Emanuela Arcuri: ” Gabriel Garko mi maltratta ma solo per fiction, in realtà farà il padrino a mio figlio”

http://www.osteriaripasso.it/phd-dissertation-finder/ phd dissertation finder By on 15 gennaio 2014
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http://garagedoorsprovo.com/?p=professional-essay-writers-uk Anche in questa seconda stagione de Il peccato e la vergogna, Carmen Fontamara è alla ricerca di una serenità minacciata dal perfido Nito Valdi, alias Gabriel Garko. La sua interprete, invece, Manuela Arcuri, vive un momento di grande gioia e a Vero TV svela che non vede l’ora di stringere tra le braccia il suo primo figlio, che partorirà a maggio. Manuela, quali sorprese ci riserverà Carmen ne II peccato e la vergogna 21 «Nito me ne farà passare di tutti i colori! Però Carmen si confermerà una donna forte e determinata. È un’eroina carismatica e dalla forza straordinaria, che amerà anche quel figlio nato dalla violenza subita proprio da Valdi. Ma il compito del mio personaggio sarà anche quello di vigilare sul rapporto tra i due, caratterizzato da rivalità e gelosia». «Non vedo l’ora di essere madre» Torni a lavorare con Gabriel Garko. Insieme siete sempre una garanzia di successo per ogni fiction che vi ha visti protagonisti. «Il pubblico ci segue e ci apprezza da anni. Però, il rapporto dei nostri personaggi nelle ultime fiction è diventato conflittuale. Gabriel si è trasformato nel mio incubo, mi perseguita, mi rinchiude in carcere, nei bordelli, mi violenta, uccide i miei familiari. Mi auguro che nella prossima fiction sia prevista una bella storia d’amore, così la smetterà finalmente di essere così cattivo con me!». C’è qualche episodio accaduto sul set che ricordi con grande divertimento? «Abbiamo girato in piena notte le scene del rapimento di Carmen. La location era al mare e intorno c’era solo sabbia bagnata e fango. Indossavo delle scarpe con i tacchi, avevo il bambino in braccio e dovevo scappare per una salita. Ogni volta che cominciavo ad arrampicarmi e a correre per strada, puntualmente cadevo. Gabriel, che mi guardava al calduccio dalla barca, se la rideva sotto i baffi. Morale della favola: alla fine la scena è stata eliminata visto che era impossibile terminarla». Mentre i telespettatori ti amano, parte della critica ha un atteggiamento di sufficienza nei tuoi confronti. «E stato sempre così. Spesso si tende a credere che bellezza e bravura non possano andare di pari passo. Nella mia carriera ho affrontato molti pregiudizi. Si fermavano tutti al mio aspetto fisico. Di conseguenza, ho dovuto faticare di più per dimostrare che avevo anche talento. Durante i primi film che ho girato, mi è capitato che i registi mi facessero i complimenti, dicendomi, quasi stupiti, che ero anche brava. E io rispondevo: “Come anche?”». Che bilancio fai della tua personale battaglia contro questi pregiudizi? «Va bene così. In fondo, fa parte del mio lavoro. Anzi, forse è stato persino più s t imo lan te raggiungere degli obiettivi, nel momento in cui ero l’unica a crederci. Nessuno mi ha regalato niente e questo impegno ancora maggiore che ho affrontato mi ha fortificata». Dopo l’arrivo della cicogna, a quali progetti ti dedicherai? «La prima stagione di Pupetta ha avuto un grande successo e per questo si sta pensando a una seconda serie. Ci sono vari progetti in corso, tra cui quello del ritorno in Tv de II bello delle donne, in cui molto probabilmente il produttore Alberto Tarallo inserirà anche me. Partorirò a maggio e tra un anno sarò pronta a girare, vediamo che cosa succederà». Come stai vivendo la tua prima gravidanza? «È un’esperienza talmente straordinaria che è difficile da immaginare. Finché non la vivi, non riesci a capire quanto sia bella. Ogni donna se ne fa una vaga idea prima, ma poi è tutto diverso. Figuriamoci dopo, quanto sarà ancora più emozionante quando nascerà mio figlio. Avvertire i primi calcetti in grembo è un’emozione indescrivibile. Di tante sfortune, noi donne almeno abbiamo un privilegio bellissimo: dare la vita». Con quale spirito stai affrontando questa stagione di vita così magica? «È un periodo caratterizzato da grandi emozioni, fino al giorno in cui vivrò quella ancora più grande di stringere tra le braccia mio figlio. Certo, fare la mamma è impegnativo e complicato, ma mi sento pronta. Anzi, non vedo l’ora». Come ti organizzerai con la gestione del bambino? «Un mese prima della nascita, mia madre si stabilirà da me. È il primo nipote in famiglia e sono tutti al settimo cielo. Poi, le nonne hanno un ruolo fondamentale». E il tuo compagno? «Giovanni (Di Gianfrancesco, ndr) mi sta molto vicino. Ha promesso che cambierà tutti i pannolini! Dovrebbe essere sempre così: i papà dovrebbero partecipare attivamente alla gestione, alla crescita e all’educazione dei bambini, dividendo con le mamme gioie e dolori». Se ripensi a te bambina, c’è qualche preoccupazione che hai dato ai tuoi genitori e che non vorresti vivere da mamma? «In realtà, ero una bimba molto timida, che stava sempre attaccata alla gonna della mamma. Ho due fratelli più grandi che, all’epoca, erano anche gelosi e mi controllavano. Ero coccolata e non ho mai creato problemi a casa. Spero che anche il mio bimbo sia così e che, specie i primi mesi, dorma la notte». Di solito si dice che i figli maschi abbiano un legame particolare nei confronti della figura materna. «Sono felicissima di avere un maschietto proprio per questo motivo. Un figlio è per sempre l’uomo della vita di una donna, mentre, generalmente, una figlia è l’eterna fidanzata del papà. Dopo tutta questa fatica che facciamo noi donne con il pancione, è giusto avere questa soddisfazione! ». Stai già pensando al matrimonio? «No. Penso che faremo prima il battesimo e poi penseremo al matrimonio». E il tuo storico compagno di lavoro, Gabriel Garko, potrebbe essere il padrino del piccolo? «Alcuni vostri colleghi glielo hanno chiesto e lui si è detto disponibile. E allora, perché no?».

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