Francesca Testasecca: Ha ridotto di una taglia e mezzo il seno

Gioie e dolori della quinta misura… Se tanti maschi sono attratti dai décolleté vistosi e dalle donne maggiorate, per Francesca Testasecca avere il seno “fuori misura” è sempre stato solo un enorme problema. Già, perché non è facile sopportare un peso del genere, soprattutto se arriva persino a ostacolare i movimenti nella vita quotidiana. Così l’ex Miss Italia ha scelto di dire addio alle sue forme troppo generose, sottoponendosi a un intervento di masto- pessi, ossia di riduzione e di innalzamento del seno.«Non ho nulla contro i décolleté esplosivi, che fanno la gioia degli uomini, ma sono felice che i “balconcini” siano per me ormai solo un lontano ricordo», racconta la modella e attrice, in esclusiva a Nuovo. Contro il volere di suo padre e di suo fratello Nicola, Francesca si è fatta ridurre di una taglia e mezzo il seno. «Prima di entrare in sala operatoria quanta paura, però…», dice. Ci racconti quando e perché hai preso la decisione di farti operare? «Mi sono sempre lamentata del mio seno grande. L’ho ereditato da mia madre: ero ancora piccola e già per me rappresentava un problema. Nella fase adolescenziale ero arrivata alla quarta taglia. Poi, crescendo, i miei seni sono aumentati a dismisura: rispetto alle mie coetanee, io sono stata sempre più appariscente, il che mi faceva soffrire. Non parliamo poi di quando praticavo sport. Mi vergognavo a farmi vedere con quelle forme così generose e, secondo me, anche sproporzionate. A poco a poco, però, ho imparato a convivere con questa parte del mio corpo. Poi è arrivata la vittoria a Miss Italia e il problema è passato in secondo piano». Dopo il trionfo a Miss Italia che cosa è successo? «Il problema è riemerso quando si è presentata l’opportunità di entrare nel cast di Ballando con le stelle. Tutto quel movimento in pista mi ha fatto capire che era giunta l’ora di risolvere la questione. Una volta per tutte…». «A poco a poco mi stavo ingobbendo» Possiamo dire che al talent della Cariucci ballava più il tuo seno di te? «Eh sì. In quel periodo ho cominciato ad avvertire i primi dolori alla schiena. Dopo tante ore di allenamento, mi ritrovavo le spalle segnate dalle spalline del mio reggiseno. In più mi rendevo conto che mi stavo ingobbendo, un po’ per il peso e un po’ anche per la vergogna di mostrarmi. Quando indossavo una maglietta attillata e con un accenno di scollatura, mi pareva di essere volgare. Così è maturata in me l’idea di operarmi». Quando hai deciso di operarti, la tua mamma come l’ha presa? «Mia madre è l’unica che mi ha assecondata, perché capiva la mia sofferenza. Anche lei, infatti, ha sempre avuto un seno enorme. Io le ho consigliato, dato che ha 52 anni e quindi è ancora giovane, di operarsi. Ma ha avuto paura e si è tirata indietro».Chi ti ha accompagnata dal medico? «Mia madre. Non essendo mai stata da un chirurgo plastico, io non sapevo nemmeno a chi rivolgermi. Mi sono fatta suggerire da alcune persone il nome dello specialista che a- vrebbe dovuto operarmi: Giulio Basoccu. Ora posso dire che è stata la scelta giusta. Lui è molto professionale e bravo e in clinica sono stata trattata come una regina». Che cosa ti ha detto il chirurgo? «Mi ha messo subito davanti i prò e i contro di questo delicato intervento». Hai avuto qualche dubbio durante la visita? «Avevo soltanto paura che rimanessero molto visibili tutte le cicatrici. Adesso, trascorso qualche mese, posso dire che non si vedono affatto». Che ricordi hai del dell’opera- giorno zione e di quello precedente? «La sera prima, lo ammetto, ero molto preoccupata. E mia madre, che lo era altrettanto, mi trasmetteva una grande ansia! La mattina dell’operazione poi, però, ha prevalso la voglia di liberarmi una volta per tutte di questo disagio. Era il 16 aprile… come non ricordare quella data! Arrivata in clinica, mi sono riscoperta serena. Sapevo di mettermi nelle mani di un professionista scrupoloso. E poi, come quando devo presentarmi a un appuntamento importante, mi sono affidata ai santi e a Dio perché sono molto credente e praticante». A chi ti sei rivolta prima di entrare in sala operatoria?«A Padre Pio, perché è il santo “di fiducia” di tutta la mia famiglia, in particolare di mia nonna, che è stata miracolata. Poi mi sono affidata anche a san Francesco, di cui porto il nome. Mamma e papà hanno sempre avuto il culto del frate di Assisi, che era umbro, proprio come noi». Una curiosità: qual è stato il miracolo che tua nonna ha ricevuto da Padre Pio? «Anni fa, durante una gita a San Giovanni Rotondo, mia nonna venne colta da un infarto e per alcuni giorni rimase ricoverata in ospedale. Per fortuna, tutto si risolse nel migliore dei modi. Se nonna mi ha potuto raccontare quella storia, lo deve a Padre Pio».Durante la tua operazione hai pregato molto? «Sì, tantissimo. Lo faccio sempre, ogni giorno recito almeno una preghiera. Quando mi sono operata, non ho fatto altro che pensare a Dio e ai due santi. E devo dire che mi hanno ascoltata anche questa volta, perché l’intervento è riuscito benissimo. Sono stata ricoverata un paio di giorni e poi mi hanno dimesso. Il risultato finale è stato come lo avevo immaginato e, soprattutto, come me lo aveva prospettato il dottor Basoccu». Oggi, quando ti vedi allo specchio, ti piace il tuo seno nuovo e molto più piccolo? «Ero partita dalla quinta, ora indosso una quarta precisa perché il seno è ancora gonfio. Bisognerà aspettare ancora altri quattro mesi e arriverò alla terza abbondante. Mi sembra un sogno. Lo so che ci sono tante ragazze che fanno di tutto per ingrandirsi il seno e comprendo anche il loro desiderio, ma per me le forme generose sono state un tormento. Per fortuna la quinta oggi è solo un lontano ricordo».