Federica Sciarelli: Ci racconta un’episodio che fece preoccupare molto sua madre

Federica Sciarelli,minacciata, perde le staffe - Chi l'ha visto- del 16.05.2012-2

E in onda dal 1989 ed è uno dei programmi più longevi e fortunati della nostra Tv, Chi l ’hci visto?, ogni mercoledì sera su Raitre, continua a offrire il proprio preziosissimo sostegno alle famiglie degli scomparsi, incarnando l’esempio più riuscito e vincente di Tv di servizio. La sua padrona di casa, Federica Sciarelli, giornalista coraggiosa e dalla grande sensibilità, confessa a Vero emozioni, riflessioni e ricordi del suo lungo viaggio nella cosiddetta terra degli scomparsi. Versino a lei, qualche volta, è quasi capitato di doversi rivolgere a Chi Vha visto? a causa di una personal trainer davvero speciale che è sempre al suo fianco.Nel poco tempo libero che hai a disposizione, che cosa ti piace fare? «La mamma, ma quella la faccio a tempo pieno. Mio figlio ha 18 anni e forse alla sua età vorrebbe che la facessi meno. Ho fatto per tanti anni atletica e lo sport resta una delle mie più grandi passioni: mi piace la corsa, la bicicletta e il pattinaggio. Tra P altro ho un personal trainer davvero speciale». Di chi si tratta? «Palme, la mia cagnolona, un pastore tedesco che si diverte a correre nel parco. Anche lei è allenata, corre più veloce di me. È talmente curiosa che ogni tanto c’è mancato poco che chiamassi Chi Vhci visto? per riacciuffarla!». Nelle ultime due settimane Chi Vha visto? ha fatto le ore a mezzanotte con Le storie di Chi l’ha visto?. «Abbiamo adottato questa formula per allungare il programma e riuscire così a riprendere in mano vecchi casi che seguiamo da anni e che nella concitazione della diretta in cui cerchiamo di privilegiare appelli, emergenze e scomparse recenti, non riusciamo a trattare come meriterebbero». «Vorremmo accontentare tutti» I telespettatori come hanno accolto ranea n qovuietsàt?a seppur tempo «Direi molto bene, visto che | settimana scorsa, per esempio, siamo stati il programma più visto di tutta la seconda serata, | conquistando uno share supe- | riore al 16 per cento. In realtà, I sono proprio i nostri telespet- ! tatori a scriverci di frequente chiedendoci notizie, sviluppi e | aggiornamenti su scomparse e I inchieste del passato. E in questo modo riusciamo anche ad accontentarli». «È un programma diservizio» Molti programmi che si oc- S cupano di misteri e cronaca j nera hanno subito nell’ul- | tima stagione una preoccupante flessione in termini di Pasecroclhtié.? A voi non è successo. «Chi l ’ha visto? è giunto alla sua ventiseiesima edizione, die- | ci delle quali condotte da me, e il rapporto che è venuto a instaurarsi in questo lungo tempo tra noi e il pubblico si è fondato j sempre su serietà, impegno sociale e grande professionalità. La gente sa che il nostro è un i programma di servizio nel senso più stretto del termine: un programma cioè che si pone al loro servizio, cercando di dare una mano alle famiglie degli scomparsi che vivono in un limbo di solitudine, incertezza e disperazione». «Aiuto fondamentale dai telespettatori» tà Oltre alla tua professionalie all’impegno di tutto il tuo gruppo di lavoro, un elemenztoio fnoen ddia mmoelntti aclaes in èe lclao srtiitsuoiltuotperloesppreiott daatollrei .segnalazioni dei «Sono loro, infatti, i veri segugi, quelli che offrono un aiuto fondamentale in molte delle vicende trattate. Spesso si è portati a credere che il nostro sia un popolo di egoisti e che, a maggior ragione in un periodo così difficile come quello che attraversa oggi il nostro Paese, ognuno pensi solo a sé, ai propri guai, disinteressandosi totalmente di ciò che capita al vicino di casa. Non è così. Chi l ’ha visto? mi ha dato l’opportunità in tutti questi anni di fare una sorta di ricerca sociologica, se così si può dire, sull’Italia e ne esce il ritratto di un Paese dotato di grande umanità, che sa bene che cosa siano altruismo e solidarietà». «Non puoi restare indifferente» Tra le tante storie drammatiche che ti trovi ad affrontare ogni settimana ce n’è qualcuna che ti turba di più? «A livello emotivo nessuna può lasciarti indifferente. Assorbì il dolore di chi ti chiede aiuto e lo trasformi in tenacia, impegno e desiderio di giungere alla verità. Naturalmente, da mamma, non posso che essere particolarmente sensibile a quelle che hanno per protagonisti i giovani. Fare i genitori non è un mestiere facile, non lo è mai stato, ma oggi ancora meno. Non è detto che un ragazzo che sta in casa, nella sua cameretta davanti al computer, sia più al sicuro di uno che gioca in strada. Il dialogo resta il miglior strumento per evitare l’innalzarsi di quel muro di incomunicabilità che spesso è alla base di molte scomparse volontarie da parte dei nostri ragazzi». Tu, da ragazza, hai mai procurato qualche particolgaernei toprrie?occupazione ai tuoi «Non sono mai scappata, ma mi piaceva viaggiare e magari ogni tanto partivo all’improvviso con gli amici e telefonavo non così spesso a casa. Ma lo facevo solo per risparmiare. Certo quando a tredici anni mia madre mi ha visto in sella a un motorino, che avevo comprato di nascosto a metà con una mia amica, per poco non le è preso un colpo!».