Flavia Pennetta: I miei sbagli in campo e in amore

http://appsoutletmax.com/product/autodesk-mudbox-2012-64-bit/ By on 15 gennaio 2014
Flavia-Pennetta

see url La bella tennista vive «un momento tranquillo e appagante» dopo un periodo difficile: «H o passato momenti molto duri per l’infortunio al polso, ma sono fiera di come ho reagito». E dopo l’addio con il collega Carlos Moya («mi ero lasciata assorbire da lui, ma dai pianti sono uscita più forte») rivela: «H o una storia con il modello Andrea Preti: ci stiamo conoscendo…», «lo mamma? Mi ci vedo benissimo. E non sarà per una sola volta» La intercetto lievemente ansimante. Un rovescio incrociato a due mani? Una volée sotto rete con affanno da rincorsa pazza? No, le borse della spesa. Flavia Permetta è appena rientrata nella sua casa di Barcellona, carica di acqua, verdure, pollo, frutta e insalata. Niente peccati di gola. Lei è tra i pochissimi umani al mondo che non crollano davanti a un vaso di Nutella. «Sono più per il salato che per il dolce», mi fa con quel suo esotico accento ispanico-brindisino che la rende ancora più charmosa. La richiamo un’ora dopo. Voce molto centrata e rilassata. «Ho appena pulito un melograno e finito di stirare…». Stiamo parlando, oltre che di un’impeccabile donnina di casa, della prima tennista italiana della storia riuscita a entrare nella top ten del mondo, che sembrava persa dopo ima sequenza di problemi e che, a trentuno anni, sembra aver ritrovato la voglia di pensare e picchiare palla in grande. Stiamo parlando di una delle cinque più avvenenti sportive italiane, secondo molti autorevoli e meno autorevoli sondaggi. Descrivimi la tua tana di Barcellona. «Hai detto bene, è proprio un nido. Un bilocale a mia immagine e somiglianza». Vacanze catalane? Ho staccato la spina per quindici giorni, ma ora si ricomincia. Otto giorni di lavoro duro con Sergi, il mio nuovo preparatore atletico». Che significa per la grande Pennetta staccare la spina? «Significa non toccare una racchetta per due settimane. Significa dormire molto, vedere amici e amiche, significa la rimpatriata dai miei in Puglia. Dovevo fare un salto in Argentina a trovare la mia amica Gisela Dulko, ex compagna di doppio, che ha avuto un bambino, ma non ce l’ho fatta». Che momento è della tua vita? «Tranquillo e appagante. Ho passato momenti molto duri, l’infortunio al polso, l’intervento, il ritorno difficile. Sono davvero fiera di me, di come ho reagito, di quello che sono riuscita a fare a trentuno anni». Mettiamoci anche le separazioni dure «Quella con Gabriel Urpi, il mio maestro, è stata la più dura di tutte. Avrei voluto chiudere con lui la mia storia di tennista. Gabriel è stato, ed è tuttora, un secondo padre per me». Separazione quanto traumatica? «Ci siamo seduti atavolino e abbiamo deciso insieme, serenamente. Lui aveva avuto una proposta dalla federazione francese e, con l’età, c’era anche la voglia di una vita meno zingara. Mi manca molto, ma quando mi serve un consiglio lui c’è sempre». La tentazione di smettere con il tennis? «Verissima. Dopo l’intervento al polso, ho ripreso a giocare a marzo, e pensavo di aver passato la parte più dura. Non era così». Risultati che non arrivavano. «Peggio. Avevo completamente perso il feeling con il mio tennis.

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