Gianluca Grignani: Dopo il fermo ora rischia la condanna

Cattura

A tre anni dall’ultimo disco, Gianluca Grignani è tornato con il singolo Non voglio essere un fenomeno, che farà da apripista all’album che u- scirà il 9 settembre, A volte e- sagero. Due titoli, questi, involontariamente profetici. Colonne sonore perfette di quanto accaduto a Riccione, dove il cantante è in vacanza con la moglie Francesca Dall’Olio e i quattro figli. All’improvviso, in preda ai fumi dell’alcol, il musicista ha perso il controllo e ha dato in escandescenze. A quel punto un cugino dell’artista – che era in casa con lui – ha telefonato ai carabinieri, ma nemmeno loro sono riusciti a placarlo. Anzi, il cantautore milanese ha tentato la fuga e si è rifugiato in un hotel nei paraggi. Inseguito dalle forze dell’ordine, Grignani avrebbe malmenato un agente, scaraventandolo dalle scale, e ferito il collega colpendolo a una gamba con una raffica di calci. «Mi scuso, a volte do il peggio di me» Alla fine, i carabinieri hanno avuto la meglio. Il cantante è stato prima portato al pronto soccorso, dove gli sono state fatte alcune flebo calmanti, e poi, una volta dimesso, è stato accompagnato in caserma dove è stato arrestato. Giudicato per direttissima dal Tribunale di Rimini, adesso è ai domiciliari nell’appartamentò di Riccione e ha l’obbligo di firma tre volte alla settimana. Il suo processo è stato fissato per il 16 settembre e Gianluca

Catturarischia il carcere. Superato il momento di confusione mentale, Grignani ha voluto dire la sua, cercando in qualche modo di giustificarsi: «Ho avuto una giornata difficile. Sì, perché capita anche a noi privilegiati, baciati dalla fortuna e dal successo». E ha spiegato: «Ero stanco, nervoso, ansioso, mi è venuto un attacco di panico, ho avuto paura e ho perso il controllo. Non ce l’avevo con nessuno, non ho alzato le mani su nessuno. A- vevo bevuto e, quando Francesca ha capito la situazione, si è allontanata con i bambini e ad assistermi è rimasto mio cugino. Avevo evidentemente bisogno d’aiuto e abbiamo chiamato i carabinieri. Non ho buttato nessun rappresentante dell’Arma giù dalle scale, non ho aggredito nessuno, ma ero in stato confusionale e caricarmi sull’auto non è stato semplice: probabilmente è volata qualche spinta. Ne pagherò le conseguenze». Pur continuando a sostenere la sua versione, il cantautore questa volta ha fatto ammenda. «Su tutto voglio scusarmi con i carabinieri intervenuti sul posto e con chi se l’è dovuta vedere col peggio di me. Che c’è, è sempre lì, da doverci fare i conti tutti i giorni. E a volte esagera».