Famiglie e imprese: ecco quanto costa indebitarsi

Crolla ai minimi l’erogazione di prestiti dalle banche: in ottobre, il 3,7% in meno rispetto allo stesso mese del 2012, ha detto ieri la Banca d’Italia (era il -3,5% in settembre, su base annua). Chi ha chiesto meno soldi sono le imprese, -4,9%; per le famiglie, la riduzione è dell’ 1,3%. Ma quanto costa oggi prendere denaro a prestito, ammesso e non concesso che gli istituti di credito acconsentano? I tassi stanno calando, ma restano elevati, spiegano dalla Confindustria agli artigiani di Mestre. Per le piccole imprese siamo al 5,12%, le grandi viaggiano intorno al 4,36%, ma per chi non macina utili si arriva al 9%. E i prestiti personali alle famiglie «possono superare il 14%», dice Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo; mentre i mutui sono al 3,9% medio, ma concessi col contagocce. Consumatori e imprese attribuiscono la frenata alla stretta creditizia, le banche al calo della domanda per la crisi. «Bisogna spingere la ripresa—dice Gianfranco Torriero, direttore centrale Abi—e creare le condizioni perché ripartano investimenti e consumi. C’è bisogno di una scossa da parte del decisore politico». Ma vediamo i casi. Prestiti personali Qui il tasso annuo effettivo globale (il taeg, comprensivo delle spese) era del 9,28% all’ottobre scorso, dice la Banca d’Italia. E’ un dato in calo, è vero, rispetto al 9,65% di un anno prima, ma è alto, se si paragona con il tasso Bce dello 0,25% con il quale le banche si approvvigionano di liquidità (tasso Bce il cui calo comunque, è stato inglobato: era dello 0,75% all’ottobre 2012). Naturalmente, è la media di Trilussa. Per un prestito di 2 mila euro da restituire in due anni, ha calcolato Altroconsumo il mese scorso, il tasso era del 10% nel migliore dei casi. E all’aprile scorso, secondo i calcoli di Corriere Economia, era del 13,2% il taeg medio per un prestito di 5 mila euro, a 24mesi, fra le sei maggiori banche e le Poste: per avere 5 mila euro ne andavano rimborsati 5.782. A incidere è spesso la polizza assicurativa, che può toccare anche i 900 euro per un finanziamento di 15 mila euro in 72 mesi. È facoltativa, ma molte banche continuano a chiedere che sia sottoscritta, pena la mancata concessione del finanziamento. In più ci sono le spese d’istruttoria (nel caso dei 15 mila euro possono toccare i 450 euro). Così i costi lievitano come il panettone. I tassi dei prestiti non sono confrontabili, perché le banche non sono più obbligate a pubblicarli sui prospetti informativi. «In dieci mesi i prestiti personali sono scesi del 10,1%— dice Giuseppe Piano Mortari, presidente di Assofin—. È in calo la domanda anche per elettrodomestici o elettronica di consumo, tipici di Natale». Mutui Qui il Taeg (Tasso annuo effettivo globale) medio, all’ottobre scorso, era al 3,9%, contro il 4,06% di un anno prima, dice la Banca d’Italia. Un calo anche in questo caso, dunque. La distinzione fra tasso fisso e variabile resta evidente: 5,1% in media il primo, 3,9% il secondo (dati Crif, giugno 2013). Ma avere un mutuo non è così semplice. Secondo un’indagine di Altroconsumo condotta in ottobre in 155 agenzie di dieci città, un’agenzia bancaria su quattro ha detto no a un mutuo di 240 mila euro a un dipendente a tempo indeterminato con stipendio di 4 mila euro al mese. Nei primi dieci mesi di quest’anno i flussi di mutui erogati per l’acquisto di case sono precipitati del 9,7% , dice del resto l’Assofin. Imprese Due le tendenze per le aziende: scendono i tassi per le piccole e virtuose, salgono per le grandi in difficoltà. In ogni caso, sono sopra la media europea. «I tassi a medio termine per un prestito fra uno e tre milioni sono al 3% per le aziende che possono garantire il rientro, all’ 8-9% per le altre—denuncia l’imprenditore Paolo Ravagnan, responsabile credito di Confindustria Padova —. Ieri la forchetta era più stretta, fra il 5% e l’8%». Secondo la Cgia Mestre, i tassi sui nuovi prestiti fino a un milione di euro (per le Pmi quindi) sono al 5,12% (dato a ottobre): è meno del 5,75% di dicembre 2012, ma è più della media dell’area euro (3,96%). Fa peggio solo la Spagna (5,5%). Per le grandi, con prestiti sopra il milione, il tasso italiano è al 4,36%, in crescita sul 3,38% di dicembre 2012 e un punto e mezzo sopra la media Ue(2,96%). «Il problema è che l’82% dei finanziamenti finora è finito al 10% degli affidati — dice Giuseppe Bortolussi, segretario Cgia —: non piccoli imprenditori, famiglie o partite Iva, ma grandi gruppi nelle cui mani è concentrato il 79% delle insolvenze.