Gaia De Laurentiis: Dopo 4 figli da tre uomini diversi ecco cosa ho capito dell’amore

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L’attrice, volto storico di “Target”, che vedremo da gennaio nella soap “CentoVetrine” su Canale 5, si confessa. La passione: «Da piccola pensavo che non fosse possibile la sessualità scollegata dall’amore. Con l’età mi sono ricreduta, ma il picco è quando sesso e amore si combinano». «Se mi guardo indietro e penso che ho avuto i miei bambini da tre compagni diversi, mi dico: “Non è possibile, questa non sono io”. Se oggi sono più equilibrata è perché ho fatto pace con me stessa e con il mio passato». E di Ignazio Ardizzone, l’ultimo marito, dice: «È l’unico vero colpo di fulmine della mia vita» Gaia di nome e di fatto si fa raggiungere al tramonto nella sua stanza d’albergo a Rivarolo, fuori Torino. Reduce dal set di CentoVetrine. Più affamata che stanca. Una delle rarissime volte in cui la sua colonna sonora nello sfondo non è baccano allegro di giovani voci. I quattro figli lasciati a Roma. Gli ultimi due, Emma e Massimo, avuti dall’attuale marito, Ignazio Ardizzone, neuropsichiatra infantile. A ricordarla così scricciola, quel volto da bambina refrattaria a diventare donna, fa impressione saperla quattro volte madre. Ma, conoscendola, t’impressioni meno. Gaia De Laurentiis è piccolina ma capace di passioni e storie più grandi di lei. Di bruciarsi e di rigenerarsi ovunque la porti il cuore. Romana, 44 anni, più di venti tra teatro, televisione e cinema, è la new entry della soap ambientata nel centro commerciale più famoso d’Italia. La soap di Canale 5, un’istituzione più che ventennale, ha recentemente aperto il suo set infinito ad attori di estrazione teatrale, Enrico Loverso, Galatea Ran- zi e lei, Gaia, che ha cominciato con il “Piccolo” di Strehler. Gaia si racconta a modo suo dalla stanza 321. «Una stanza minimalista, come piace a me. Attorno a me una valigia, due paia di scarpe, un copione con le scene di domani e un libro, Bella mia (Elliot), ambientato a LAquila durante il terremoto». 46 Dimmi di te a CentoVetrine. «Sono ima pasticcierà un po’ pasticciona». H chiami Gaia, come nella vita. «Un richiamo all’allegria. Gaia si fa voler bene. È sempre fuori luogo, colleziona gaffe con candore e bontà d’animo. Non ha il dono di capire le situazioni, stona col sorriso e la gentilezza». Per una con la tua storia d’attrice, recitare in una soap è una passeggiata di salute. «Assolutamente no. Quello delle soap è un mondo a parte. Devi sintonizzarti e intonarti. Cento- Vetrine ha ritmi forsennati, ogni giorno portano a casa una quantità incredibile di girato». Si rischia, da attori, il pilota automatico. «Questo è il rischio vero. Vale anche qui lo sforzo di essere ambiziosi ogni volta. Non sempre è facile». Quanto è forte il movente economico? «Molto forte». Tornare a fare teatro è la tua espiazione? «Il teatro non nobilita di per sé. Puoi fare un teatro di merda e una soap che non ti svilisce». Fammi l’istantanea del tuo presente. «Più felice e sereno che mai. Intensità e pienezza. Quando una vita privata gratificante è affiancata dal lavoro è il massimo. Il lavoro mi fa bene, rendo meglio anche in famiglia». Sei una mamma e una moglie migliore? «Sì, ma questo non vuol dire che senza lavoro sia una madre o una moglie da buttare via». Ci sono uomini che vogliono la propria donna segregata a casa e altri che accettano la sua dispersione nel mondo. Tuo marito? «Mio marito è ambivalente. Lui è un medico appassionato di teatro e musica, è felice del mio lavoro ma non strafelice quando sono fuori dal suo raggio. In generale, lo inquieta il mio essere fuori controllo». Vorrei e non vorrei… «È che siamo entrambi possessivi. Anch’io sarei ambivalente verso il suo mestiere se dovesse viaggiare». I possessivi possono andare oltre con un patto di fiducia. «Non si può. Me lo dice l’istinto che non ci può essere mai sicurezza. Che non ci si può mai rilassare o dare per scontato niente». Lui si sente in pericolo? «Parli di altri uomini?». Be’, sbirciando la tua biografia. Un falò di passioni. «Credo lui abbia il buonsenso di capire che le cose non sono mai come sembrano. Io, da uomo, sarei più preoccupato delle acque chete». Una guida per l’uso di Gaia.«Non saprei da dove cominciare». Sconosciuta a te stessa? «Ecco, se mi guardo indietro e penso che ho avuto quattro figli da tre uomini diversi, mi dico spesso: non è possibile, questa non sono io». E invece sei tu. «Se oggi sono una donna più equilibrata è perché ho fatto pace con me stessa e quindi con il mio passato». A teatro in Girotondo di Schnitzler. Testo scandaloso sulla sessualità. Funambolica. Interpretavi cinque donne diverse. Ti sei fatta un’idea chiara sul tema? «Ma proprio no. Mi auguro di non averle mai totalmente chiare le idee. Fosse così, mi saprebbe di morte». È possibile per una donna la sessualità scollegata dall’amore? «Da ragazzina pensavo non fosse possibile. Idealizzavo. Con l’età mi sono ricreduta. La sessualità può essere legata a cose che non sono l’amore, al fascino, al piacere dei corpi. Detto questo, il picco della sessualità è quan- do si combina con l’amore». Stai per tornare a teatro con stessa ora, il prossimo anno, partner Marco Columbro. «Una commedia. Due persone s’incontrano per caso, sposati e con figli, si piacciono e la sera stessa finiscono a letto insieme in un albergo. Per trent’anni si ritroveranno lo stesso giorno e nello stesso albergo. Molto divertente e con un finale a sorpresa». Mai dato scandalo a te stessa? «Ricordo una volta, quando iniziai una storia d’amore subito dopo averne chiusa un’altra. Ne parlai turbata a un’amica. “Sai, mi vergogno a dirlo, ma mi sento come se fossi vergine”». Elei? «Lei mi guarda e mi fa: “Non ti devi vergognare, tu sei una che riparte davvero da zero. È come se riacquistassi ogni volta una verginità”». L’hai raccontato a tuo marito? «Sono convinta che ai propri uomini non bisogna sempre dire tutto». Dirsi tutto non è il supera mento della gelosia? «La gelosia nella coppia, quando non è patologica, tiene viva l’eccitazione e l’interesse per l’altro, attiva le fantasie. Il giorno in cui non sei più geloso, è morto qualcosa». Alla conduzione di Target, eri il volto simbolo della televisione innovativa. Più di vent’anni fa. «La conduzione televisiva è un signor mestiere che fanno in troppi ai tempi d’oggi. Richiede talento e io non credo di averlo». Cosa ti manca? «Sono molto timida. Sul palcoscenico è diverso. A teatro sei protetto dalla maschera». Inizi a lavorare giovanissima. «Mia madre ci ha inculcato, a me e a mia sorella, il principio dell’autonomia. Il non dipendere da nessuno. Fin troppo rigida. Sono cresciuta così e solo negli anni ho recuperato la mia parte femminile. Una donna deve saper appoggiarsi ogni tanto, non c’è niente di male». Ti appoggi a tuo marito? «Ho imparato a farlo. Ignazio mi prendeva molto in giro all’inizio. Diceva che era impossibile farmi un regalo. Impossibile andare insieme per vetrine. Ma sto migliorando». Quanto è stato importante lui nel recupero della tua femminilità? «Fondamentale. Oggi, grazie a lui, sono molto più donna. Forse ancora non abbastanza per lui». Che cosa vi tiene insieme? «La giocosità. Ho la presunzione di credere che sia questa una base forte del nostro rapporto». Te la senti ti dichiararlo pubblicamente l’uomo della tua vita? «Sì. Sembra una di quelle facili e scontate romanticherie, ma non è così. Ho un’altra presunzione. Che se mi avesse conosciuto quando avevo diciotto anni, gli sarei piaciuta ancora di più». Cosa gli sarebbe piaciuto di quella Gaia che oggi non c’è più? «Sono diventata un po’ cinica con gli anni». Quattro figli con tre uomini. Fare un figlio è il suggello dell’amore? «Ho amato tantissimo anche senza figli. Non è detto che avere dei figli significhi amare di più. Questo non vale per mio marito. Lui è il vero, unico colpo di fulmine della mia vita». Fulmine a ciel sereno o tempestoso? «Stavo già fuori dalla storia precedente. E comunque non credo alla frottola dell’uomo che arriva e ti strappa via dall’altro. Se accade, c’è uno spazio e,se c’è uno spazio, vuol dire che hai mollato». Siete una famiglia allargata? «Non ho questo compiacimento. Non sono fiera di aver fatto quattro figli con tre uomini diversi. È successo, ma ne avrei fatto a meno. È una situazione complicata da gestire. Ci vuole intelligenza e sensibilità. Io sono figlia di separati e mia madre mi diceva sempre: “Tuo padre ha sposato un’artista. Devi portarle rispetto”. Era Giulia Lazzarini. Una gran donna». Lo sanno i quattro di essere figli di tre padri diversi? «Lo sanno bene, anche i più piccoli. Emma mi ha detto qualche giorno fa: “Ma tu, mamma, hai due mariti?”». E tu? «L’ho rassicurata. I quattro figli si amano moltissimo e sono gelosissimi l’uno dell’altro. Posso dire che in casa mia regnano la passione e la gelosia. Ogni tanto sentirei il bisogno di sentimenti meno accesi, ma poi riconosco che sono io il motore di tutto questo e, sai una cosa, non lo cambierei per niente al mondo».