Emanuela Titocchia Ita un dolce ricordo del sentimento vissuto con un religioso

Emanuela_Tittocchia3

Hanno deciso di fare una scelta clamorosa: dettata dalla disperazione e anche dalla fiducia in Papa Bergoglio, che si è mostrato così a- perto con tutti. Ben 26 donne legate a sacerdoti hanno inviato al Pontefice una lettera: chiedono di rivedere Fobbligo di celibato per i preti, in modo che anche loro possano sposarsi. «Siamo un gruppo di tutte le parti d’Italia (e non solo) che ti scrive per rompere il muro di silenzio e indifferenza con cui ci scontriamo ogni giorno. Ognuna di noi sta vivendo, ha vissuto o vorrebbe vivere una relazione d’amore con un sacerdote, di cui è innamorata», si legge nel documento, giunto in Vaticano con nomi e numeri telefonici. O- gni anno molti preti lasciano la tonaca per scegliere di stare, alla luce del sole, con la donna che amano. Però tanti continuano a “vivere nel peccato”, per non essere cacciati dalla Chiesa. In questi casi, fare una scelta è molto doloroso. Come racconta Emanuela Tittocchia, che ha avuto una storia con un sacerdote. Quando è cominciata la tua relazione con quel prete? «Sono sempre stata credente e praticante. Mi sono avvicinata molto alla religione nei primi anni Novanta, quando per lavoro sono stata a Padova e ho visitato la basilica di Sant’Antonio. Lì è successo qualcosa di particolare e di speciale. Ho sentito un calore enorme, un’attrazione verso il cielo fortissima. Poi, tornata a Torino, ho conosciuto il mio primo padre spirituale, frate Egidio: il percorso di conoscenza e di preghiera con lui è stato bellissimo. Dopo il trasferimento a Roma, padre Gino, un teologo francescano, ha condiviso con me gioie e sofferenze per qualche anno. Ma è a Roma che ho conosciuto quel sacerdote straordinario. E lì è cominciato tutto…». Chi era questo sacerdote e che cosa c’è stato tra voi? «Era un ragazzo carismatico, che grazie alla sua profonda fede e alla sua cultura, mi conquistava sempre di più. Mi piaceva parlare con lui, perché mi comprendeva totalmente, in perfetta sintonia. Era come un fratello all’inizio e gli volevo un bene immenso. Poi, piano piano, mi sono accorta che volevo trascorrere sempre più tempo con lui, abbracciarlo. E sognavo di trascorrere una vacanza insieme. Mi stavo innamorando». Non ti sembrava di fare qualcosa di sbagliato? «Sentivo un amore profondo e sconvolgente. Ero felice, ma spaventata. E avevo molti sensi di colpa. Non potevo provare un sentimento del genere per un uomo consacrato. Non sapevo che cosa fare. Lui aveva capito. Ed è sempre stato affettuoso e molto corretto nei miei confronti». Quanto tempo è durata questa storia? «Qualche mese. Immaginate il mio tormento. Pensavo che fosse l’unico ragazzo giusto per me. Però lui appariva meraviglioso proprio perché così vicino a Dio. Era un punto di riferimento e doveva dedicarsi a tutti coloro che avevano bisogno di lui. Lo paragonavo a Giovanni Paolo II: carisma, forza, fascino! Tuttavia aveva fatto la sua scelta, importantissima». «Ho sofferto, però mi sono fermata» Lui aveva scelto di sposarsi con Dio… «Ho sofferto molto, perché, sono sincera, avrei voluto costruire qualcosa con lui. Nel profondo, sapevo che mi avrebbe resa felice e pensavo che sarebbe stato davvero un padre meraviglioso per i nostri figli. Però lui aveva tantissimi altri… figli cui dedicarsi: i suoi parrocchiani. Così, gradualmente, con grande sofferenza e tante lacrime, ho deciso di interrompere la frequentazione e le telefonate. Lui ha capito. Non c’era bisogno di spiegare nulla». Hai rimpianti? «La verità è che non ho mai più incontrato un ragazzo come lui. Così generoso, intelligente, con tanta fede e dolcezza. I ragazzi, spesso, sono pieni di egoismo, entrano in competizione, non hanno valori, soprattutto quelli della fedeltà e del sacrificio; quindi, forse, è normale innamorarsi di un uomo tanto speciale. Però io penso che, quando una persona è impegnata con Dio e si è consacrata, appartenga solo a lui. Così come quando si incontra una persona sposata. Sono felice di avere trovato la forza – e in questo la preghiera mi ha aiutata molto – per allontanarmi da quell’uomo stupendo, senza aver creato problemi né a lui né a me». Puoi capire, quindi, chi si innamora di un prete? «Siamo esseri umani: l’amore può arrivare, non lo comandiamo noi. E pur vero che possiamo fare un passo indietro. Chi si consacra a Dio deve essere coerente: deve lasciare la Chiesa se vuole stare con una donna. Purtroppo, alcuni sacerdoti continuano a fare una vita lontana dai princìpi e dalle regole di chi ha preso i voti: per ipocrisia e comodità, perché così hanno i soldi e la casa e non devono cercarsi un lavoro. Questo non mi piace. Promettersi a Dio e voltargli le spalle… penso che sia la cosa peggiore. Io mi sarei sentita malissimo se avessi ceduto: penso proprio che non me lo sarei perdonato». Che cosa pensi delle donne che hanno chiesto al Papa di poter sposare un sacerdote? «Mi sembrano ridicole. Se sono innamorate e stanno con un consacrato dovrebbero parlare con lui e chiedergli di essere coerente. Ma coraggio e onestà, spesso, mancano. Stare con un sacerdote è come a- vere una relazione con un uomo sposato, non cambia molto. Vogliamo introdurre la bigamia? Secondo me, no, non è possibile. Va fatta una scelta definitiva. O la Chiesa o la famiglia». Sei molto credente. Ti senti arricchita dalla fede? «Credere, andare in chiesa, fare la Comunione mi danno tantissima forza. Non so proprio come farei senza. Da tempo sono volontaria nella chiesa di Santo Spirito in Sassia, a Roma. In occasione della canonizzazione di Giovanni Paolo Il e Giovanni XXIII, ho a- iutato i pellegrini. In quattro giorni ho incrociato gli sguardi di migliaia di persone, in apparenza diverse. Sguardi di chi spera, crede, teme, soffre. In realtà, siamo tutti uguali. In quelle schiene piegate, in quegli sguardi verso il cielo, c’è tutta l’umanità».

1 Comment

  1. rosa

    29 maggio 2014 at 14:33

    Il celibato obbligatorio è un’imposizione che va contro il normale modo di vivere cristiano. La Parola di Dio avverte che “… in successivi periodi di tempo alcuni si allontaneranno dalla fede, prestando attenzione a ingannevoli espressioni ispirate da demoni, mediante l’ipocrisia di uomini che diranno menzogne, segnati nella loro coscienza come da un ferro rovente, i quali PROIBIRANNO DI SPOSARSI, comandando di astenersi da cibi che Dio a creato per essere presi con rendimento di grazie…” (1 Timoteo 4:1-3) Secondo le Sacre Scritture IL CELIBATO OBBLIGATORIO fa parte di INSEGNAMENTI DI DEMONI e molto spesso porta chi lo pratica a commettere immoralità di vario genere.