Giulio Berruti, “Tra me e Samanta il feeling è alle stelle”

view By on 30 ottobre 2014
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http://mayneislandmusic.ca/do-your-homework-gif/ La decima edizione di Ballando con le stelle è iniziata da poco, ma gli sguardi languidi tra maestri e concorrenti hanno già scatenato gli amanti del gossip. L’occhio dei curiosi è caduto subito sulle danze appassionate di Giulio Berruti e Samanta Togni. Agli spettatori non è sfuggito il feeling della coppia, così forte da far pensare a qualcosa di più di una semplice simpatia. D’altronde non sarebbe la prima volta che capita nel programma di Milly Cariucci.

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source url E poi non ci sarebbe niente di strano visto che sono tutti e due giovani, belli e molto sexy. La Togni, però, ha un figlio, è fidanzatissima e convive da più di un anno con il preparatore atletico Daniele Mai. Che cosa sta succedendo sotto i riflettori del talent di Raiuno? Lo abbiamo chiesto al giovane attore romano, che piace tanto al pubblico femminile. Giulio, sei soddisfatto della tua insegnante di danza? Il feeling che sembra essere nato tra di voi è sotto gli occhi di tutti… «Samanta è straordinaria, ha una pazienza infinita con me e fra noi si è creata davvero una bella sintonia: si vede anche sulla pista da ballo. È riuscita a tirare fuori il lato deciso del mio carattere che, spesso, tengo nascosto per timidezza». Peccato che lei sia fidanzata, come hai detto recentemente mentre vi allenavate fra un passo e l’altro. Tu invece sei single? «Non amo parlare della mia vita privata. Posso solo dire che fra me e Samanta è nata una bella passione e che si mostra in tutta la sua forza sulla pista da ballo. D’altronde, per noi che facciamo questo mestiere, è importante regalare emozioni al pubblico. Per il resto Daniele, il fidanzato della Togni, ha un passato da pugile e io non voglio certo rischiare!». .Dimmi la verità: tra voi c’è del tenero? «C’è una grande sintonia dentro ma anche fuori dalla pista da ballo. Ci siamo trovati caratterialmente e abbiamo un affiatamento naturale, parliamo di tutto, ma soprattutto ci piace molto stare insieme. Questo si trasforma poi in passione quando danziamo, ma nulla di più». Tuo padre è un oculista, la tua mamma avvocato. Per quale motivo hai deciso di fare l’attore? «La passione per la recitazione mi è stata trasmessa dal nonno materno, che aveva una compagnia teatrale. La mia infanzia l’ho trascorsa con lui a giocare con i soldatini e a recitare Pirandello. Comunque, voglio finire la scuola di specializzazione in odontoiatria e continuare a costruire moto d’epoca, la mia passione». Da dove nasce la voglia di ballare che ti ha portato ad berruti-ballando-620x350accettare la sfida di Milly Cariucci? «L’esperienza che ho fatto con il film musicale girato in Gran Bretagna – Walking on sunshine – è stata fondamentale: non avevo mai cantato professionalmente, ma mi sono divertito a tal punto che ora prendo lezioni. Con il ballo invece sono stato un disastro, per questo ho deciso di imparare. Erano già diversi anni che la produzione di Ballando cercava di contattarmi ma, per i vari impegni professionali che avevo, non siamo mai riusciti a incastrarci. Quest’anno ero libero e così ho accettato la sfida». Quali sono le maggiori difficoltà che hai quando balli? «Ci sono un po’ di problemi con le prese aeree: ho paura perché, se Samanta cade, si fa male visto che io sono alto più di 1 metro e 90. Ho una bella responsabilità e, all’inizio del programma abbiamo rischiato più volte. Per fortuna adesso le cose sono migliorate». Finalmente, grazie al programma di Milly, il pubblico femminile italiano potrà conoscerti e apprezzarti meglio. Finora hai lavorato più all’estero che in Italia… «In Italia ho lavorato un po’ di più per la televisione che al cinema, al contrario di quanto successo all’estero. Comunque l’esperienza che ho fatto fuori dal nostro Paese è stata fonda- mentale, anche grazie al fatto che parlo un buon inglese. Lo devo ai miei genitori che, a dieci anni, mi hanno mandato a studiare in Gran Bretagna in una famiglia e al fatto che ho frequentato diverse scuole di recitazione a Londra».

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