Gerry Scotti: “Lo ammetto sono inimitabile”

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Virginio Scotti il ragioniere della porta accanto: è l’unico personaggio della tv che, nonostante l’enorme successo, non è mai stato imitato. Che ne pensa Gerry? «Potrei rispondere che sono inimitabile ma mi sembra un ragionamento da uno che se la tira».Punte di 7 milioni di spettatori il sabato sera con Italia’s got talent, il popolo femminile che segue la domenica sera Io canto perché preferisce i bambini ai calciatori. Un grande successo. E ogni volta che seguo Italia’s got talent mi aspetto che tra tanti personaggi prima o poi arrivi uno che “fa” Gerry Scotti…

«Ci ha provato Leonardo Fiaschi che alla radio si trasforma in chiunque: be’, con me non ce l’ha fatta e mi ha anche spiegato perché: “Tu”, mi ha detto, “hai una presunta afonia praticamente impossibile da clonare”. Adesso è a Colorado e ha un bel successo, ma a pensarci bene essere inimitabile mi piace parecchio. Mi sembra di essere figlio unico!».

Una recente indagine sulla popolarità delle star della tv ha scoperto che tu sei al primo posto con l’11 per cento di gradimento: sembra poco, ma se pensi a quanti personaggi appaiono in tv…

«Già che ci sei, chi è arrivato secondo?».

Fabio Fazio con il 4 per cento, ma era dopo Sanremo, quindi Pippo Bando e Paolo Bonolis.

«E tra le donne?».

La Maria, naturalmente, poi la Ventura e praticamente alla pari Michelle Hunzi-ker. Strano che manchi Belén, non trovi? «No, Belén è un fenomeno mediatico, inclassificabile. È l’unica soubrette vera che abbiamo, una come Wanda Osiris, il mito del varietà. E poi è gentile, disponibile, sempre pronta al sorriso. Le vogliamo tutti bene. Ed è incredibile ma piace anche alle donne».

Però al suo matrimonio non ci sei andato e nemmeno Maria, e credo nemmeno Ru-dy Zerbi. Come mai?

«Rispondo per me: prima di tutto dovevo lavorare e poi non amo i matrimoni, e nemmeno le serate mondane. Mi piace godermi la privacy. Degli altri non so risponderti, ma certo non era una congiura».

Parli di privacy e intanto quest’estate ti sei fatto beccare come un vip qualsiasi in mare con la tua compagna, Gabriella Perino. «Mi sarebbe anche piaciuto farmi beccare come dici tu in tanti mari diversi con delle supergnocche diverse, ma mi conosci, per me la famiglia è importante. Certo i paparazzi sono un elemento di disturbo, ma tanto se non ci sono loro ci sono i turisti con i telefo-nini che fanno gli scoop e li vendono pure».

Da quando hai divorziato da Patrizia Grosso e sistemato gli alimenti, sei un uomo tranquillo: prima il giudice ti aveva concesso di frequentare tuo figlio Edoardo solo nei weekend… e quelli erano sacri. «Vero, due giorni insieme, un film, la partita del Milan, insomma un padre e un figlio che andavano d’accordo. Adesso lui ha 21 anni e vive a Los Angeles dove frequenta una scuola di regia. Sono stato un po’ con lui a Hollywood e a San Francisco: credimi è doloroso avere un figlio lontano 5 mila chilometri. Lui è stato davvero il figlio dell’amore: quando ci siamo sposati con Patrizia eravamo insieme da dieci anni e abbiamo scoperto che lo aspettavamo durante il vigio di nozze. Credevamo fosse mal di mare invece era Edoardo che si faceva sentire».

Torniamo agli sconvolti del sabato sera. Dove li trovate quei tipi da Guinness? «La caccia è aperta tutto l’anno, per la serie “se non son matti non li vogliamo”, ma poi vincono quelli normali».

La giuria e il resto del cast: di Belén mi hai detto, ma gli altri?

«Rudy Zerbi fa l’infame. Prima che ci conoscessimo era un mio grande ammiratore, perciò ha… licenza di uccidere. Po c’è il figlio di Walter Chiari, Simone Annicchiarico. Un ragazzo d’oro magari un po’ troppo timido: ho conosciuto sia suo papà sia sua mamma, Alida Chelli, che era la figlia del grande musicista Rustichelli. Già questo spiega tutto».

E di Maria De Filippi che mi dici? «Voglio raccontarti la vera storia di Maria e del nostro spettacolo. Ci incontriamo a Roma quattro estati fa e lei mi mostra la cassetta della prima edizione di Britain’s got talent. Visione e perplessità susseguente. Credevo di conoscere Maria ma in quell’occasione è saltata fuori tutta la sua grinta. “Dai facciamolo”, insiste. E io mi lascio cvincere anche se il ruolo di giudice non lo sento nelle mie corde. “Se tu hai la struttura per metterlo in piedi, ok, proviamo”. Tre mesi dopo eravamo al Carcano a Milano, io, Maria e Geppi Cucciati, che poi sarà sostituita da Belén. Proviamo a fare la giuria e tre mesi dopo siamo ancora lì, affascinati dal progetto. Io penso che questa follia sia arrivata per me al momento giusto. Ho scoperto un’autorevolezza che non sospettavo di avere, il gioco mi ha intrigato, stregato».

Gerry, hai festeggiato i 30 anni di carriera, ma per me hai sbagliato i conti. Secondo me tu hai debuttato a una radio di Cinisello Balsamo nel 1976. La sede era in via Carlo Villa. Sbaglio?

«Accidenti hai ragione, remo verso il quarantennio. E pensare che ero rammaricato

-»perché nessuno aveva festeggiato i miei primi 30 anni».

Meglio così, Gerry; questo tipo di genetliaci meglio ignorarli. Però ho letto che quando compi sessantanni ti ritiri. Scusa ma ghe credi nò.

«Bravo, scrivilo pure in dialetto che ti è venuto bene. È chiaro che farò delle scelte, magari teatro o una fiction, un genere che mi appassiona. Sai che il mio eroe, il mio personaggio preferito è il commissario Maigret. Come corporatura ci siamo: altezza 1,84, peso… mi avvalgo della facoltà di non rispondere».

Tu, nella tua carriera, hai praticamente condotto ogni genere di spettacolo televisivo compresa La Corrida, un cult prima della radio poi della tv…

«Si tratta di due spettacoli diversi. Certo, quando me l’hanno proposto ho pensato a Corrado. Mi hanno definito il suo erede, come pure di Mike, persino di Vianello, e anche di Enzo Tortora. Ma ho accettato la sfida proprio per il rispetto che avevo di Corrado».

In tv come in tutti i settori tira aria di crisi. Tu come vivi questo momento “no”? «Io lavoro in una tv commerciale che vive di pubblicità e non di canone e ti assicuro che facciamo miracoli per mantenere un livello decente delle trasmissioni».

Intanto sento che la Rai sta trattando contratti miliardari.

«Ho sentito che Fazio se tagliato il compenso ma sempre tanti euro prende e poi Viale Mazzini sta trattando un ingaggio da favola con Maurizio Crozza, un personaggio che “tira” l’ascolto. Ma lui, come altri sinora, hanno lavorato in un ambiente protetto, senza commissioni e senza censura. Io lo trovo bravissimo, ma a Sanremo, fuori habitat, è andato nel pallone alla prima contestazione. E Fazio non ha saputo intervenire tempestivamente per evitare il corto circuito. Ci fosse stato Baudo si sarebbe sdraiato in mutande sul palcoscenico purché lo spettacolo continuasse senza intoppi».

Ultima domanda: nell’ambiente si dice che tu abbia, come dire, il braccìno corto. «Rispetto il denaro, ma ho smesso di credere nei soldi quando non sono riuscito a salvare né mio padre né mia madre».