Giorgia: mi ispiro alla cronaca e canto le donne vittime d’amore

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Ho fatto pace col fatto che la gente mi vuole sentire cantare». Beh, dopo 20 anni di carriera… Giorgia firma i propri testi (e spesso anche le musiche) ma non se la prende più se da qualche parte si legge definita soltanto come «la cantante romana ». «Una volta mi sentivo limitata da quell’etichetta. Venivo dai club, facevo le cover di Hendrix… Non volevo essere vista solo come un’interprete. In questo disco invece ho sentito la gioia e il gusto del canto. Sono una cantante e canto». Il suo nuovo album «Senza paura » esce oggi a un mese da «Quando una stella muore», il primo singolo. La parola morte nel titolo (e anche nel ritornello) non è certo una scelta pop. «Avevo pensato di non metterla, almeno nel titolo, ma alla fine ci voleva. Il pezzo parte con una presa di coscienza ed è malinconico. Poi si evolve e l’energia di quella stella che muore si trasforma in qualcosa di nuovo». I fan ci leggono un riferimento ad Alex Baroni, il compagno scomparso nel 2002. Lei quasi si commuove: «Sarei bugiarda se dicessi che non c’è dentro quello che ho vissuto. La fine è una cosa che non si metabolizza e da quel tunnel ne esci cambiato. Questo brano è un tassello in più in questo mio percorso personale». «Non mi ami», uno dei pezzi più belli dell’album, studia quelle relazioni in cui una parte si lascia vincere dalla violenza, psicologica ma non solo, dell’altra. «Purtroppo è un tema attuale. Parlo di quelle relazioni in cui si scambia per amore quello che amore non è. E in questo le donne sono più fragili. Anche a me è capitato di scambiare per amore situazioni di possesso e controllo. Mi ha ispirato anche la cronaca. Queste tragedie dipendono dal fatto che la donna si è evoluta e l’uomo non riesce a rapportarsi con questa nuova forza. E spesso, purtroppo, le donne pensano di salvare la situazione accettando delle cose a discapito di se stesse». Il disco si divide fra dolci ballad, come il singolo, pezzi dance che proseguono la svolta del disco precedente «Dietro le apparenze » (si balla con «La mia stanza »), un brano scritto da Fossati che lei ha trasformato in qualcosa di non fossatiano («Nella melodia c’era spazio per tirare fuori un’anima soul e lui mi ha incoraggiata a farlo»), e due duetti, con Olly Murs e Alicia Keys. Alicia è una delle stelle della musica nera. Mondo vicino a Giorgia. «Ci siamo incontrate a Roma. Mi aspettavo una ragazza forte, come è sul palco. Invece ho trovato una persona piena di umanità e semplicità. E quando abbiamo scoperto che i nostri figli giocano col trenino Thomas è scattato qualcosa». Olly Murs viene dall’«X Factor» inglese. Un mondo, quello dei talent, che lei ha criticato spesso. «Sono stata fra i polemici e gli snob. Adesso ho capito che i talent sono essenziali, non c’è altro modo così immediato per emergere»