Giallo sul rogo alla casa del Grande Fratello

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Il tunnel d’ingresso, il confessionale, le camere da letto, le pareti specchiate, le docce. Perfino la piscina e il giardino, oltre agli studi di registrazione e tutte le apparecchiature elettroniche. E le telecamere nascoste, gli occhi del Grande Fratello. Tutti i luoghi e gli strumenti del reality più famoso e discusso, pronto al debutto per la tredicesima edizione il prossimo 23 gennaio, distrutti dal fuoco. Un incendio devastante, violentissimo, divampato venerdì notte negli Studios di Cinecittà, già colpiti per tre volte in pochi anni da analoghi episodi (2007, 2009, 2012). L’altra notte le fiamme hanno bruciato i due capannoni — uno da 1.400 metri quadrati e un altro da 400, collegati da una galleria—ormai quasi pronti per ospitare i concorrenti del nuovo Gf. Un rogo di origine dolosa — è questa una delle ipotesi principali seguite dagli investigatori della polizia — scoppiato all’interno della Casa. Per spegnere le fiamme i Vigili del fuoco sono intervenuti con otto mezzi, oltre a un veicolo speciale accorso dal vicino aeroporto di Ciampino, e hanno lavorato fino all’alba per impedire che il rogo si propagasse agli stabilimenti vicini. Dai primi accertamenti a dare l’allarme sarebbero stati alcuni abitanti di Cinecittà che hanno notato il bagliore delle fiamme. Il fuoco aveva già avvolto l’interno della struttura, divorando tutto, anche l’ossigeno. Un «flashover» nel gergo dei pompieri, cauti nell’entrare nella Casa per non essere investiti da un ritorno di fiamma. «Il corto circuito è improbabile — spiegano —, il quadro elettrico era a posto e un relè difettoso era stato disattivato ». Gli esperti del Nia, gli investigatori dei vigili del fuoco, e della polizia scientifica hanno svolto un sopralluogo fra le rovine delle strutture collassate per l’intenso calore: il primo punto di innesco sarebbe stato trovato proprio nella Casa. Gli investigatori, coordinati dal pmEugenio Albamonte—che ha aperto un fascicolo sull’accaduto per ora senza ipotesi di reato —, sono sorpresi dalla rapidità con cui le fiamme si sono propagate nei capannoni e che nessuno della vigilanza se ne sia accorto. E per questo verranno visionati i filmati della videosorveglianza. «La sicurezza sarà potenziata — assicura Giuseppe Basso, ad di Cinecittà Studios — ma non voglio neanche pensare a un dolo, a criminali che vogliono distruggere questo luogo che è di storia del cinema e di industria ». In una riunione con i vertici Endemol e Mediaset è stato deciso che «lo spettacolo deve andare avanti, ricostruiremo tutto e da subito. Abbiamo già individuato l’area, accanto alla collinetta della Casa distrutta»