Ewan McGregor: Ora è tornato al cinema, e si innamora di Jim Carrey

Nato in una famiglia profondamente non religiosa, Ewan McGregor ha quasi 40 anni. Sposato da 14 anni con la scenografa Eve Mavrakis, ha tre figli: Clara Mathilde di 13 anni, Esther Rose di 8 e Jamiyan, sempre di 8 anni, nata in Mongolia, che la coppia ha adottato nel 2006. Divo che più anti-eroe non si può, McGregor, visto che anche dal punto di vista professionale, ha sempre scardinato l’idea stessa di standard. Basti pensare al primo film che lo fece conoscere, quel provocatorio, violentissimo Trainspotting su una nuova “lost generation”. Fa effetto pensare alla parabola artistica dell’attore, che in seguito ha saputo alternare film a basso costo, di nicchia, di autori indipendenti e anche maledetti con ruoli e film dalle dimensioni colossali, epiche, su tutti Guerre Stellari, la seconda trilogia nella quale George Lucas lo ha voluto nei panni dell’esperto cavaliere Jedi Obi-Wan Kenobi.La sua passione per la motocicletta lo porta poi, quando è lontano dal set, nei suoi spazi al di fuori della vita familiare, in giro per il mondo. Non va proprio dietro l’angolo quando inforca la sua superbike e, insieme agli amici, prende la via di fuga da tutto e da tutti. ESPERIENZE DI VIAGGIO A CAVALLO DI UNA MOTO Come insieme a Charley Boorman, fido compagno di mille avventure, con cui Ewan ha macinato migliaia di kilometri (da Londra a New York per un ‘giretto’ di 115 giorni). Ha anche raccontato questa sua esperienza in un documentario di ben 13 puntate venduto poi alla tv inglese. Long Way Down è insieme un reportage di viaggio e una testimonianza di quell’ancestrale desiderio di perdersi, esplorare, scoprire che è alla base della conoscenza umana. Sempre sulla due ruote, e anche in compagnia della moglie Eve che lo ha raggiunto a metà tragitto, Ewan e Charley nel 2007 hanno percorso in moto dal promontorio John O’Groats in Scozia fino a Città del Capo in Sud Africa (per la bellezza di 24 mila chilometri). Durante il viaggio si è concesso perfino il lusso di girare uno spot della nota marca di profumi Davidoff, intitolato Davidoff Adventure, andato in onda nella primavera 2008. Quando non guida, l’attore fa naturalmente il suo mestiere. E ultimamente ha girato due film a distanza ravvicinata, che non potrebbero essere più diversi: Angeli e demoni e I Love You Philip Morris. Il primo segna il ritorno dietro la macchina da presa di Ron Howard dopo l’esperienza tumultuosa de Il Codice da Vinci, tratto dall’omonimo romanzo di Dan Brown, caso letterario e scandalo ormai polveroso dopo aver scoperchiato parecchi ‘altarini’ alla Chiesa Cattolica. O meglio all’Opus Dei. E se tocchi i cosiddetti “poteri forti” il percorso successivo è tutto in salita. Lo sa Dan Brown e lo riprova adesso, dal 13 maggio in poi, quando un secondo film tratto da suo secondo romanzo, Angeli e demoni, appunto, è stato confezionato da una Hollywood che a volte sembra tirare il sasso e poi nascondere la mano. McGregor in Angeli e demoni interpreta il Camerlengo, ovvero una sorta di vice Papa che guida una confraternita, gli Illuminati, autentico potere occulto che decide le sorti dell’umanità credente. Curioso destino, per l’attore, che non è affatto religioso, anche se non nega che un essere umano possa avere bisogno di credere in qualcosa o qualcuno. Per quanto riguarda l’educazione dei figli, inoltre, Ewan afferma che non conta tanto l’avere fede o meno. Bisogna amarli e basta. Perché l’affetto e il rispetto dei valori fondamentali della vita non hanno nessun ‘colore’ religioso, etnico, sessuale o politico. E a proposito dell’ambito sessuale, l’attore scozzese persegue una sua strada professionale che lo ha portato, nell’altro suo film che vederemo presto, nel ruolo di un gay. Stiamo parlando del già citato I Love You Philip Morris, commedia agrodolce che sarà distribuita in Italia dalla Lucky Red, la minimajor di Andrea Occhipinti, sempre molto attenta a far conoscere tematiche fuori dalla morale comune, senza falsi pudori e attraverso scelte di ottimo stile narrativo. Tra le ‘minoranze’ da difendere, tra le alternative al gusto corrente, c’è sicuramente questo film di Glenn Ficarra che è l’emblema del pregiudizio e che le vicende faranno cadere. È stata tribolata, la vita di I Love You Philip Morris, fin dalla sua presentazione al Sundance Film Festival. Non ha trovato un distributore fino a pochissimo tempo fa e sembrava, in un primo momento, che molte scene dovessero essere stravolte per farne un film per tutta la famiglia. Ewan McGregor non si è risparmiato: la pellicola è firmata da Glenn Ficarra e John Requa e ci sono, oltre che Jim Carrey, anche Leslie Mann, Rodrigo Santoro, Nicholas Alexander, Michael Beasley, Tony Bentley, Allen Boudreaux, Jessica Heap, Dameon Clarke, Antoni Corone. Racconta la vera storia di Steven Jay Russell (Carrey), un etero sposato che ad certo punto si rende conto di essere gay. Si separa dalla moglie e si trasferisce a Miami. Qui inizia ad organizzare piccole truffe, ma lo porteranno in carcere. In galera si innamorerà del suo compagno di cella, Phillip Morris (McGregor).