Gabriel Garko: L’attore, protagonista delfilm Incompresa di Asia Argento, sfilerà sulla mitica Croisette

Alto, muscoloso, occhi chiari e profondi, sorriso e denti perfetti anche per la pubblicità di un dentifricio: è Gabriel Garko, l’uomo che “non deve chiedere mai”, come recitava lo slogan della vecchia pubblicità di un amaro. In 23 anni di carriera, la popolarità dellattore non ha mai conosciuto pause, merito forse anche del pubblico televisivo femminile. Una popolarità che nasce da lontano, quando lo sconosciuto 17enne di origine torinese decide di partecipare al concorso nazionale di bellezza maschile, Il + Bello d’Italia. È la fine di agosto del 1991: Dario Oliviero, questo il vero nome di Garko, sfila sulla passerella della discoteca Ai Pozzi di Loano (Savona). I suoi capelli sono molto più scuri, ma gli occhi magnetici e il sorriso sono gli stessi di oggi. A ogni concorrente è richiesta anche una performance in una disciplina artistica. Lui sorprende tutti e azzarda uno strip-tease mozzafiato, quello delle immagini che vi proponiamo in questo servizio. La vittoria è sua. E, da quel momento, Dario comincia a costruire la sua carriera di attore, in cui la fisicità rimane una componente importante. Cambia nome e diventa Gabriel Garko. «Mia mamma sognava tutto per me, dottore, avvocato, qualsiasi cosa tranne quello che faccio. Ma la passione per il cinema mi venne quando mio padre mi portò a vedere King Kong, per il quale mi spaventai tantissimo. Però da quel giorno cominciai ad andare alle proiezioni da solo», ha raccontato recentemente. Nel 1995 comincia con i fotoromanzi, ma non li considera un punto di arrivo. Lanno dopo accetta di recitare come protagonista per il regista Roberto Rocco, accanto a Francesca Dellera, in Troppo caldo, cortometraggio presentato al Festival di Venezia. Nel 1999 è l’unico attore italiano a essere inserito nel calendario di un noto mensile patinato, mentre nel 2000 ne ha uno a lui interamente dedicato. Il resto è… fiction. Perché sono le lunghe serialità – come L’Onore e il Rispetto, la cui quarta stagione andrà in onda a settembre – a regalare un successo sempre più grande al bello per eccellenza, buono o cattivo in base alle esigenze di sceneggia tura. Ma sono i personaggi da cattivo, quelli del mafioso Toniò Fortebracci e del criminale Nito Valdi, ad affascinarlo di più. «I ruoli da cattivo mi permettono di fare cose che nella mia vita non mi sognerei nemmeno… Per me recitare è come viaggiare nella mente degli altri, anche nei meandri più scuri. Perché dovrei interpretare dei personaggi che mi somigliano? E poi i cattivi sono più divertenti». Il ruolo che lo impegna di più, però, è quello del divo del cinema muto, nel recente Rodolfo Valentino – La Leggenda. Certo, la fiction in due puntate qualche polemica l’ha suscitata, vuoi per la scena di nudo integrale di 15 secondi del bel Gabriel, censurata nella versione italiana, vuoi perché forse gli ascolti e le critiche non sono stati all’altezza delle aspettative. Ma Garko si è dichiarato soddisfatto sia della sua interpretazione sia degli ascolti. Ed è vietato fare paragoni con il grande seduttore. Non si sbottona neanche se gli chiedi quali sono le regole base per sedurre una donna. «Non ci sono segreti quando si tratta di amore e di passione, altrimenti si ridurrebbe tutto a un libretto delle istruzioni e la cosa più bella del mondo diventerebbe la più brutta». E, se lo dice lui, cè da crederci, dal momento che nella vita privata ha amato per molti anni una donna come Èva Grimaldi e si vocifera la stessa Manuela Arcuri, ora sua grande amica e partner televisiva, abbia vissuto con lui una breve love story. Di amori attuali, però, non se ne parla: la vita privata dell’attore è ammantata di mistero. Gabriel non si sbilancia troppo nemmeno sull’argomento bebé: «Adoro i figli degli altri, ho dei nipoti e in un certo senso un po’ vivo la paternità grazie a loro, però, se la dovessi programmare, penso che non ce la farei mai». Nel ruolo di padre, comunque, lo vedremo in Incompresa, il film diretto da Asia Argento, in concorso nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes. Dalla passerelle di Loano alla Croisette; Dario Oliviero, di strada, ne ha fatta davvero tanta.