Guendalina Tavassi racconta la nascita in casa di Chloe

http://hartfordcountyhomeimprovement.com/?p=online-essay-helpers By on 19 ottobre 2013
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custom resume writing top «Non era una cosa voluta: ho iniziato il travaglio alfimprowiso, poi sono dovuta correre in bagno, seduta sul water. Per fortuna con me c’erano due ostetriche, che mi hanno aiutata», racconta l’ex inquilina del Grande Fnatelloll che ha dato alla luce la sua secondogenita, concepita con l’imprenditore D’Aponte. «E’ stato lui a tagliare il cordone ombelicale…», rivela lei oggi ridendo.

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master thesis mehrzahl «Mio marito mi ha regalato una vita nuova e meravigliosa, incontrarlo è stato il regalo più grande che il destino poteva farmi ». Parola di Guendalina Tavassi, 26 anni, ex Grande fratello 11 ed ex naufraga dell ’Isola dei famosi 9. Sono passati pochi giorni dal 2 ottobre e dalla nascita «movimentata » di Chloe e super Guenda è già in forma strepitosa. Tanto da portare fuori casa la neonata, insieme con il marito Umberto D’Aponte, 29, per una passeggiata tra i negozi di via Condotti. «Siamo usciti solo una volta. E ci hanno già paparazzati?», commenta stupito l’imprenditore napoletano quando lo chiamiamo. Nessuno stupore, invece, per Guenda che da tre anni a questa parte è abituata alle attenzioni mediatiche e all’affetto della gente grazie alle sue apparizioni in Tv: «Umberto non vuole che sua figlia esca di casa. Ha paura che si sciupi. Dobbiamo discutere anche per farle il bagnetto. L’altro giorno gliel’ho fatto di nascosto e lui se n’è accorto dall’odore. Un incubo. Fosse per lui Chloe dovrebbe essere lavata solo dopo un consulto col pediatra ». Il tranquillo ménage familiare dell’ex gieffina e del marito è completamente stravolto da due settimane questa parte. La primogenita della coppia [secondogenita però per la Tavassi che è già mamma di Gaia, 9, avuta dalla relazione con Remo Nicolini, 27, ndr], infatti, è nata in casa, in mezzo all’affetto dei suoi cari e agli operai che stavano lavorando nel palazzo: «Non è stata una cosa voluta. È nata all’improvviso. Ho fatto tutto il travaglio a casa minacciando di morte le ostetriche, mio marito, la mia mamma. Poi sono dovuta andare in bagno. E, seduta sopra il water, con due spinte ho dato alla luce Chloe. La bambina aveva la testa girata per cui a ogni contrazione le ostetriche hanno dovuto fare alcune manovre in modo che la piccola si potesse voltare. Non so cosa avrà pensato la gente nel palazzo sentendo le mie urla. Poi mi hanno portato sul letto dove mia madre aveva steso una tovaglia di plastica. Il cordone è stato tagliato dopo cinque minuti, quando ha smesso di pulsare, da Umberto. Lui voleva tanti figli. Penso però che sia rimasto traumatizzato quel giorno », scherza oggi la neomamma quando ricorda quei momenti. Un anno fa n e s su n o avre b b e i immagina- I to tutto q u e s t o . I Guendalina e Umberto, infatti, si erano appena conosciuti. Poi subito il fidanzamento, il matrimonio e la nascita di Chloe. Cancellando con un colpo di spugna tutti i tira-e-molla sentimentali con l’ex Remo Nicolini: «Ora a casa nostra alle 4 di notte sembra mezzogiorno. La piccola si sveglia e ci guarda con gli occhi da gufo di Harry Potter. Non dormiamo più. Per fortuna Umberto è un papà perfetto. Ha detto persino all’ostetrica di stare attenta. Se fosse in grado l’allatterebbe. Anche se è colpa sua se non dormiamo. Io allatto Chloe, lei si addormenta e lui la sveglia per coprirla di baci», racconta entusiasta l’ex gieffina. E il marito conferma: «Io non dormo dall’l ottobre [giorno in cui è iniziato il travaglio, ndr]. Lei piange, mangia, Gaia si sveglia. E io alle 7 del mattino esco per andare in azienda dove lavoro fino alle 6 di sera». Ma a chi assomiglia questa bambina? «Umberto dice che assomiglia tutta a lui. Da me avrebbe preso solo le orecchie, che infatti lui bacia sempre», ride la Tavassi mentre stringe la piccola tra le braccia. Unico neo in un momento di così grande felicità, la contrarietà espressa pubblicamente da Guendalina Canessa, ex Grandefratello 7 per la scelta del nome, uguale a quello di sua figlia di tre anni: «Sono dispiaciuta della sua presa di posizione. A me non ha scritto niente», afferma Guenda poco disposta a farsi rovinare questo momento. «Noi l’abbiamo chiamata così perché la nonna di Umberto, di origini greche, si chiamava Maria Chloe. E poi, a dirla tutta, io speravo e credevo di avere un maschietto». Speranza che aveva anche D’Aponte, da buon uomo del Sud: «Fino a quando non avremo un figlio maschio, continueremo a provare. Ho sempre creduto nella famiglia e ora anche Guendalina è diversa», dice. Sempre che il ricordo di un parto così «speciale» non faccia cambiare idea a entrambi.

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