Francesco Arca: Punta al cinema e mette su famiglia

Da un momento d’oro quello che sta vivendo Francesco Arca. Protagonista sul piepolo schermo con Rex 7 e, al cinema, nel film Allacciate le cinture, di Ferzan Ozpetek, l’ex ironista può anche strizzare l’occhio all’amore: fa coppia fissa con la sua ex storica, Irene Capuano, vista nel 2006 a Uomini e donne dove corteggiava il ironista Fernando Vitale. Questa volta, dopo una pausa di riflessione, pare che Francesco faccia sul serio con la modella. D’altronde, ora che è finalmente riuscito a dimostrare di essere un attore, può pensare anche alla vita privata e a mettere su famiglia. E Irene potrebbe proprio essere la donna giusta arrivata al momento giusto. «Se fallisco mi dedico al ristorante» Negli ultimi anni sei stato lontano dalla Tv. Che cosa hai fatto? «Ho sempre lavorato, ho partecipato ad altre serie come Le tre rose di Èva e ho studiato recitazione. Chiaramente adesso con Rex c’è stata una svolta televisiva importante visto che sono il protagonista insieme ad Achi, il pastore tedesco, di una serie trasmessa in 104 Paesi del mondo». Dopo la televisione anche il cinema si è accorto che non sei soltanto bello. Il fatto di essere stato un ironista ha pesato sulla tua carriera? «L’esperienza con Ferzan Ozpetek rimarrà indimenticabile. Ma devo dire che non mi sono mai sentito “ghettizzato” per il mio passato. D’altronde quando ho deciso di partecipare a Uomini e donne avevo 24 anni ed è stata una scelta giusta di cui non mi sono mai pentito: non ho mica ammazzato nessuno! Adesso faccio altre cose, ma è bello vedere il percorso di una persona: da dove parte e soprattutto dove arriva. Io ho messo tanto impegno in tutto quello che ho fatto, non ho mai mollato, neanche nei momenti più difficili, che sono stati tanti». Proprio in previsione di un momento difficile hai deciso di aprire un ristorante a Roma… «Sì, l’ho fatto anche per non rimanere intrappolato nel precariato tipico del lavoro di attore: l’ho aperto insieme ai miei amici Primo Reggiani e Matteo Branciamore. E poi, la mia è una famiglia di ristoratori e di cuochi, quindi è un mondo che conosco bene. Senza contare che me la cavo egregiamente ai fornelli: preparo un ragù speciale». Non c’è che dire: sei l’uomo perfetto da sposare. Hai mai pensato al grande passo? Adesso che sei fidanzato avrai voglia di fare progetti. «Sì, alla mia età è giusto pensare al matrimonio. Vedremo come andranno le cose con Irene». Sei felice di esserti finalmente tolto l’etichetta di ex di Laura Chiatti? «Non ho mai avuto alcun problema a essere considerato “ex di…”. Non rinnego mai nulla». Quale impronta hai voluto dare al tuo commissario Terzani, interpretato in passato da Kaspar Capparoni e da Ettore Bassi? «Ogni attore cerca di mettere parte di sé nel personaggio che interpreta. Nel mio caso c’è stato anche un cambiamento di immagine: per la prima volta Terzani è moro, ha i colori mediterranei e un carattere da duro del cinema di azione. Gli autori mi hanno chiesto di imprimere al personaggio uno stile più poliziesco: nella serio ci sono tante sparatorie che rendono la fiction più vicina alla realtà». Com’è stato lavorare con un cane speciale come Rex? «Prima di cominciare a girare abbiamo trascorso molto tempo insieme. Da parte mia c’è stato un vero e proprio investimento di energie: era importante conoscersi per poter creare l’alchimia necessaria poi sul set. In questo modo siamo riusciti a evitare di dover ripetere le scene troppe volte». È più facile lavorare con un cane o con un collega che recita come un cane? «Non sono così presuntuoso da giudicare un collega. Però posso dire che è più bello lavorare con gli animali perché nei momenti di tensione riescono sempre a tirarti su il morale. Ti si avvicinano, ti fanno le feste e riescono a comunicarti positività anche quando non hai voglia di sorridere». «Non ho cani, ho preferito un gatto» Quali sono state le difficoltà maggiori che hai incontrato nel girare le scene insieme a un cane? «I tempi sono completamente diversi da qualsiasi altro set. E poi devi recitare con un addestratore che sta dietro la telecamera a impartire ordini al cane, senza perdere la concentrazione. A questo va aggiunto che, con la crisi economica, i tempi di realizzazione sono diventati sempre più stretti: non ci sono tante possibilità per ripetere le scene». Sei soddisfatto di come sta andando la serie? «Sì, mantenere la media di due milioni di telespettatori è davvero un ottimo risultato». Hai animali in casa? «In Toscana ho otto cani che, quando mi sono trasferito a Roma, ho lasciato alla mia famiglia. Vivendo in un appartamento ho preferito un gatto: è decisamente più facile da gestire».