Filippo Magnini: Dopo l’addio con la Pellegrini sono sereno e senza rimpianti

http://emporiumsoft.com/product/autodesk-factory-design-suite-ultimate-2012/ By on 18 dicembre 2013
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source Mentre Federica ufficializza la fine del loro amore durato due anni, il campione di nuoto si mette a nudo in un libro: «Lei mi ha dato emozioni forti, resta importante, ma ora punto solo su di me; sul futuro». « È stato un anno difficile, ma il dolore mi ha forgiato». Ed entrambi tornano a vincere agli Europei | RE MAGNO Filippo Magnini. 31 anni, campione europeo nei 100 metri stile, ha vinto di recente un bronzo nei 200 metri agli Europei in vasca corta, in DanimaróaL A sin., con Tex fidanzata Federica Pellegrini. 25 che. invece, ha trionfato nei 200 stile libero: si sono detti addio dopo due anni d’amore. M ilano, dicembre Oltre l’acqua c’era un ragazzo che ha vinto tanto, ha perso, ha combattuto, combatte. E oggi oltre l’acqua c’è un uomo. Oltre l’acqua, Beyond, thè water è il libro fotografico con cui Filippo Magnini racconta i suoi vent’anni di nuoto. Lo fa per ribadire che di lui c’è molto più da raccontare oltre al suo amore, passionale, tormentato e ora chiuso (almeno per lei), con la regina delle piscine, Federica Pellegrini. Lui, a ogni accenno all’argomento, mette su lo sguardo da leone ferito. Vuole solo parlare di Re Magno, come lo chiamano i tifosi, l’unico nuotatore azzurro per due volte di fila, nel 2005 e nel 2007, campione del mondo nella gara più incerta in piscina, i 100 metri stile: «E sono ancora campione europeo in carica», ribadisce. Intanto,agli Europei in vasca corta, dove Fede si conferma regina dei 200 stile; lui, a quasi 32 anni, dice ancora la sua: argento in staffetta 4×50 metri stile e furiosa rimonta, fino a strappare un bronzo, in una gara inedita per Magnini, i 200 stile. Filippo, nel libro c’è una foto di lei, circondato da microfoni e telecamere, con lo sguardo di chi deve pesare le parole. È forse per la sua poca diplomazia che ora non è più capitano della Nazionale di nuoto? «Una volta dette le cose non si cancellano. Alla fine di una gara, tra gioia, tensione, arrabbiatura, bisogna saper pesare le parole. Tante volte l’ho fatto. Altre no. Di certo ho sempre detto quello che penso. Anche le cose più pungenti, le ho sempre dette a scopo educativo, mai per attaccare qualcuno. A me non piace fare la guerra. E sulla scelta del capitano, mi dispiace molto: per anzianità, e non solo, quel ruolo mi calzava». In questo libro c’è spesso l’immagine di un uomo solo. Si sente, e si è sentito, solo? «Se è la sensazione che emerge sono contento, perché rispecchia l’anima del libro, della vita del nuotatore, della mia vita. A 18 anni ho lasciato Pesaro, la mia famiglia, ho vissuto da solo per tre anni, dormivo da solo, mangiavo da solo, la sera mi ritrovavo da solo. A fine anno mi dicevo: “Ho parlato pochissimo, quest’anno!” Nel nostro sport sei tu e l’acqua, niente parole, niente rumori. Per questo è così difficile: devi avere una grande testa, con ben chiari i tuoi obiettivi». Il nuoto toglie qualcosa? «Un po’ di spensieratezza. Non sento di essermi perso^qualcosa, ma di aver dato delle priorità. Lo sport è stato, ed è, la mia vita, la mia priorità. Ho sacrificato , per esempio, le uscite con gli amici fino a tardi la sera. Ma è stata una scelta, non ho rimpianti». Questo libro è un punto di arrivo o un nuovo inizio? «È un progetto. Un punto fermo. Di certo più un inizio che un arrivo. L’inizio di un nuovo Filippo. Ma non ho intenzione di fare bilanci: voglio ancora dire la mia in piscina. E dopo mi piacerebbe comunque restare nello sport, che è la mia passione». Aveva sempre sognato di diventare papà presto come suo padre Gabriele. Sulla sua strada non ha ancora trovato la donna adatta? «Questo lo dite voi. Credo di poter scegliere quando sia il caso o no di parlare dei miei sentimenti. Adesso punto solo su di me, sul mio futuro». Però nel libro ci sono anche foto con Federica Pellegrini. «Certo, il libro racconta un anno e mezzo della mia vita. Lei c’era, mi ha dato emozioni forti. Sono certo che resterà una persona importante per me, come io per lei. Indipendentemente dal resto. E tutto il resto, in questo momento, lo voglio tenere per me». Ma è un momento di serenità? «Sì, direi di sì. È ovvio che esco da un anno difficile. Ho cambiato molte cose. E case. Ora resto a Verona, ma ho di nuovo cambiato allenatore. È la costante della mia carriera. Ogni anno c’è sempre un ostacolo, o un infortunio da superare. Ma il dolore mi ha forgiato. Ora non temo altro». Un regalo da fare e da ricevere? «Se posso essere egoista, vorrei avere gli ultimi anni di nuoto senza intoppi. Che siano due, al massimo tre, come è ragionevole pensare. O che magari siano dieci, e sarebbe un sogno. Basta che siano sereni. Un regalo lo farei ai miei e a mia sorella. Un bel viaggio tutti insieme come quelli che facevamo da ragazzini e che non siamo più riusciti a fare».

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