Emanuela Tittocchia: “Ho perso mia Nonna, ed è sparita la badante e gioielli”

Emanuela Tittocchia

Sua nonna Pia era gravemente malata di Alzheimer. Lei sapeva che, da un momento all’altro, l’avrebbe persa, perciò in cuor suo credeva di essere preparata. Invece quando la nonna è mancata, l’8 ottobre, Emanuela Tittocchia ha provato un dolore enorme, proprio come se quella perdita fosse arrivata a ciel sereno. Ricordando quella donna così importante nella sua vita, l’interprete torinese non riesce a trattenere le lacrime. «Da tempo vivevo con l’incubo che se ne andasse: la situazione era peggiorata da quando era morto suo marito, il nonno Emilio», racconta in esclusiva a Nuovo la Carmen Rigoni di CentoVetrine. L’attrice è ancora molto provata. Anche perché oltre al dolore del lutto, lei e i suoi genitori hanno avuto una brutta sorpresa: gli oggetti più cari della nonna sono spariti. «È la cosa che ci ha fatto più male: eppure ci eravamo fidati delle persone che la curavano», spiega Emanuela. Non essendo più autosufficiente, la nonna aveva bisogno dell’assistenza di una badante. Una situazione, questa, comune a molte famiglie italiane. Ma come si può essere sicuri di mettere in casa persone fidate? La Tittocchia, dopo la sua esperienza, può offrire qualche consiglio pratico. »Non abbiamo più oggetti-ricordo!» Emanuela, ci racconti che cosa è successo? «Premetto che i miei genitori si occupano delle persone anziane della mia famiglia da sempre. L’estate scorsa, però, li ho quasi costretti a prendersi una settimana di vacanza e così siamo andati insieme a San Vito lo Capo, in Sicilia. Per assistere la nonna in quel periodo, mamma e papà si sono affidati agli assistenti sociali, che hanno presentato loro la badante. La signora, molto ben pagata, ha vissuto a casa nostra per una settimana. Quando i miei sono tornati, dopo qualche ora si sono accorti che mancavano tanti oggetti in casa, tutti gli ori, ma anche i vestiti e persino il caffè. La delusione è stata profonda perché tra le cose sparite c’erano gli orecchini e le collane di mia nonna, l’orologio del nonno, le monete che il mio bisnonno portò dall’America tanti anni fa, la fede di mio padre e i bracciali miei e di mia madre. Il valore economico non era altissimo, ma quello affettivo sì». Qual è stata la vostra prima reazione? «I miei genitori hanno subito chiamato questa signora, però lei non ha mai risposto al telefono. Quando hanno contattato i servizi sociali che ce l’avevano presentata, la risposta è stata che loro non si occupano di queste cose». «Bisogna informarsi sulle persone» Avete sporto denuncia? «Sì, mamma e papà sono stati dai carabinieri e hanno spiegato quello che è successo. La mia prozia Gina ha raccontato che, nei giorni in cui eravamo in vacanza, in casa c’era un via vai continuo di persone. La perdita dei gioielli conta relativamente, però. Quello che mi tormenta è che non so se questa donna si sia occupata con affetto di mia nonna». L’esperienza con le badanti non è stata certo positiva per la tua famiglia… «Purtroppo è così. Sappia mo anche che il nostro problema è comune a tante famiglie alle prese con anziani non autosufficienti. La malattia e soprattutto il bisogno di assistenza arrivano alPimprovviso e la gente è costretta a trovare soluzioni rapide che, spesso, si rivelano sbagliate. Prima di affidarsi a una persona estranea bisogna fare tante indagini. Non ci si può fermare alla prima persona che capita o che è disponibile. È bene sempre informarsi su chi ci mettiamo in casa». Che consigli daresti alle persone che hanno bisogno di assumere una badante? «Di fare molta attenzione. Quando c’è di mezzo una persona cara che vive un momento difficile della propria vita, il familiare più vicino ha il dovere di garantirgli rispetto e dignità. Il passaparola può essere un’ipotesi di ingaggio della badante, ma è sempre bene prendere precauzioni. Innanzitutto bisogna capire se la badante si relaziona bene con l’anziano e se ha davvero la preparazione necessaria per curarlo. Prima di scegliere la badante sarebbe utile che questa raccontasse le sue esperienze passate. L’ideale sarebbe riuscire a ottenere anche le sue referenze parlando diretta-mente con il suo precedente datore di lavoro. Spesso, per motivi di tempo e per l’urgenza di una soluzione, tutte queste indagini non si fanno». «Controllate bene cassetti e armadi!»» Come difendersi dai furti? «Il mio consiglio è quello di controllare periodicamente i cassetti e gli armadi per vedere se c’è tutto, dai gioielli alla biancheria di casa». Tu avevi un legame speciale con la nonna Pia… «Se non fosse stato per lei non avrei mai realizzato il mio sogno: quello di diventare attrice. Lei è sempre stata il mio punto di riferimento. Adesso mi manca tantissimo…». Lei soffriva da anni di Alzheimer. La sera in cui è mancata eri con lei? «Ero a Torino. Mia madre mi ha chiamata, sono corsa da lei. Ho potuto starle vicino nel momento in cui ha chiuso gli occhi e questo è stato importante per me. Avevo paura che succedesse quando ero lontana, magari mentre mi trovavo nella mia casa di Roma. Il giorno dopo, però, ho avuto una reazione fisica fortissima: mi è venuta la febbre alta e ho avuto crampi. Il mio corpo non ha accettato questo distacco. Sento che lei è sempre vicina a me e che non mi ha mai lasciata. Ne ho avuto la certezza dopo un episodio particolare che mi è capitato». «Lei sarà sempre accanto a me»» Che cosa è successo? «Stavo mettendo a posto alcuni libri vecchi nel sottotetto di casa quando ho trovato tra le pagine un bigliettino scritto da mia nonna ormai tanti anni fa. Nell’ultima riga diceva: “Mi spiace di averti lasciato sola”. Non so a che cosa si riferisse, ma porterò quel biglietto sempre con me».