Gossip, Stephen Collins pedofilo

Scandalo per Stephen Collins
Travolto dallo scandalo pedofilia dopo la pubblicazione on line di una sua stessa confessione registrata dall’ex moglie, Stephen Collins è ormai un attore finito.

Il fattaccio
L’ex reverendo di Settimo Cielo ha così ammesso pochi mesi fa di aver abusato di 3 bambine nel corso della propria esistenza, con una di queste 3 ragazze, Aprile Price, che ha poi rilasciato un’intervista al Daily Mail britannico. Oggi 44enne, la presunta vittima di Collins ha infatti trovato il coraggio per farsi avanti e finalmente liberarsi di un peso che ha sopportato per oltre tre decenni.

Racconto di Aprile Price
Oggi moglie e madre in Oklahoma, la donna ha ricordato lo shock digerito nell’estate del 1983, quando aveva appena 13 anni.
“Ero in visita da mia zia, lei era una produttrice esecutiva di Los Angeles. Viveva in un complesso di appartamenti, e il signor Collins era suo vicino. Ero molto emozionata perché lui era la star de ‘I predatori dell’idolo d’oro’, così un giorno trovai il coraggio e bussai alla sua porta per chiedergli un autografo. Lui fu gentile, non aveva foto con se’ ma mi promise che me l’avrebbe portata. Un giorno, mentre facevo colazione nella cucina di mia zia, ho visto il sig. Collins camminare nudo in cortile, completamente. Rimasi sbalordita. Lì per lì pensai soltanto che fosse strano. Non cercai di capire il perché. Lui sapeva che io ero alla finestra e che potevo vederlo. Poi un altro giorno, sempre in cortile, gli chiesi di darmi una mano con l’adattatore del mio Atari, che andava collegato alla tv. Io non sapevo come fare. Così venne in casa e provò a risolvere il problema. Poi a un certo punto, quando si girò verso di me dopo aver armeggiato con la televisione, aveva i pantaloni completamente slacciati. Il suo pene era di fuori. Rimasi scioccata. Per lui fu tutto normale. Nessuno di noi sottolineò l’assurdità del pene di fuori. Onestamente io avevo 13 anni, non avevo neanche mai baciato un ragazzo. Fu una cosa a cui non ero proprio preparata. Lui continuò a comportarsi normalmente e io feci lo stesso, mantenendo lo sguardo fisso sul suo volto. Non volevo essere scortese, d’altronde mi stava dando una mano. Così aggiustò il mio Atari e andò a casa sua. Poi fu lui ad invitarmi nel suo appartamento, per vedere alcuni cimeli tv dei suoi show. Lui mi chiese se poteva mettersi a suo agio, andò in camera da letto e tornò in salone tutto nudo. Mi prese un colpo. Ero nel panico. Schizzai fuori dalla porta, poi lui mi chiese scusa per quel che aveva fatto”.