Fabrizio Frizzi: Amori e gelosia, amici e nemici, successi e cadute

In tv è la rivelazione di “Tale e quale show” e a casa un papà felice, innamorato delle sue donne: «Sono pazzo di mia figlia, è un miracolo». Della compagna Carlotta, di 25 anni più giovane, dice: «Sono così grato per la felicità che mi ha dato! Ho addirittura superato la gelosia..». Poi si toglie qualche sassolino dalle scarpe: «Sgarbi? È stato scortese con me; io l’ho ospitato, altri lo avrebbero sbattuto fuori». «Del Noce mi mise fuori da Rai Uno perché ero stimato dalla gente. Fece lo stesso con Baudo e la Carrà. Per rientrare accettai “Ballando”» Jeans, camiciona a strisce, scarpe rosse dabaskettaro del Kansas dentro le quali caracolla un ragazzone allegro. Fabrizio Fabulous Frizzi, quando ride, cade tutto in avanti. Si cappotta. Ma mica tanto per dire. Si «direbbe una vertigine da riso. Solo che lui non ride, ha le convulsioni, un entusiasmo misterioso che chissà da dove viene. Si rovescia, si butta, non si controlla. E, siccome ride spesso, me lo ritrovo ogni volta addosso, simpatico e sgangherato. Sta spopolando a Tale e quale show, lo show mimetico su Rai Uno di Carlo Conti. Già sorprendente al suo primo exploit da Pelù, si è poi esibito da Sordi a Ruggeri, Cutugno e Max Gazzè. «Uno che non respira quando canta e sembra un cartone animato», dice lui, che asua volta ha molto del cartone animato. Ci accomodiamo nella postazione della giuria, io seduto al posto di Claudio Lippi, lui a quello della Goggi. Squilla il cellulare e l’immagine di una pupa di sei mesi trasforma d’incanto l’eterno ragazzone in un brodo di giuggiole. Papà Frizzi ride. Quando ridi cadi tutto in avanti… «È proprio così. La Carrà quando ride va tutta indietro, io invece cado avanti. Me l’ha fatto notare anche uno su Facebook». Che ti ha detto? «Che sembro un deficiente». E tu? «Ho risposto che “deficiente” si scrive con la i e che lo ringraziavo per il premuroso riscontro». Allora è vero che sei un buonista: rispondi pure a quelli che t’insultano su internet. «Io sono un buono, non un buonista. Buonista sa di facciata, ma se invece s’intende che sono il bravo ragazzo della porta accanto o che faccio la donazione del midollo, allora ci sto. Mi piace essere uno di cui ci si può fidare». Non mi alzo da qui finché non riesco a farti dire qualcosa di malvagio. «Io non ce l’ho il lato malvagio». Te la cavi bene a fare il trasformista. «Sembra un gioco. Quello che da casa non vedono è quando manca l’aria e ti salgono le pulsazioni a 120, il che vuol dire emergenza fisica, soprattutto se devi cantare Pelù». Come fai a saperlo che sono 120? «Conto i battiti, sono un maniaco in questo. Alla mia età è proibito superare i 160. La sera di Pelù ero a 120. Ero in apnea, in panico». Ti è capitato altre volte? «Ricordo una specie di paralisi in un’edizione speciale di Ballando con le stelle. Non avevo più ballato dopo la partecipazione dell’anno prima». Risultato? «Défaillance clamorosa. Dovevo fare un jive, ho dimenticato tutto. Ho cominciato a ballare di fantasia. Samanta Togni, la mia severissima partner, mi ha fulminato con lo sguardo». Sono riusciti a far ballare Boldi. «Poverino, ha fatto una fatica incredibile. L’ho visto molto dispiaciuto quando è uscito». Incavolato nero, più che altro. «Se devo spendere un euro per votarti, ti voto solo se sono pazzo di te o se sei un amico. Non caccio l’euro solo perché mi sei simpatico. L’anno scorso, a Miss Italia, una signora del pubblico lo disse chiaro: “Questo gioco non è democratico, chi ha i soldi può votare di più”». E tu? «In diretta ho fatto il vago. La verità è che aveva ragione. Una volta, mandare il voto costava 127 lire». Pulsazioni a parte, ti diverti un mondo a Tale e quale show. «Nel nostro lavoro ogni volta ti rimetti in gioco. Puoi bruciare una carriera di trent’anni in cinque secondi di follia. Qua il rischio grosso era sentirsi dire: “Non fa per te”. A differenza del ballo, amo cantare». Con Piero Pelù hai fatto strike. «Non pensavo proprio di vincere, anche perché non l’avevo fatto bene come in prova. Nei messaggi agli amici ora mi firmo: Piero Pelù ex Frizzi». Sei stato un Sordi credibile. «Un omaggio. Amo Albertone. L’ho fatto con grande rispetto. Si rischia la macchietta a imitare chi non c’è più. Non mi è venuto benissimo invece Toto Cutugno, che pure ha un’espressione sola». Il più complicato? «Max Gazzè. Prende fiati brevi e veloci, e poi ogni tanto gli scappa la zeppola con la esse». Da Ruggeri non sei piaciuto. «Mi hanno dato tutti cinque. Ma non me la sono presa. Mi piace anche essere trattato male, c’è più verità. E, poi, tutti gli altri sono bravi, s’impegnano da matti». Una performance impressionante? «Attilio Fontana che fa Giuliano Sangiorgi dei Negroamaro. Cantare Giuliano Sangiorgi è roba da pazzi anche per Giuliano Sangiorgi. La cosa per cui mi odio è che io nella prova generale do il meglio, poi mi rilasso e non raggiungo più quel livello». Dimmi da collega di Carlo Conti. «È stato molto affettuoso nel propormi questa partecipazione». Dubbioso se accettare? «Bisogna ponderare sempre. Ho sbagliato a dare risposte fino a un anno fa, ora mi sono imposto questa regola di prendere tempo». La curiosità è scimmia. Che risposte hai sbagliato? Non te lo posso dire, si tratta di trasmissioni in corso». Hai ponderato e poi accettato. «Avevo goduto della nascita di mia figlia, ero pronto per rientrare. Tale e quale show lo guardavo sempre». Hai svicolato su Conti. «È affettuoso e protettivo. Con me particolarmente. Forse perché erano in tanti a dirmi prima: “Ma chi te l’ha fatto fare?”. Adesso, mi dicono tutti che ho fatto bene». Fu così anche per Ballando? «Mi appoggiò solo la mia compagna. In quel caso fui costretto ad accettare. Ero fuori dal giro di Rai Uno dopo la discussione con l’allora direttore Del Noce. Qui, invece, potevo anche dire di no. Ho accettato per convinzione. Carlo è cresciuto tanto professionalmente negli ultimi anni». È lui il nuovo mattatore in Rai. «In Tale e quale show si diverte come un matto. Ha creato un’alchimia di gruppo, coglie tutte le sfumature. È un allenatore che gestisce alla grande lo spogliatoio. Qui è ancora più bravo che in I migliori anni». Quanta rivalità tra voi in gara, dietro moine e smancerie? «La competizione c’è, ma non sfocia mai in veleni. Le rivalità vere erano quelle dei nostri predecessori. Ricordo le scaramucce tra Corrado e Mike Bongiomo ai Telegatti…». Corrado, il più grande di tutti. «Anche per me. Una volta lo dissi a Mike e lui ci rimase male. Lui, Baudo, Tortora, tutti mostri sacri, per carità, ma Corrado era unico. Una libertà di pensiero rara. Era talmente un cavallo pazzo che non gli fecero mai fare nulla d’istituzionale, a parte, forse, un Sanremo». L’hai frequentato da vicino. «Stargli accanto era come andare al parco giochi per un bambino. Complice anche quando ti prendeva per il culo con le sue battute. Io ero un secchione, scrivevo tutto sul mio computer, lui mi sfotteva sornione: “Scrivi, scrivi pure”. Poi, in onda, mi massacrava. Una grande lezione». Non hai detto ancora nulla di malvagio. Ce la puoi fare. Ti aiuto, parliamo di televisione. «Tra la bambina e il lavoro che finisce tardi ne vedo sempre meno. Molto sport, mi registro tutto e lo guardo a notte fonda». L’insostenibile in video? «L’arroganza e la maleducazione. Mi sono andato a vedere quel Radio Belva: be’, preferivo il Cruciani di anni prima, quando era garbato e cordiale. Non mi piacciono le aggressioni. Un conto è farlo al telefono, altro è di persona. Ti ritrovi poi uno come Sgarbi che ti risponde…». Sgarbi non è stato carino con te e Carlo Conti. Ha detto che la vostra televisione è dimenticabile. «Certo, lui come personaggio rissoso che esplode in tutti i talk show viene usato per creare l’incidente. Ma io e Conti facciamo un altro mestiere. Siamo professionisti delFintrattenimento, abbiamo il dovere della misura». Resterete nella storia della tv? «Carlo sicuramente ci resterà per il suo Tale e quale show, io per i miei Scommettiamo che…? e le mie quattro Lotterie Italia. Sgarbi, con il suo programma in prima serata, ha fatto meno di Per tutta la vita, che è stato il mio più grande incidente di percorso. Un flop, il suo, costato l’ira di Dio». Tutta qui la replica a Sgarbi? «Grande critico d’arte, ma io sono stato sempre gentile con lui anche quando ospite da me leggeva i suoi libri o faceva le sue telefonate. Altri l’avrebbero sbattuto fuori». Volevi essere Frizzi da bambino? «No, volevo essere Giuliano Gemma. Il Gringo dei suoi film. Mio padre li distribuiva, me lo fece conoscere. Lui mi regalò il dollaro bucato del film. Venne perso da mio fratello. Ho pianto quando ho saputo della sua morte». Quasi 33 anni di storia televisiva. «Dovunque vado in Italia, sento l’affetto che mi torna alla grande. È stata una semina costante. Sono una persona affidabile, l’amico di percorso come sono stati Corrado e Baudo. Due risate con me se le sono sempre fatte. Il sano divertimento di Scommettiamo che…?, l’eleganza di Miss Italia». Miss Italia, intanto, cancellato dai palinsesti Rai. «Scelte che capisco. Ragioni economiche, il periodo storico. Ma io non posso rinnegare diciassette anni della mia vita. Mi ha portato fortuna: ho incontrato Carlotta, la mia compagna. Partecipò nel 2001, ci siamo innamorati l’anno dopo». A sfilarti Miss Italia fu Conti. Lì per lì, ammettilo, l’hai detestato. «Il primo anno non ero sereno, normale, ma non ce l’avevo con lui. C’era rispetto tra noi. Il problema fu il modo in cui venni buttato fuori. Avrei dovuto fermarmi io, dopo quindici anni, ma non sono stato capace. Poi, quando succede che ti mettono alla porta, chiaro che ci resti male». Questa storia dell’eterno ragazzo. «Quando arrivi a 55 anni e ti definiscono “ragazzo” non è male, sulla scia di Gianni Morandi. Mi dà fastidio, invece, la storia del buonista. Ma non più di tanto. In passato ero più permaloso. Internet è una grande terapia. Twitter, i blog e Facebook ti guariscono. Dopo aver letto di minacce di morte, ti preoccupi per quelli che scrivono, non più per te». A quello che si augurava la tua morte che hai risposto? «“Grazie del pensiero, ma spero proprio che non rimanga soddisfatto”. Devi stare attento sui social network. Una tizia mi scrisse che voleva fare sesso con me». E tu? «“La ringrazio per la cortese proposta, ma la mia vita è già piena di esperienze straordinarie e non posso aggiungerne un’altra”. L’ho smontata». Hai il potere di cancellare cose e persone del tuo passato. «Il malessere più grande della mia carriera, la sera della morte di Falcone. Incatenati alle regole dell’azienda, andammo in onda lo stesso. Non avevo allora l’autorità che oggi userei per dire no. Fu una gigantesca figura di merda, una cosa vergognosa». Il Frizzi che non sanno. «Lavorando per anni a ritmi forsennati, mangiando Pavesini nei ritagli di tempo, ho imparato a gestire i riposi. Quattro minuti in camerino, spengo le luci e respiro lento, ventitré volte. Se voglio posso dormire cinque minuti e recuperare stando seduto su una sedia ». Il Frizzi offeso dalla vita. «La vita è strana. In pochi giorni, undici anni fa, mi ha regalato l’amore nuovo deliavita, Carlotta, e tolto il lavoro. L’ambiente che era stato mio per anni mi volgeva le spalle. La mia carriera sembrava finita. Me neandai a Canale 5, anche se poteva sembrare un tradimento. Non potevo accettare di stare fermo». Te la sei poi spiegata tanta ostilità di Fabrizio Del Noce? «Lui ha l’orgoglio di andare controcorrente. Frizzi è stimato dalla gente? Io lo metto fuori. Fece lo stesso con Baudo e la Carrà». Tre donne della tua vita, Rita, Carlotta e Stella. «Rita Dalla Chiesa, una storia lunghissima. Io avevo venticinque anni, lei trentasei. Suo padre era appena stato ucciso come sappiamo, il mio era morto da tre mesi. Rita è stata un grande stimolo. Per essere alla sua altezza mi ha spinto a crescere in fretta, a fare i salti mortali. Le sarò grato a vita» . Carlotta, la tua compagna di oggi. «Carlotta ha aperto una nuova vita per me e, di questa vita, lei è la mia donna. Solo io e pochi privilegiati sappiamo che persona meravigliosa è». Gelosia senile? «Sono talmente grato alla felicità che mi ha dato questa donna che, se anche un giorno dovesse finire, so che nessuno mi porterà via questi undici anni di felicità». Tutto troppo edificante. Nessun pensiero ingombrante? «Ero ingombrato i primi tempi. Io sono sempre proiettato nel futuro. Esagero. Nel palazzo nuovo vedo già le rovine. Ma poi mi sono deciso a stoppare, se no ci si rovina la vita. La gelosia distrugge inutilmente la vita. Se io sono geloso e lei non fa niente, la induco a farlo. Un giorno potrebbe dirmi: “Ecco, ti ho fatto contento”». I tuoi tweet su Stella hanno commosso persino un rude come il manager Lucio Presta. «Sono pazzo di lei. Non immaginavo più arrivasse una figlia nella mia vita. Ci avevamo provato anche con Rita. Mi ero serenamente rassegnato. Il Signore mi ha dato tante gioie, questa non me la dà, ho pensato. Pochissimi giorni dopo ho concepito mia figlia. L’ho preso come uno schiaffetto morale del Signore». Dimmi di Stella. «Sei mesi, segno del Toro, grande carattere e una dolcezza meravigliosa. Ho capito che fare i genitori è la cosa più bella e difficile che ci sia. Mi preparo per essere un padre presente e affettuoso ma con le regole. Senza regole non si va da nessuna parte».