Elisabetta Pellini: Mia zia è entrata in come, e sul set con Virna Lisi sono stata male

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Durante la lavorazione della fiction Madre, aiutami, ha dovuto affrontare una grande prova d’attrice: recitare nel ruolo di Sofia Molnar dopo aver saputo che la sua adorata zia Susanna era stata colpita da un’ischemia. Elisabetta Pellini, racconta in esclusiva a Top il dolore provato durante le riprese della nuova serie di Raiuno con Vima Lisi e ci racconta i suoi progetti futuri. Qual è il tuo ruolo nella fiction Madre, aiutami! «Interpreto Sofia Molnar, la moglie di un famoso professore d’economia. Mio marito, Guido Molnar, è vedovo, visto che la prima moglie si è suicidata lasciandolo solo con la figlia Vera. Sofia ha un rapporto conflittuale con la figliastra, quasi sua coetanea: sono due donne troppo diverse tra loro e per questo non si accettano. Sofia vive con un marito troppo distratto dagli affari, dal potere e dai soldi per accorgersi che sua moglie ha una relazione con una persona molto vicina a lui. E una moglie viziatissima dal marito in tutto, ma non nell’affetto, visto che lui l’ha legata a sé solo per poterla mettere in bella mostra. È stato un personaggio * molto difficile da interpretare, che mi ha appassionato». Com’è stato lavorare con Vima Lisi? «Con Madre Germana, interpretata da Vima Lisi, ho lavorato un solo giorno, il mio primo e suo ultimo giorno di set. Era una giornata molto calda, si girava la scena di un funerale, ero molto emozionata perché da sempre Vima Lisi è una delle mie attrici di riferimento. È bellissima, brava, elegante e anche molto professionale. Una che non ha vizi da diva, anche se potrebbe permetterseli. Ho ammirato molto la sua preparazione, puntualità e attenzione. E una grande attrice e, con il tempo, è sempre più bella». «Si respirava un clima positivo» Quale clima si respirava sul set? «Madre, aiutami è diretto da Gianni Lepre, un grande maestro. Sul set si respirava un clima positivo, allegro. Gli attori e tutti i professionisti di tutti i reparti, dal costume al trucco e parrucco fino alla fotografia erano sotto esame del regista e tutti avevamo desiderio di interpretare al meglio le sue richieste. Gianni Lepre lavora con scrupolo e grande attenzione alla recitazione degli attori. Per un attore, lavorare con lui significa mettersi in discussione e dare il meglio, trova- I re la strada meno banale e ^ facile, crescere sia professionalmente che umanamente. Per questo, non posso che ringraziare Gianni Lepre e tutto il meraviglioso cast della fiction. Tutti mi hanno sostenuto nei momenti più duri, con affetto». Ricordi un aneddoto legato alla lavorazione della fiction? «Durante la lavorazione del film ho saputo, attraverso una telefonata, che mia zia Susanna aveva avuto un’emorragia cerebrale ed era in coma. Ero appena arrivata sul set: dovevo dimenticare la mia vita privata e diventare Sofia Molnar, una donna molto diversa da me. Quel giorno iniziavo con una delle scene più difficili e importanti per il mio personaggio, non potevo fallire. Mi sono sentita malissimo e così la truccatrice e la parrucchiera mi hanno aiutata, confortata. In quell’occasione il regista si è avvicinato e mi ha detto: “Usa questo momento per Sofia”. Le sue sono state parole magiche e così ho fatto. Io spero di esserci riuscita, adesso giudicherete voi!». Qual è il tuo rapporto con la fede? «La fede è una parola importante e abbraccia tanti aspetti, è universale. Bisogna avere fede in se stessi e nei propri principi e valori. Bisogna aver fede negli altri e speranza che non si approfittino della tua disponibilità e generosità. Bisogna avere fede in ciò in cui si crede e combattere perché ciò si realizzi. La fede nella religione è importante per avere una guida che ci indichi la strada giusta, soprattutto nei momenti cupi. Apprezzo moltissimo Papa Francesco e il messaggio che sta portando in tutto il mondo». Nella vita di tutti i giorni, quando non lavori, cosa fai? «Sono una viaggiatrice e appena posso mi organizzo per vedere e conoscere posti nuovi, anche vicino casa. Amo la natura, il mare, la campagna: tutto questo mi rigenera. Per il resto faccio cose normali, mi occupo della casa, della mia gatta Pellicola e dell’acquario, vado al cinema, alle mostre, leggo e, se sono ispirata, dipingo». Nella sfera professionale come vanno le cose? «Oltre a Madre, aiutami, ho appena terminato di girare la seconda serie della web-serie di Vincenzo Alfieri, Forse sono io 2. E una commedia brillante e mi sono molto divertita a interpretare Simona, attrice bipolare con l’ansia continua di essere cicciona. Intanto ho firmato per la terza serie di Le tre rose di Eva e poi spero che la mia nuova agente, Rita Giorgi, mi trovi un progetto con un personaggio interessante. L’oroscopo 2014 predice un buon anno per l’Ariete, il mio segno zodiacale, speriamo abbia ragione. Intanto direi che con Madre, aiutami è stato un ottimo inizio». §tiv; NelPimmediato futuro quali traguardi ti piacerebbe raggiungere? «Ho degli obiettivi e combatto quotidianamente perché diventino traguardi e non fallimenti. Per prima cosa di natura personale». Tipo? «Non farmi condizionare dalle persone invidiose e cattive e vivere più serenamente, con maggiore equilibrio e meno ansia». «I programmi mi infastidiscono» Tra dieci anni, invece, come ti vedi? «Non faccio grandi programmi, anzi le cose programmate mi infastidiscono. Spesso penso al passato, alla spensieratezza di quando si è piccoli, quando si passano le giornate a giocare, accuditi e coccolati. Quindici anni fa vivevo a Milano e sognavo di fare l’attrice. Ora vivo a Roma e sono un’attrice, che deve ancora crescere e imparare tante cose. Sicuramente, tra dieci anni, sarò una donna attiva, combattente e viaggiatrice, spero circondata da persone che mi vogliono bene»