Forza Italia apre anche al Mattarellum corretto: ma decide il leader, presto vedrà il sindaco

Silvio Berlusconi

Forza Italia si affida a Silvio Berlusconi per «formulare una rapida risposta al segretario del Partito democratico, consapevole che sulla regola delle regole, che è la legge elettorale, debba e possa esserci la più ampia condivisione possibile». Così hanno deciso, «in totale sintonia», fanno sapere, i notabili forzisti che si sono visti ieri pomeriggio per un paio di ore nello studio del capogruppo alla Camera, Renato Brunetta. Un vertice — erano presenti anche l’altro capogruppo Paolo Romani, i vice, Sandro Bondi e Denis Verdini — nel corso del quale, si legge in una nota, «c’è stato un accurato approfondimento delle diverse proposte che Matteo Renzi ha formulato la scorsa settimana in tema di riforma elettorale». Ufficialmente non viene comunicato quale delle tre ipotesi (spagnolo, Mattarellum rivisitato, Sindaco d’Italia) trova il consenso di Forza Italia. Ufficiosamente, però, viene confermato che il sistema in vigore in Spagna è quello preferito. Tuttavia, l’avere sottolineato che serve la «più ampia condivisione» a sostegno di un modello fa pensare che sia stata esaminata anche una soluzione subordinata e che questa possa essere il Mattarellum modificato perché avrebbe il gradimento non solo dei grillini, ma anche di Sel e della Lega nord. L’unica cosa certa è che «siamo contrari al Sindaco d’Italia», scandisce Romani. Angelino Alfano storce il naso perché al Nuovo centrodestra piace proprio quel sistema che consente ai partiti più piccoli di avere un maggior potere negoziale al secondo turno. La trattativa è avviata. Forza Italia e Pd cercano di non scoprire le carte. Ne è la riprova l’atteggiamento prudente di Maria Elena Boschi, che per conto di Renzi segue il dossier elettorale: «È presto per dire se convergeremo sullo spagnolo. È una delle proposte del Pd alle altre forze. Aspettiamo di vedere cosa accadrà negli incontri bilaterali che ci saranno nei prossimi giorni». Ciò che emerge con chiarezza è che il gruppo dirigente forzista riconosce come interlocutore il sindaco di Firenze del quale, aggiunge Brunetta, «apprezziamo il metodo di lavoro scelto», cioè avere voluto lavorare con incontri bilaterali. E così alcune voci raccolte nel capoluogo toscano indicano che il faccia a faccia tra i due potrebbe addirittura tenersi (domani o venerdì) proprio a Firenze. Recarsi a Palazzo Vecchio sarebbe la restituzione di un gesto di cortesia da parte di Berlusconi che aveva ricevuto Renzi ad Arcore nel dicembre del 2010, quando era premier. «Ora — conferma Brunetta — tutto è nelle mani di Berlusconi che nei prossimi giorni si vedrà con Renzi». Il Cavaliere potrebbe fare rientro a Roma in giornata proprio per seguire da vicino la delicata vicenda. Il suo obiettivo è fare sponda con il sindaco di Firenze nella convinzione che l’attivismo del segretario del Pd possa fare saltare i precari equilibri del governo Letta. Non solo. Dando il via libera, in tempi rapidi, entro marzo, a una sistema di voto di impianto bipolare, è opinione diffusa in Forza Italia, si impedirebbe la nascita di una qualsivoglia formazione centrista e si potrebbe ottenere anche — su questo Berlusconi ha insistito in modo esplicito nei suoi ultimi interventi — l’accorpamento tra politiche ed europee il 25 maggio. In ogni caso, il fatto che il Pd guardi da subito oltre il perimetro della maggioranza fa innervosire gli alfaniani. La cosa viene colta dalla Boschi che puntualizza: «Non credo che il Nuovo centrodestra farà venire meno il proprio appoggio al governo per una legge che non venisse incontro ai loro desiderata. La legge elettorale si fa nell’interesse dei cittadini e del Paese, non di un partito o di un altro». Replica Maurizio Sacconi, capogruppo Ncd in Senato: «Al di là delle intemperanze giovanili della Boschi, credo che prevarrà il buonsenso che vuole una legge condivisa innanzitutto dalla maggioranza che sostiene il governo e soprattutto coerente con l’orientamento della Consulta