Francesco Arca: «Sono single da tanti anni e non ci vedo grandi vantaggi»

Sono lontani gli anni in cui sedeva sul trono più famoso d’Italia e le fanciulle entravano in competizione per conquistare il suo cuore. Oggi Francesco Arca, ex bello di Uomini e donne, ha trovato la sua strada nel mondo dello spettacolo, cimentandosi con successo nella carriera di attore, che nell’ultimo anno l’ha portato a dividersi tra set televisivi e cinematografici. Lo stiamo vedendo nella seconda serie de Le tre rose di Èva, poi su Raidue sarà il protagonista del telefilm di culto Rex 6 e, all’inizio del prossimo anno, volerà al c i n ema con Kasia Smutniak in Allacciate le cinture, nuovo film di Ferzan Òzpetek. Un periodo lavorat ivo intenso per Arca, che gli lascia così poco spazio per la vita privata. «Sono talmente tanti anni che non sono fidanzato che non saprei neppure più indicare le qualità che dovrebbe avere la mia donna ideale», ci spiega. «Ma ho una così grande stima per il genere femminile che penso non si possano catalogare le donne in base alle loro caratteristiche fisiche o mentali». «Mi sono fatto da parte con umiltà» Come ti senti nel ruolo di Marco Terzani, nuovo commissario del telefilm Rex? «Più passa il tempo e più mi rendo conto dell’importanza del progetto. Onestamente, non mi sono neanche reso conto di quello che mi stava accadendo e ho accettato il ruolo in preda alla più totale incoscienza». Qual è stata la maggior difficoltà che hai riscontrato durante la lavorazione? «La durata delle riprese. Per sei mesi, essendo il protagonista, dovevo essere presente sul set ogni giorno e il più delle volte dalla prima all’ultima scena. All’inizio è stata dura. E poi, per la prima volta, mi sono trovato a lavorare con un “collega” a quattro zampe, Achi, il pastore tedesco che interpreta Rex. Ho sempre avuto cani nella mia vita, sin da quando ero bambino, ma recitare al fianco di un animale non è un’impresa facile. Per fortuna sono stato aiutato da un grande professionista come Massimo Perla, l’istruttore di Achi». Quanto c’è di Francesco nel commissario Terzani? «Abbiamo in comune le origini. Pur avendo studiato dizione non ho mai voluto cancellare le mie inflessioni toscane perché sono profondamente attaccato alla mia terra. Nel mio percorso artistico non ho mai frequentato un’accade mia di recitazione, ma mi sono sempre avvicinato al mestiere di attore con grande umiltà, facendo un passo alla volta e creando, insieme a registi e sceneggiatori, personaggi che mi assomigliassero». A quale delle tue esperienze lavorative passate sei rimasto più legato? «A Ho sposato uno sbirro 2, che ha segnato il mio primo lavoro continuativo come attore. Avevo un piccolo ruolo, ma è stato un ottimo punto di partenza grazie al privilegio di lavorare con due grandi professionisti come Falvio Insinna e Antonio Catania». E ora sei tornato sugli schermi con la seconda serie de Le tre rose di Èva. «Non sto seguendo le puntate che vanno in onda da settembre perché, quando ho iniziato le riprese della seconda stagione, avevo perso un po’ di stimoli. Pensavo che il mio personaggio mi avrebbe portato ad altro, visto il successo della prima serie, ma quando ho constatato che non vi erano margini di crescita, in accordo con i produttori, ho deciso che fosse meglio concludere la mia esperienza. Hanno deciso di puntare su altri e io mi sono fatto da parte con umiltà». «lo e Kasia non stiamo insieme» Non c’è solo la televisione ma anche il cinema, visto che sarai protagonista di Allacciate le cinture, il nuovo film di Ferzan Òzpetek in uscita il prossimo anno. Che cosa ti aspetti? «La vera protagonista della storia è Kasia Smutniak, e io sarò il principale personaggio maschile. Non faccio alcun pronostico, non ho rivisto nessuna scena e sinceramente non mi immagino nulla di ciò che potrà accadere. Aspetterò febbraio del prossimo anno, quando uscirà nelle sale, perché sono dell’idea che i bilanci vadano sempre fatti dopo». A proposito di Kasia Smutniak che cosa ci puoi dire delle voci che vi vorrebbero fidanzati? «Ho già smentito più volte la falsa notizia di una nostra relazione. Sono single e non ho una fidanzata da così tanti anni che quasi non mi ricordo come sia una vita a due. Ma non vedo grandi vantaggi nell’essere single a 33 anni, forse ce ne erano di più quando ne avevo venti!». Stai cercando l’anima gemella? «Mi piacerebbe innamorarmi di nuovo. Credo che le storie d’amore vadano vissute intensamente senza spenderci intomo inutili parole».