Elisabetta Pellini: “Le secchiate gelate? solo vanità dei Vip”

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Da qualche giorno è tornata sul set de Le tre rose di Èva, dove la sua Laura Summariva sarà protagonista di un’inaspettata evoluzione. Per l’occasione, Elisabetta Pellini ha scelto noi per raccontare la sua estate ricchissima di impegni. «Soltanto per dieci giorni» Elisabetta, come hai trascorso l’estate? «Sono appena rientrata dalle vacanze durante le quali ho avuto modo di esplorare la Grecia, di cui mi sono innamorata. In particolare di Paros, un’isola che sembra il paradiso terrestre. Sono riuscita a staccare la spina soltanto per una decina di giorni, anche perché sono già tornata sul set de Le tre rose di Èva, la fiction di Canale5 dove ancora una volta interpreterò il ruolo di Laura Summariva». Quali sorprese ci riserverà Laura? «Lei è una vera e propria trasformista. Prima si è ritrovata alle prese con una serie di relazioni sbagliate, poi è tornata da sua mamma, una maitresse, che l’ha fatta diventare una prostituta d’alto bordo. Nelle prossime puntate, invece, Laura diventerà una dark lady. Insomma, un personaggio non facile, anche perché racchiude tante cose che io non sopporto in alcuni tipi di donne. Allo stesso tempo tempo, però, non nascondo che mi sto divertendo con tutte queste scollature su capi anni ’70: la sto vivendo come se fossi a Carnevale».

elisabetta-pelliniQual è il ruolo dei tuoi sogni? «Mi piacerebbe fare una rapina a mano armata. Ma per il momento mi accontento della dark lady (ride, ndr). Nella sfera professionale che cos’altro bolle in pentola? «Due cortometraggi. In uno sono la moglie di Giuseppe Verdi, mentre nell’altro, che s’intitola Una storia barbara ed è diretto da Daniele Massa, porto in scena una vicenda di cronaca avvenuta davvero. Sono una donna che aspetta un figlio da suo marito. Di lei si innamora un collega. Quest’ultimo, non accettando la gravidanza della donna, con la scusa di un appuntamento di lavoro la colpisce con undici coltellate, le dà una martellata in testa e poi le dà fuoco con la benzina. La donna. dopo essersi finta morta, è sopravvissuta per miracolo, riuscendo a risvegliarsi da un coma. Lui si è preso quattro anni ai domiciliari, ottenendo subito il permesso per andare a lavoro. Oggi a causa dell’indulto è un uomo libero. Lei è riuscita a trasformare l’odio in amore, riuscendo ad avere un altro figlio». «Preferisco Vindifferenza» Tu se mai riuscita a trasformare l’odio in amore? «Partendo dal presupposto che non sono mai stata una donna ran- corosa, di fronte a una delusione mi sforzo di trasformare l’odio in indifferenza».

Hai mai pensato di cambiare professione? «Quelli che non fanno parte di quest’ambiente credono che fare un mestiere come l’attrice sia puro divertimento. Ma non è così, anche perché comporta un notevole dispendio di energia. Io, poi, sono una persona molto emotiva e ansiosa. Ogni volta che mi trovo sul set comincio a sudare, mi assale il mal di stomaco e sul mio volto spuntano brufoli. Per non parlare poi di quando aspetti per ore o giorni una chiamata di lavoro che poi non arriva. Ma tutto sommato mi ritengo una persona fortunata, visto che peraltro quest’anno ho ritirato due premi, l’ultimo dei quali qualche giorno fa, “La chimera d’oro” come miglior attrice ad Avezzano, in provincia dell’Aquila». Fai tanto volontariato eppure hai criticato la Ice Bucket Challen- ge a favore della Sla. «Non vedo a che cosa possano servire tutte quelle inutili docce ghiacciate, fatte soprattutto da vip che desiderano tersi in mostra e che poi. magari non aprono il loro portafoglio».