Gilardino: «un altro bambino? per ora lo escludo, poi chissà…»

Campione del mondo, marito di Alice e, soprattutto, papà innamorato delle sue tre bambine, Ginevra, Gemma e Giulia. Ma Alberto Gilardino è soprattutto un campione di… beneficenza e solidarietà. Insieme alla bellissima moglie, condotta all’altare nell’estate 2009, ha infatti posato per la nuova campagna di Zoppini, marchio leader nei gioielli e accessori in acciaio. Il compenso del centravanti e della sua splendida consorte sarà devoluto interamente a due strutture che ogni giorno aiutano i bambini malati: gli ospedali pediatrici Gaslini di Genova e Mayer di Firenze. E non sono città scelte a caso. A Firenze, città alla quale Alberto è affezionatissimo, ha abitato per tre anni e mezzo giocando con la maglia della Fiorentina. Mentre oggi Gilardino vive nel capoluogo ligure e milita nel Genoa. Grazie anche ai suoi gol, la squadra rossoblù sta concludendo una stagione positiva e Alberto vede sempre più concreto il sogno di prendere parte al suo terzo Mondiale, dopo quelli disputati in Sudafrica nel 2010 e in Germania nel 2006, quando sollevò la coppa dorata nel cielo di Berlino. «Il nostro volto per una giusta causa» Alberto, perché tu e tua moglie Alice avete deciso di prestare il vostro volto alla nuova campagna dei gioielli Zoppini? «Io e mia moglie abbiamo deciso di prestare il nostro voi to in favore di questa iniziativa anche per l’amicizia che mi lega a Paolo Calamandrei (amministratore delegato di Mpf Group, ndr), che conosco da diverso tempo. Abbiamo fatto una bella chiacchierata insieme e ho deciso di posare per beneficenza insieme a mia moglie Alice». «Legatissimo a Firenze e Genova» La vostra è una bellissima azione di solidarietà a favore degli ospedali pediatrici Gaslini di Genova e Mayer di Firenze: quanto sei affezionato a queste due città, Genova, in cui giochi attualmente, e Firenze, in cui hai giocato qualche anno fa? «Sono molto legato a queste due città. A Firenze sono stato per tre anni e mezzo, e spesso ci torno insieme alla mia famiglia. Abbiamo tantissimi amici lì, e anche le nostre figlie hanno le loro amichette, soprattutto la grande, che ha sei anni. A Genova questo è il primo anno, e devo dire che la apprezzo moltissimo: la qualità della vita è molto alta, grazie alla presenza del mare e del clima, sempre favorevole. Detto ciò, essendo molto legato a questi posti, ho spesso visitato anche i loro ospedali. Ci sono tantissimi bambini che soffrono e hanno bisogno, a cui servono, magari, macchinari particolari e costosi per poter guarire». «Ho sempre pensato alla beneficenza» Essere padre di tre bimbe è una delle ragioni che ti rende particolarmente sensibile alle tematiche legate ai bambini meno fortunati o da sempre sei una persona attenta alla beneficenza? «In realtà nella mia vita sono sempre stato attento alla solidarietà e alla beneficenza, sono temi ai quali ho sempre pensato. Non solamente riferito ai bambini, ma alle persone bisognose in generale. Certo, da quando sono padre di tre figlie, mi sono concentrato specialmente sui bambini: spesso sono andato a trovarli negli ospedali, a Genova, Parma, Milano, portando loro alcuni doni, come le maglie della squadra o cartoline». I Mondiali sono proprio alle porte e tu sei un fedelissimo del et Cesare Prandelli, che ti stima come calciatore e come uomo fin dai tempi della Fiorentina. Speri in una chiamata tra i 23 azzurri che andranno in Brasile per i Mondiali? «Possiamo dire che quello di andare in Brasile è l’obiettivo di quest’anno, anche se devo ammettere che non c’è mai stata tanta concorrenza come adesso, proprio alle porte del Mondiale! Ma, comunque, continuo a pensare e a sperare nella sua chiamata». «Mi isolo per un paio di orette…» Allora ti facciamo i nostri migliori auguri! Ora parliamo un attimo della tua famiglia, dove sei proprio beato tra le donne, tra tua moglie Alice e le vostre figliolette Ginevra, Gemma e Giulia. È più difficile smarcarsi in un’area intasata di difensori o farsi largo tra tutte queste fanciulle? «È una bella lotta, ma sicuramente farsi largo tra tutte queste fanciulle! Anche perché a volte c’è anche mia madre o mia suocera, quindi la componente femminile della casa aumenta ancora. In quel caso, ho un mio metodo per rilassarmi: mi isolo per un paio d’ore davanti alla televisione». ulalettraG? È stato un caso» Come mai i nomi delle vostre bambine cominciano tutte con la lettera “G” di… Gilardino? «Forse all’inizio è stato un po’ un caso, perché a me e ad Alice sono sempre piaciuti i nomi Ginevra e Gemma. Poi, visto che avevamo cominciato con la “tradizione”, abbiamo continuato così anche con Giulia. Mi piaceva che cominciassero tutti con la lettera “G” è così è stato». Visto che sei arrivato alla “tripletta” di figlie, escludi l’arrivo di un quarto erede? «Per il momento lo escludo, perché averne tre a questa età è bellissimo ma anche molto impegnativo. Però, nel futura si vedrà…».