, una di quelle idee da prendere e da buttare nel cassonetto. I Cesaroni sono la famiglia Cesaroni, se inizi a togliere i vari protagonisti, sciogli il gruppo che ha decretato il successo della serie e crei un’altra fiction». Quanto c’è di te in Rudi? «Tutto tranne la capacità di suonare la batteria. Per il resto siamo uguali, perché anch’io sono romantico e affettuoso». Sei innamorato? «Chi lo sa… forse… per il momento lavoro troppo». Che ruolo sogni? «Quello di un soldato o del protagonista di un film horror, l’importante è che io sia l’unico che sopravvive sino alla fine del film!».