Giuliano Gemma, La moglie: “Ringrazio tutti per l’affetto, ma adesso voglio capire bene cosa è successo”

Uno schianto frontale tra la Yaris su cui viaggiava e una Bmw station wagon. Così è morto, il primo ottobre scorso, l’attore Giuliano Gemma, 75 anni. Indimenticabile “Ringo” degli “spaghetti western” ma non solo, Gemma, in più di cinquantanni di carriera, ha intei’pretato 120 pellicole, cimentandosi in tutti i generi: titoli che vanno da Ben Hur a II Gattopardo, dal Deserto dei tartari a Speriamo che sia femmina. Il giorno dei funerali una folla di persone comuni e gente di cinema, autorità e ammiratori si è stretta intorno alla vedova, Baba Richerme, 55 anni, giornalista, sposata in seconde nozze con Gemma, nel 1997. Lei vuole ricordare il marito con poche parole: «Non voglio farne un santino, ma chiunque ha conosciuto Giuliano non può che parlarne bene. Provate a chiedere, vi diranno tutti la stessa cosa: era un grande uomo, una bravissima persona, modesta e semplice soprattutto. Credo che questa sia una cosa che la gente percepiva». ((Dopo l’incidente mi aveva telefonalo» Tanti film e mai un atteggiamento da divo, come conferma la moglie Baba: «Lo si poteva incontrare a prendere un caffè al bar e lui parlava con tutti. Anche a Cerveteri, dove abitavamo, lo conoscevano tutti ed era amatissimo. Il giorno dell’incidente, tante persone si sono fermate a prestargli soccorso, gli volevano tutti bene. Voglio ringraziare quelle persone per essergli state vicino in quei momenti». L’incidente mortale è avvenuto a Cerveteri, dove la coppia abitava. Gemma ha fatto in tempo a chiamare per l’ultima volta la moglie. «Stavo lavorando in redazione quando mi è arrivata la sua telefonata. Mi ha detto: “Ho avuto un incidente, mi fa male la gamba”. Invece, quando sono arrivata all’ospedale di Civitavecchia, non ho fatto nemmeno in tempo a salutarlo per l’ultima volta », racconta lei. Oggi Baba si chiede se suo marito avrebbe potuto essere salvato: «Vorrei che ci fosse la sicurezza per tutti che, se uno si fa male, nel 2013, venga soccorso al meglio. Io non so che cosa è successo, ma voglio fare chiarezza». Nei giorni scorsi è scoppiata una polemica sui presunti ritardi dei soccorsi a Gemma. Secondo la Asl competente l’ambulanza ha seguito le procedure impiegando il tempo necessario, però la Richerme vuole essere sicura che questo sia vero. «Voglio fare chiarezza, perché questa morte non sia inutile», dice. «Quello che è successo a mio marito potrebbe accadere a chiunque, Cerveteri è a mezz’ora di distanza dal primo ospedale c ’è un eliporto. A che serve? Prima di salire sull’ambulanza Giuliano era cosciente, parlava, mi ha telefonato. Lui, per carattere, non si lamentava mai, pensava sempre agli altri, forse non è riuscito a spiegare quanto fosse grave la sua situazione. Forse sarebbe morto comunque, perché aveva tante lesioni interne, ma io voglio solo chiarire, perché quello che è successo a mio marito può succedere a chiunque». «Gemma era anche un bravo scultore» Baba Richerme conosce Giuliano Gemma nel 1985 per lavoro: lei giornalista che si occupa di cinema, lui star del grande schermo. La frequentazione, però, inizia molti anni più in là, dopo la morte della prima moglie di Gemma, Natalia Roberti. Baba e Giuliano si sposano nel 1997. Oggi, nel giorno dell’ultimo saluto, la giornalista ricorda l’artista e soprattutto l’uomo con cui ha condiviso vent’anni di vita. «È stato un grandissimo attore, capace di calarsi in tanti generi diversi. È stato anche un ottimo scultore, cosa che si sa meno, ma aveva talento anche in quel campo». «Soche lui non verrà dimenticato» E del Gemma privato cosa vuole ricordare? «La gentilezza, la generosità, il legame fortissimo che aveva con le due figlie e con i due nipoti che adorava. È stato un marito meraviglioso. Era un uomo semplice e generoso, non si è mai comportato da divo. Era tanto amato, me ne sono resa conto proprio in questi giorni, avendo le testimonianze di affetto di tante persone, dal Presidente della Repubblica, al sindaco di Roma, agli amici del cinema, ai tanti ammiratori che sono venuti a rendergli omaggio da ogni parte d’Italia. Ringrazio tutti, so che Giuliano non verrà dimenticato».