Giovanni Anzaldo: Paragonato all’ex gieffino Luca Argentro , ha grandi progetti

giovanni-anzaldo-sul-set-di-roman-e-il-suo-cucciolo-238349

uno dei volti più promettenti del cinema italiano e da tanti è già stato ribattezzato come il nuovo Luca Argenterò. Giovanni Anzaldo, tra i protagonisti dell’ultimo film di Paolo Virzì II capitale umano, si racconta a Donna al Top, confidandoci alcuni aneddoti legati al suo passato. Com’è stato lavorare con Virzì e con colleghi del calibro di Fabrizio Bentivoglio, Valeria Bruni Tedeschi, Luigi Lo Cascio e Valeria Golino? «E stata un’emozione unica. Virzì ha creduto fortemente in me. In realtà, nel film tutte le mie scene sono con una ragazza esordiente, Matilde Gioii, che è veramente brava. Virzì mi ha subito messo in guardia dicendomi che lavorare con attori esordienti è una buona palestra. Per il resto, l’emozione di recitare con questo cast, composto da straordinari professionisti, l’ho vissuta in un secondo momento, cioè quando ho avuto modo di assistere all’anteprima del film. Credevo di aver sbagliato sala (ride, ndr)». Come ti sei preparato per il ruolo di Luca? «Ho deciso di lavorare sulle mie fragilità e questa la considero una vera terapia, che rappresenta anche una parte bellissima di questo lavoro. Quello che interpreto è un ragazzo sfortunato, orfano, preso con un chilo di “fumo” anche se la colpa non era sua, autolesionista. Quindi un personaggio decisamente problematico, ma che cerca di essere intraprendente, di “fare lo splendido” suscitando grande tenerezza. Quello che ho fatto io è stato tirar fuori tutte le mie insicurezze, di cui sono pieno, e di mascherarle con un faccia… da schiaffi». Ti capita mai di farlo anche nella vita di tutti i giorni? «Quando sono in compagnia di amici sono capace di chiedere e raccogliere i soldi per comprarmi un cocktail, così come farebbe un barbone. Ma in realtà solamente quando sono con gli amici riesco ad essere così sciolto, visto che, generalmente, mi vergogno come un pazzo e a malapena riesco a salutare la gente». «Non capisco chi 10 fa per caso!» 11 personaggio di Luca ha tante sfaccettature. Tu in quali ti riconosci? «Il suo trascorso è molto più tragico del mio, anche se mi rivedo nel suo modo di mascherarsi». Come è nata la passione per questo mestiere? «La coltivo fin da piccolo. Non capisco quelli che dicono che è tutto gli è successo per caso, magari accompagnando un amico a un provino. Io ho sempre voluto fare questo mestiere, anche se non so il perché. La mia prima recita, quando frequentavo le scuole elementari, è stata quella in cui ho interpretato II piccolo principe. L’idea di fare il protagonista mi entusiasmò e da quel giorno ho deciso di fare quello. Anche perché, poi, il calciatore, sogno di ogni bambino, proprio non faceva per me. Ero veramente impedito…». E poi cosa è successo? «Mi sono messo a studiare seriamente recitazione e mi sono diplomato alla Scuola del Teatro Stabile di Torino. Poi c’è stato l’incontro con Alessandro Gassmann: ho recitato nel suo spettacolo teatrale Roman e il suo cucciolo, vincendo il Premio Ubu 2010 come miglior attore under 30 (e nel 2013 ha partecipato a Razzabastarda, prima opera da regista di Alessandro, ndr)». La tua famiglia ti ha appoggiato? «I miei genitori sono commercianti, fanno i macellai, e, per quanto lontani da questo mondo, mi hanno subito appoggiato. Probabilmente perché, essendo il figlio più piccolo, sono stato sempre un po’ più coccolato». E come è andata con Gassmann? «E stato un incontro fondamentale. Uno dei più importanti della mia vita che conserverò sempre nel cuore. Anche il mio agente, Cristiano Cucchini, che è anche il suo, è stato determinante. Cristiano mi informò che Alessandro era alla ricerca di un attore esordiente romano. Pur non essendo romano, ho preso la palla al balzo e sono partito per una settimana alla volta della Capitale, immergendomi subito nella sua realtà. Non appena potevo, mi facevo leggere le battute in dialetto dalla gente comune. Le registravo, mi esercitavo e poi mi sono presentato. È stata dura perché la concorrenza era tanta, ma alla fine ce l’ho fatta. Tra l’altro, quel provino volevo superarlo anche per un’altra ragione». «Volevo la rivincita sulla mia ex… Quale? «Perché la mia ex fidanzata era stata presa per fare uno spettacolo. E a quel punto mi sono detto: “Devo lavorare anch’io!”». E poi ci sei riuscito… «Sì e di questo sono stato davvero felice. Anche perché lei mi aveva lasciato…». Qualcuno già ti ha battezzato come il nuovo Luca Argenterò. Che effetto ti fa? «Sarebbe bello essere il nuovo Argenterò, anche perché lui è un vero “gnocco” ». Progetti alForizzonte? «Mi vedrete, anche questa volta alle prese con un personaggio complesso, nella seconda stagione della fiction di Raiuno, Il restauratore, con Landò Buzzanca». Come ti vedi tra qualche anno? «Vorrei diventare sempre più bravo e, soprattutto, mi piacerebbe mettermi alla prova portando in scena qualcosa scritto da me».