Flavio Insinna, Dorme tre ore per notte, e abita in una casa molto strana

Flavio-Insinna-02

Ma non ci pensare neanche, faccio io!». Flavio Insinna mi strappa lo scontrino dalle mani per farmi capire che non ha la minima intenzione di lasciarmi pagare la birra e la coca che stiamo bevendo al tavolino di un bar, dietro la Rai. È un caldo pomeriggio romano di fine maggio e Insinna ha appena finito di registrare l’ultima puntata della stagione di «Affari tuoi», il programma di Raiuno che Flavio riprenderà a settembre con molte sorprese e novità. Siamo sul marciapiede e la gente passa, si ferma, gli fa una battuta e lui risponde. Da come le persone gli si rivolgono si capisce cosa intende quando dice: «Io ogni sera “ceno” a casa di milioni di italiani». Oltre cinque milioni, stando ai dati di ascolto del programma. «Certo i numeri sono importanti perché sono la certificazione di aver fatto bene il proprio lavoro, ma se dovessi scegliere un’immagine rappresentativa di questa meravigliosa stagione che si sta chiudendo non sceglierei una tabella dell’Auditel». Che cosa sceglieresti? «Uno a caso tra le migliaia di disegni che i bambini hanno mandato per mostrarmi come mi vedono loro da casa quando faccio le mie scenette e mi travesto. Sono il segno tangibile di un affetto che va oltre i numeri. Molti arrivano anche dai reparti degli ospedali. E sapere che puoi regalare mezz’ora di serenità in certe difficili situazioni è la soddisfazione più grande che si può avere. È per questo motivo che mercoledì 11 giugno faremo un’asta benefica a favore dell’ospedale Bambin Gesù, nella quale offriremo tutti i gadget che hanno accompagnato questa stagione di “Affari tuoi”». Il risultato comunque è che sei tra i personaggi più amati dal pubblico. Qui si fermano ogni due minuti a salutarti. «Sì, anche l’altro giorno ero in un negozio e la commessa ha cominciato: “Ma io la conosco, lei è il mio attore preferito, quello che ha fatto quella bella fiction” e ha iniziato a elencarmi la carriera di Alessio Boni. Poi sul finale mi ha detto: “Peccato che si è lasciato con la Laetitia Casta, era così carina”. Ero diventato Stefano Accorsi. Stavo per tirare fuori la carta di credito per pagare, ma per non deluderla svelando la mia vera identità, ho saldato in contanti». Beh, ti ha confuso con due belloni però… «Sì, infatti, strano eh?». No, no. A proposito di fiction, ne hai fatte anche tu e ci ritornerai, vero? «Sì, ho un progetto in ballo con Raiuno a cui tengo molto, una fiction sulla vita di Libero Grassi, l’imprenditore siciliano ucciso dalla mafia e diventato il simbolo della lotta al “pizzo”. Siamo a buon punto. Spero si faccia presto». Molta carne al fuoco. Ma adesso un po’ di vacanza la farai? «Per niente. Venerdì 6 giugno presenterò in prima serata su Raitre la celebrazione per i 25 anni della storica trasmissione “Blob”. E quest’estate mi chiudo in casa a Roma per scrivere il mio secondo libro. Questa sarà una storia d’amore. Non è autobiografico, ma c’è molto di me». E fuori dalle pagine, l’amore c’è? «Sono stato molto amato e non ho rimpianti, anche se per ora non ho messo su famiglia. La ragione di questa scelta è che non avrei voluto veder fallire un matrimonio per il fatto che non c’ero mai. Il mio lavoro non è molto compatibile con una vita normale, devi essere sempre pronto a scappare via per un provino». E tu ne hai fatti tanti di provini. Qual è il più surreale che ti ricordi? «Quello per il film del 1998 “I figli di Annibale” di Davide Ferrario. Eravamo a casa sua con Diego Abatantuono e Silvio Orlando e mi ha chiesto di improvvisare con due mostri sacri come loro. Non pronunciai neppure una sillaba. Andando a casa ero certo che mi avessero scartato, invece il giorno dopo arrivò la telefonata. Pare fossi stato molto bravo a stare zitto…». Se potessi fare una trasmissione scelta al 100% da te? «Farei una trasmissione notturna, così non mi annoierei nelle mie interminabili notti insonni. Una striscia quotidiana di pochi minuti nei quali presenterei una canzone e un testo poetico per augurare la buonanotte. Senza voler rubare il lavoro al mio amico Gigi Marzullo, sia chiaro». Ma quanto dormi per notte? «Dipende, stanotte non è andata male, mi sono addormentato alle 6.30 e ho tirato fino alle 10». E cosa fai in queste lunghe notti? «Guardo molta tv (conosco tutto il palinsesto notturno), ascolto la radio. Non leggo tanto, perché di notte non ho quell’attenzione necessaria a capire bene un libro». Stai sempre a casa dei tuoi genitori, anche dopo la morte di tuo papà? «Un po’ lì, con mia mamma e mia sorella Valentina, e un po’ nella casa che ho messo su per me». E com’è la prima casa tutta tua? «Strana. È tutta sbagliata, si dorme di sopra e per andare in bagno devo scendere di un piano. Ma a me piace così. Poi quando mi stuferò me ne andrò a vivere in barca». Roba esotica tipo Corto Maltese? «Ma va, a me piace il Mediterraneo, me ne starei in giro tra la Sicilia e la Sardegna. Sempre a mollo, sempre in costume, senza neanche farmi la barba. Come un vero selvaggio. E poi la barca è uno dei pochi posti nei quali riesco un po’ a dormire. Forse perché il mare mi culla come quando ero piccolo e mio padre mi portava in giro in macchina perché era l’unico modo per farmi addormentare». Tuo padre, che è mancato tre anni fa, è stata una figura molto importante, senti ancora la sua presenza al tuo fianco? Insinna, che per un’ora non ha mai smesso di parlare con la sua straripante vitalità, si zittisce un attimo. Apre il portafoglio e ne estrae un bigliettino di carta spiegazzato e un po’ strappato. «Questo biglietto me l’ha scritto lui e me lo sono trovato in tasca tanti anni fa quando stavo aspettando, nervosissimo, di entrare in scena a Sanremo per una delle mie prime serate importanti ». Me lo mostra. C’è scritto: “Domani sera raddrizza le spalle, sii orgoglioso di te perché meriti questo e tanto di più. In bocca al lupo, Papà e Mamma”. Adesso capisce perché ho vissuto coi miei genitori fino a 48 anni?».

3 Comments

  1. Marino Paolucci

    19 giugno 2014 at 13:12

    cara ilary, e lei come si permette di interferire nei pensieri e pareri altrui? Mi dispiace tanto per lei ed il suo caro signor insinna tanto grande e buono d’animo, ma questo è il mio parere perciò porti rispetto, soprattutto se chi scrive è uno un pò in la con gli anni.

  2. Marino Paolucci

    7 giugno 2014 at 15:39

    Che tipo, in effetti mi è sempre apparso come uno molto strano, ma non immaginavo a questi livelli, come si fa a non chiudere mai occhio come fa lui, o deve avere un sacco di debiti, o qualche cosa di talmente grave sull’anima che non gli permette di rilassarsi e di chiudere mai gli occhi, non si può spiegare in altro modo una cosa tanto grave e persistente, immagino inoltre come stia bene dal punto di vista psicologico, quanto sia al top la sua salute mentale, fresco e riposato com’è deve avere davvero le idee molto chiare nella vita, deve essere per questo motivo che poi quando è in tv qualsiasi cosa gli propongano di fare va a finire ormai da vecchia data sempre nello stesso scempiato modo, ma la rai continua a riproporcelo incondizionatamente, e a noi utenti che paghiamo il canone, non ci resta che piangere.

    • Ilary

      19 giugno 2014 at 02:19

      Ma come si permette? Non ha alcun diritto di giudicare la vita altrui. Soprattutto di una persona così buona d’animo e con un cuore enorme come il grande Sig. Insinna.